Georges Braque: «In arte vale un solo argomento, quello che non si può spiegare»

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Georges-Braque-profile (1)Georges Braque, pittore e scultore francese, fu insieme all’illustre amico Picasso iniziatore di una nuova corrente artistica famosa in tutto il mondo: il Cubismo.

Nato il 13 maggio 1882 ad Argenteuil in una famiglia di artisti, Braque ebbe una prima formazione ad Havre insieme agli amici Friesz e Dufy, con i quali, dopo essersi trasferito a Parigi nel 1902 e aver studiato presso l’École des Beaux-Arts, creò un gruppo d’impronta fauve sotto l’influenza delle opere di Henri Matisse. In quegli anni vive a Montmartre, all’epoca luogo prediletto dagli artisti: qui incontrò Francis Picabia e Marie Laurencin, compagna platonica di tutta una vita.

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Violino e candele

Il 1907 fu un anno fondamentale per l’artista, nel quale non solo conobbe attraverso il gallerista Kahnweiler Guillaume Apollinaire e Picasso, il quale divenne ben presto suo grande amico, ma visitò quella famosa esposizione del Salon d’Automne dedicata quell’anno a Cèzanne, mostra che cambiò radicalmente lo stile e il punto di vista di diversi artisti di quell’epoca. Infatti nel 1908 iniziò ad applicare al paesaggio la frammentazione analitica della visione, tecnica realizzata grazie al modello di retrospettiva di Cézanne. Attraverso l’utilizzo di volumi geometrici l’artista cercò di dare forma e di costruire lo spazio esistente tra i volumi della composizione senza l’ausilio della prospettiva e del chiaroscuro, usando solo le tonalità del verde e del bruno. Nell’opera dello stesso 1908 dal titolo Grand Nu Braque costruisce l’anatomia con ampie e brevi pennellate immettendo i volumi all’interno di una spessa e nera linea di contorno. Questi stessi principi  geometrici vennero applicati sia alla realizzazione paesaggistica che in quella della natura morta.

12644951_783211898449557_851536228571387023_n (1)Contemporaneamente, oltre ad avvicinarsi al gruppo degli impressionisti, a Cèzanne e a Picasso, per Braque fu fondamentale fu l’influenza dell’arte primitiva, in quegli anni diffusasi grazie agli scavi effettuati in Africa e alla scoperta di numerosi oggetti antichi. Attraverso il primitivismo l’artista comprende la semplicità geometrica delle forme in grado di tradurre concettualmente il reale: Braque giunge alla conclusione che l’arte più che imitare deve rinnovare, anche se in seguito, forse anche a causa delle menomazioni fisiche dovute alla sua partecipazione alla Grande Guerra, acquisì una tendenza a ripetersi in modo poetico e poco aggressivo, piuttosto che a rinnovarsi.

Nel 1910 Braque e Picasso cominciarono insieme, nella realizzazione dei propri quadri, ad inserire la piattezza dei volumi: si assiste alla perdita degli effetti di chiaroscuro, alla progressiva riduzione dei colori e all’applicazione del principio della simultaneità, ovvero la scomposizione e sovrapposizione di una stessa immagine contemplata da più punti di vista. Quest’ultima fu il principio base del Cubismo analitico, la seconda delle tre fasi del Cubismo che succedette quello più essenziale.

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Natura morta con un paio di banderillas

I due artisti si distaccarono consapevolmente dalla realtà e dalla mera imitazione della natura, affermando prepotentemente che l’arte è solo arte e in quanto tale non deve identificarsi con la realtà. Opere di questo periodo, nella quale la sovrapposizione della stessa immagine da più punti di vista incarna perfettamente i principi cubisti analitici, sono Violino e candele, il Ritratto di Daniel-Henry Kahnweiler e Uomo con chitarra. Fu nel 1911 che l’artista approdò insieme al suo collega Picasso all’introduzione di lettere e cifre, idea venuta dall’osservazione sia delle iscrizioni presenti nei dipinti medievali sia delle iscrizioni sulle vetrine dei caffè, realizzando opere come Il Portoghese e Natura morta con un paio di banderillas dalle tonalità di grigio e di bruno. A partire da questo spunto, i due maestri del Cubismo iniziarono uno strano gioco di lanci, introducendo nuove invenzioni: imitazioni di legno e di marmo perfettamente illusionistiche, titoli di giornali appiccicati sulla tela, corde al posto della cornice sino a sfociare nella tecnica del collage.

trasferimento (6) (1)Il vero si mescola al finto, il reale al dipinto, in un cortocircuito di rimandi, mentre il quadro diventava un oggetto anch’esso, fatto di materiali diversi, dotati di una qualità tattile precisa. L’attenzione si sposta sul metodo piuttosto che sull’oggetto. Spezzando troppo la superficie pittorica, Braque si rende conto che i suoi singoli frammenti non sono più ricomponibili virtualmente e che l’opera si avvicina sempre più ai caratteri dell’astrattismo, giungendo ad un Cubismo diverso da quello analitico, un Cubismo sintetico.

La proficua collaborazione tra Braque e Picasso si interruppe nel 1914, quando l’artista francese fu chiamato alle armi. Al suo ritorno sviluppò uno stile più personale caratterizzato da colori vivaci e superfici a trama: ritrasse nature morte, vedute d’interni e paesaggi marini. Di questo periodo fanno parte le serie degli Ateliers e degli Uccelli, e realizzò anche alcuni lavori decorativi come la scultura della porta del tabernacolo della chiesa ad Assy nel 1948 e la decorazione del soffitto della sala etrusca al museo del Louvre dal 1952 al 1953.

Rimase a Parigi sino al giorno della sua morte avvenuta il 31 agosto 1963.

In arte vale un solo argomento, quello che non si può spiegare.

Georges Braque

Lorena Di Stabile per MIfacciodiCultura

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