Il mondo di Frank Capra: un Sogno Americano fatto di regole dure e zucchero filato

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Frank Capra (Bisacquino, 18 maggio 1897 – La Quinta, 3 settembre 1991) non fu un siciliano come tanti.

Il mondo di Frank Capra: un Sogno Americano fatto di regole dure e zucchero filato
Frank Capra

Sbarcato negli States con i genitori, venditori di frutta carichi di figli, secondo la più classica iconografia del tempo, tenne stretto il suo sogno cinematografico con cui sbarcò sulle terre americane. La terra delle opportunità fu generosa con Capra, determinato a scalare l’impero delle Majors, senza le quali era impossibile girare anche un solo fotogramma. Eppure Francesco Rosario Capra, questo il nome completo, non possedeva né la  sicurezza di Cecil B. De Mille,  fondatore del cinema statunitense, né l’ascendente di Lubitsch, che poteva permettersi critiche feroci.

Studiò, malgrado l’opposizione  della famiglia, in quello che è oggi il Californian Institute of Technology, impegnandosi e rispettando le regole. La stessa caparbietà la trasferì nell’attività di regista, raggiunta facendo qualsiasi lavoro e tenendo a mente che nella vita tutti desiderano “un po’ di zucchero filato”: metafora con  cui si potrebbe tradurre la vittoria sullo schermo dei buoni sentimenti.

Terminata una burrascosa collaborazione col comico muto Harry Langdon, che lo fece letteralmente uscire dallo “sgabuzzino delle scope”, scelse come collaboratori duraturi  Robert Riskin per le sceneggiature e Joseph Walker per la fotografia. La  galleria di pellicole di Capra è densa e articolata, nonostante l’accusa mossa da molti secondo cui avrebbe girato sempre lo stesso film, mettendo in scena l’avventura dell’uomo medio americano. Tra i primi film realizzati, Quella certa cosa e Dillo con lo zibellino del 1928 furono tentativi d’inserirsi in un ambiente complicato.

Con Il potere della stampa e L’affare Donovan del 1929, si cimentò invece in temi poi ricorrenti: l’importanza della stampa e il mondo  corrotto della  finanza. Nel 1934  arriva l’Oscar per Accadde una notte, in cui Clark Gable è un giornalista che riporta alla realtà la ricca e annoiata  Claudette Colbert, in cerca di sentimenti veri. Attraverso  il matrimonio finale fra i due  Capra  costruisce un lieto fine che appaga cuori e coscienze.

Il mondo di Frank Capra: un Sogno Americano fatto di regole dure e zucchero filato
Stewart con l’angelo ne La vita è meravigliosa

Piovono in un sol colpo la notorietà e il privilegio concesso ai registi blasonati: il nome sopra il titolo del film. Capra ne fu talmente colpito da intitolare la sua autobiografia Il nome sopra il titolo. Divenne il regista vincente della casa di produzione Columbia Pictures, che grazie ai film di Capra e all’Oscar,  attirò nella sua scuderia nomi del calibro di Cary Grant, Jeane Harlow, Clark Gable, James Stewart.  Si cominciò a parlare  del “mondo alla Frank Capra”, sinonimo  di film in cui i buoni vincono perché si sacrificano e si sacrificano perché non sfuggono al loro dovere.  

La vita è meravigliosa del 1946, rappresenta il suo capolavoro e la “summa” del Capra-pensiero.

La trama è semplice: un uomo, George Bailey, interpretato da James Stewart, è sul punto di suicidarsi la vigilia di Natale, avendo subito un raggiro che lo ha privato di una somma notevole. Il destino appare segnato, ma giunge in soccorso un angelo di seconda categoria, che gli mostra quali sarebbero le conseguenze del suo gesto. Aiutato pure dai  concittadini, verso i quali si era sempre prodigato, la  sua situazione si risolve e  l’angelo sale di livello, diventando di prima categoria. Un film divenuto simbolico e immortale, tanto che la pellicola originale è custodita nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Necessario  anche a  concludere la trilogia di  film in cui Capra espone  una sorta di concezione  politica: l’uomo comune può sistemare le cose meglio di quanto possano fare i governanti.  Lo aveva sostenuto in  È arrivata  la felicità del 1936, in Mr Smith va a Washington del 1939 e anche in Arriva John Doe del 1941. Nel mezzo, tra il 1942 e il1945, inizia il servizio nell’Esercito girando una serie documentari per le truppe intitolati Why we fight, di cui era fiero. Li considerava infatt un modo  per esprimere riconoscenza alla nazione che lo aveva accolto e  della quale condivideva i valori.

Il mondo di Frank Capra: un Sogno Americano fatto di regole dure e zucchero filato
Barbara Stanwyck e Frank Capra

Resta da chiarire allora per quale motivo le idee di Capra, fondate sulla difesa  della libertà individuale, siano state adoperate  a supporto del qualunquismo o successivamente del reaganismo, sebbene non avesse mai appoggiato alcun movimento apertamente. In parte la colpa è dello stesso Capra, che attribuì una voluta ambiguità ai suoi personaggi, convinti che politica e burocrazia siano coalizzate contro le persone di buon senso. Analogamente, entusiasta delle doti recitative di Frank Sinatra, aveva cercato di convincerlo a dedicarsi solo al cinema, ignorando con disinvoltura le sue dubbie frequentazioni.

La pensava così senza farne mistero mistero e allo stesso modo otteneva che i film si realizzassero come li aveva ideati, pretendendo dagli attori un affidamento totale. Negli aspetti tecnici era all’avanguardia e grazie alla sua abilità fu fra i primi ad usare il sonoro facilmente.

Ciò nonostante la Golden Age creativa andava  esaurendosi. Girò Lo Stato dell’Unione nel 1948,  È arrivato lo sposo nel 1951, infine Angeli con la pistola, l’ultimo film, nel 1961. Incalzato dal successo della televisione, mezzo che tutto trasforma, la fiducia nel trionfo dell’uomo sensato vacillava. Considerava inoltre la telecamera fissa in studio un punto di vista intrusivo, che si sovrapponeva  a quello del regista. Decise di ritirarsi mentre Barbara Stanwyck, musa di film indimenticabili, disobbedendogli continuò a lavorare, proprio grazie alla televisione,  ancora per molti anni. 

 Curiosamente si spensero a distanza di un anno l’una dall’altro, lei nel 1990, Capra nel 1991.

Ma nel mondo zuccheroso di Frank Capra poteva accadere anche questo.

Maria Rosaria Porcaro per MIfacciodiCultura

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