Alle origini del Nobel per la Letteratura: Sully Prudhomme

0 983

Gli imprevedibili risvolti delle decisioni prese dall’Accademia di Svezia hanno destato non poche polemiche un paio d’anni fa quando il Premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato a Bob Dylan. Ma chi fu il primo autore a cui venne assegnata tale onorificenza e da cui ha avuto origine la serie di autori celebrati in tutto il Novecento e oltre? Fu un eccentrico poeta parigino: Sully Prudhomme (Parigi, 16 marzo 1839 – Châtenay-Malabry, 6 settembre 1907). Nato nel 1839 da una famiglia di commercianti, i suoi studi e interessi giovanili spaziarono dalle scienze al diritto, dalla filosofia alla letteratura. Il suo primo impiego è infatti in un’officina metallurgica.

Niente di tutto questo lascia perciò prevedere un simile successo nel campo letterario, anche perché, prima di dedicarsi alla letteratura, era convinto di aver trovato la sua via negli impegni industriali e nella pratica notarile.

Il vero trampolino di lancio per la sua carriera artistica è rappresentato dal suo ingresso nel gruppo artistico-letterario Conferenze La Bruyere, costituito soprattutto da studenti, nel 1861. Sono poi le idee di Prudhomme relative alla poesia ed alla sua definizione a valergli una prima fama.

La poesia è intesa inizialmente come pura espressione di bellezza, intenzionata ad evitare ogni influenza esterna, perciò impersonale e non contaminata da alcun impegno sociale e politico. Tale ideologia lo porta ad aderire al movimento parnassiano, mantenendo però uno proprio stile, attento a temi filosofici e scientifici.

Il primo riconoscimento importante arriva nel 1879, quando il primo libro Stances et Poèmes, del 1865, gli vale il Premio Pulitzer. Furono infatti il favore del pubblico e gli apprezzamenti della critica a indurlo a perseguire nel suo impegno poetico. Le parole di Prudhomme, attraverso un’immaginazione modesta e una sensibilità delicata, vogliono descrivere la sua vita intima, caratterizzata da emozioni timide e inquiete meditazioni sui misteri dell’uomo e dell’universo.

La sua esperienza poetica si arricchisce anche con l’intento di voler tradurre il De Rerum Natura di Lucrezio, pubblicato nel 1866 con il titolo di Le premier livre de Lucrèce. La finalità era quella di sfuggire alla taccia di leggerezza e di trovare una corrispondenza tra il proprio spirito e quello dell’autore latino, caratterizzato da un certo ateismo coraggioso e triste.

La vita di Prudhomme subisce un’ulteriore svolta nel 1870, in occasione della guerra franco-prussiana, quando Parigi era assediata dai tedeschi. Egli si arruola infatti in una compagnia della Guardia Mobile. L’evento bellico lo condiziona a tal punto da incidere su due sue opere importanti: Impressions de la guerre (1872) La France (1874).

Il pensiero di Prudhomme si intreccia poi con le idee positiviste e, ispirato da esse, scriverà nel 1878 La justice e in seguito Le Prisme, Le bonheur. In esse vengono infatti esaltate le credenze metafisiche conseguite in passato e in quegli stessi anni, la dottrina positivista e la morale stoica. Sono certamente tematiche diverse da quelle che avevano caratterizzato la sua prima fase poetica, quando per incantare il pubblico preferiva cantare degli amori più silenziosi, oscuri e degli smarrimenti dell’anima davanti all’inconoscibile.  

Il 1901 è l’anno che consacra Prudhomme a scrittore memorabile per più di un secolo in quanto primo autore selezionato dall’Accademia di Svezia per essersi distinto in campo letterario.

La scelta ricadde sul poeta francese «In riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto».

L’autore ricevette, oltre all’enorme prestigio, una somma di denaro corrispondente a 10 milioni di corone. Con esso decise di istituire un premio di poesia in seno alla Società degli uomini di lettere e la Società dei poeti francesi. Nella lettera spedita all’Accademia Svedese dopo aver ricevuto il riconoscimento, lo stesso Prudhomme scrisse:

Penso ai miei colleghi giovani che non hanno i mezzi per fare stampare le loro prime poesie. Ho intenzione di riservare una somma che permetta di fare stampare i loro primi quaderni di poesie. Ho già ricevuto una grande quantità di richieste il cui soddisfacimento assorbirebbe l’intero premio.

Muore improvvisamente a causa delle sue precarie condizioni di salute il 6 settembre 1907 a Chatenay-Malabry, all’età di 68 anni.

Il suo unico erede fu il nipote Henry Gerbault, che collaborò, fra il 1883 e il 1908, alla pubblicazione degli otto volumi delle sue opere Oevreus, per permettere che il contributo di Prudhomme nel campo letterario non restasse limitato a una piccola finestra di tempo e di spazio, seppur importante, ma che si estendesse alla memoria di chi avrebbe perseguito questa passione.

Maddalena Baschirotto per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.