Ecosia, il motore di ricerca con 6 milioni di alberi nel mondo

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Christian Kroll

A nove anni dalla sua creazione vanta 3 milioni di dollari donati per 6 milioni di arbusti piantati: è Ecosia, il motore di ricerca green che ha fatto della cultura ambientale il suo credo. L’idea del fondatore Christian Kroll, che entro il 2020 vuole raggiungere, è nata precocemente, appena terminati gli studi: i molteplici viaggi alla scoperta di nuovi scenari e in continuo contatto con diverse popolazioni, lo portano a chiedersi cosa fare per aiutare le comunità, con un contributo concreto da lasciargli prima di ripartire ancora. In Argentina, l’uomo pare trovare il fulcro del problema, che rintraccia nella deforestazione. Inizia così una partnership con Google dando vita a search engine green, che in futuro sarebbe poi diventato Ecosia.

All’epoca ci lavoravo solo io, non riuscivo quasi a pagarmi uno stipendio e i primi anni ho impiegato ragazzi che accettavano un compenso basso pur di far qualcosa di utile per il pianeta.

Così commenta Kroll il suo operato iniziale, che ritrae un sogno ambizioso che ora conta ventuno persone tra i venti ed i quarant’anni, retribuiti dignitosamente. Ecosia funziona in maniera molto semplice ed è questa una delle chiavi del suo successo: sfruttando l’utilizzo del web, l’intento attuale è quello di utilizzare almeno l’80% dei profitti ricavati dai click sui contenuti sponsorizzati sulla pagina per il finanziamento di nuovi arbusti.

Inizialmente, un alone di misticismo permeava il progetto, ma con il tempo le condizioni sono cambiate: oggi Ecosia ha ottenuto la certificazione B-Corporation, rilasciata dall’ente no profit B-Lab alle aziende che rispettano alte prestazioni di sostenibilità ambientali e sociali. I report finanziari descriventi l’andamento sono pubblici e controllabili sul sito. Attualmente il team sta lavorando ad alcuni progetti nel Burkina Faso, Madagascar e Perù. La società di Kroll conta circa 660 000 visitatori al giorno e vengono effettuate 32 milioni di ricerche alla settimana, il 25% dalla sola Francia. Oltre ad Ecosia, ci sono altri nomi di motori di ricerca utili, come Lilo, che con le sue ricerche finanzia progetti sociali ed ambientali, anche se il monopolio online appartiene sempre a Google.

Il messaggio che a Kroll preme trasmettere è che l’individuo, che tanto si crede superiore alla natura, altro non è che un suo figlio, tutelato e accolto senza riserve fin dalla nascita. La società capitalista per decenni non ha avuto scrupoli nello sterminare spazi incontaminati al fine di estrarre minerali né si è fatta scrupoli a costruire, senza curarsi della catena di immensi danni che continuamente creava. Tutto questo non può che rivelarsi un attacco scorretto verso una natura che va invece arricchita, con attività green come questa, che permettono di dare frutti rapidamente con risultati visibili giorno dopo giorno. Fare questo nel mondo corrente pare quasi una rivoluzione ambientale, qualcosa che, si pensa, solo poche persone qualificate possono fare. La verità è che, invece, per lasciare alle generazioni future un mondo sano e vivibile, dove l’utile della tecnologia venga salvaguardato senza però imporsi sull’ambiente, tutti possono e devono contribuire. Perché l’uomo non è il solo a popolare il pianeta, anzi è in realtà solo un ospite che, di passaggio, arriva e se ne va, spesso creando danni, prima ancora che la natura possa accorgersene.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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