Arte e creatività per educare i bambini a pensare con i propri sensi

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L’arte e la creatività hanno da sempre svolto un ruolo importante nell’educazione dei bambini. Aiutano a stimolare il pensiero e crescere, a sviluppare le potenzialità, la crescita intellettuale e la capacità di risolvere problemi in maniera autonoma ed innovativa. Molte sono state le sperimentazioni, attuate soprattutto negli ultimi anni, in questa direzione e tutte hanno confermato che l’esperienza pedagogica dell’arte è assolutamente preziosa nell’evoluzione nella crescita del bambino. Gli studiosi Fabbri e Munari scrivono che «la creatività sarebbe una questione di stile, di atteggiamento, di carattere, un modo di porsi di fronte alle cose e ai problemi», quasi ad avvalorare la tesi che «creatività e intelligenza sono la stessa cosa». Durante il processo creativo, infatti, l’arte non è vista come mera bellezza esteriore ma bensì spirituale, come auto-scoperta di se stessi e quindi apprendimento. Un modo per imparare e mettersi in gioco. L’arte consente di creare oggetti concreti attraverso i pensieri più celati, più nascosti, quelli che non riescono facilmente a scontrarsi con la realtà.

Ogni bambino affronta la creazione in maniera libera e naturale, solo così mette in atto un processo di crescita individuale. Un proverbio giapponese, infatti, dice che la mente dei tre anni dura per cento anni. Ecco perché non si lavora soltanto con la materia (pastelli, pennarelli, gessi, acquerelli, tempere, carta, cartoncino), con le mani e con i pennelli, con i libri e con la mente, ma anche attraverso la danza, la musica, la libera espressione. O ancora il teatro, dove il bambino diventa protagonista indiscusso.

creativitàArte e creatività sono, quindi, fondamentali nello sviluppo e nella quotidianità del bambino poiché aumentano la capacità di creare concetti propri, di risolvere problemi in maniera diversa e innovativa, di apprendere ed entrare in contatto con gli altri. Purtroppo queste discipline, spesso, sono messe in secondo piano da un sistema scolastico che non privilegia la pratica artistica. Il bambino non trova, quindi, dei modi appropriati per esprimersi. Ma la concezione che hanno i pedagogisti, i filosofi e gli psicologi è totalmente diversa; hanno dimostrato, infatti, come la creatività sia un metodo sicuro per lo sviluppo fisico, cognitivo, emotivo-affettivo del bambino durante la prima e la seconda infanzia. Sono tante le pubblicazioni e gli studi dedicati all’argomento, tra tutti ricordiamo quelli di Munari ed i suoi laboratori.

John Dewey, filosofo e pedagogista americano, già a suo tempo aveva affermato che l’arte fosse «il mezzo più indicato per utilizzare, in maniera costruttiva, l’energia creativa racchiusa nel bambino», questo perché è anche attraverso lo sviluppo della creatività che il bambino viene educato all’osservazione e al problem solving, al potenziamento dell’immaginazione e delle abilità comunicative. Ancora meglio se tutto ciò avviene nelle aule scolastiche. Il lavoro di gruppo, quindi di condivisione, è importante e fondamentale perché aiuta a relazionarsi empaticamente con le emozioni degli altri partecipanti e a confrontarsi in modo costruttivo. Un modo per crescere ed imparare insieme coinvolgendo mente e corpo.
Anche Maria Montessori affermava che «il lavoro creativo, nel suo svolgimento, coinvolge numerose capacità cognitive e un bambino assorto a dipingere, scrivere, danzare, comporre, altro non fa che pensare con i propri sensi».

Si auspica che anche la scuola potenzi le ore dedicata all’arte affinché i bambini riscoprano, finalmente, la gioia di imparare giocando.

Il famosissimo pittore Kandinskij, maestro dell’arte astratta, nel suo capolavoro, ancora attuale, lo Spirituale nell’arte, parlava del potere assoluto dell’arte e del colore sull’anima di chi crea e chi osserva. Scrive infatti:

Il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde.

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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