La storia di Andrea Camilleri, il maestro di vita di tutti gli italiani

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Porto Empedocle non è certo il centro del mondo, eppure Andrea Camilleri, nato il 6 settembre del 1925 in questo piccolo paese in provincia di Agrigento, lo ha reso celebre a tutti, non avendo perso la sua “sicilianità” pur essendo uno scrittore universalmente riconosciuto.

Andrea Camilleri e Luca Zingaretti

I testi dell’inventore del celebre commissario Montalbano sono stati tradotti in più di 120 lingue e vengono letti in tutti i paesi del mondo. È sorprendente come la lingua siciliana affiori, con discrezione, a caratterizzare le narrazioni di questo grande autore che, ormai ultranovantenne e non vedente, è costretto a dettare le proprie storie a Valentina Alferj, la sua assistente.

Una vita intensa e fortunata la sua, che lo vede giovanissimo (1942) regista di teatro e sceneggiatore, autore teatrale e televisivo. La carriera di Andrea Camilleri è costellata da grandi traguardi, come quello dell’insegnamento presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma o l’assegnazione del ruolo di titolare della cattedra di regia all’Accademia nazionale di Arte drammatica.

Gli anni tra il 1939 ed il 1943, sono i più difficili per Camilleri che, dopo un’esperienza in collegio vescovile di breve durata a seguito della sua espulsione per aver lanciato delle uova contro un crocifisso, studia al Liceo Classico “Empedocle” di Agrigento. Qui otterrà la maturità nel 1943 senza fare esami a causa dei bombardamenti e dell’imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, che avevano obbligato le autorità scolastiche a chiudere le scuole e considerare valido il secondo scrutinio trimestrale. Nel 1944 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia, ma non consegue la laurea. È invece nel 1945 che aderisce al Partito Comunista Italiano, nello stesso periodo in cui inizia a pubblicare racconti e poesie, che gli consentiranno di vincere il Premio Saint Vincent.

La casa del commissario Montalbano

È ad Andrea Camilleri che si deve l’arrivo di Samuel Beckett in Italia: al Teatro dei Satiri di Roma, infatti, mette in scena nel 1958 l’opera Finale di partita del quale curerà anche una versione televisiva con Adolfo Celi e Renato Rascel.

La lunghissima carriera in RAI è sicuramente meno conosciuta al grande pubblico, ma è ricca di vicende e curiosità, come quella della sua partecipazione nel 1954 ad un concorso per funzionari RAI, che non riesce a superare a causa della sua adesione al Partito Comunista.

Il 1994 è l’anno fortunato del grande Camilleri che pubblica La forma dell’acqua, primo romanzo poliziesco con il commissario Montalbano e successivamente Il birraio di Preston (1995), che partecipa al Premio Viareggio e grazie al quale, pur senza classificarsi, riesce ad avere un discreto successo. Dal 1995 ad oggi, il nome di Andrea Camilleri è associato a quello del commissario Montalbano, grazie anche all’enorme successo della serie televisiva, prodotta dal 1999 e trasmessa dalla RAI. Le prime tre stagioni sono andate in onda su RAI 2, mentre dal 2002 viene trasmessa su RAI 1.

Il protagonista del romanzo è interpretato da Luca Zingaretti, che rappresenta magistralmente il personaggio di Salvo Montalbano: amato dal pubblico italiano, è un uomo “d’azione e di riflessione insieme“, che crede profondamente nella giustizia e nella legalità. I suoi legami con la gente del posto, con le persone che lo circondano ed i suoi rituali giornalieri, lo rendono un uomo semplice, comune. Tuttavia il suo intuito e l’acutezza con cui osserva ogni dettaglio lo rendono speciale, perché solo lui, con il suo istinto, riesce a cogliere ciò che per gli altri è impensabile.

In una Sicilia immaginaria (ma solo per i nomi fantasiosi scelti dallo scrittore) tra Vigata, Montelusa, Marinella, scopriamo gli angoli di una terra contraddittoria, ricca di storia e cultura, che oggi è diventata meta turistica degli appassionati spettatori del commissario Montalbano.

Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare.

Il commissario Montalbano

E chi vorrà visitare la casa in cui il commissario consuma le romantiche cene sulla terrazza affacciata sul mare, non dovrà far altro che recarsi a Punta Secca, una frazione di Santa Croce Camerina. Si tratta di un borgo marinaro, in provincia di Ragusa, a poca distanza da Marina di Ragusa.

Oggi Andrea Camilleri, sostenitore dei fondamentali valori universali dell’uomo, continua la sua attività di maestro di vita degli italiani, con i suoi saggi commenti e le sue lucide interviste che hanno dimostrato, soprattutto recentemente, la preoccupazione per la situazione sociale e politica in Italia.

Marta Previti per MIfacciodiCultura

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