“Vacanze Romane”: quando Roma rese immortale Audrey Hepburn

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Quale città potevano decidere di utilizzare come sfondo a questo stupendo film se non Roma? In Vacanze Romane la Città Eterna è sia protagonista che cornice del film.

vacanze romane pellicola
Vacanze Romane

Come fu Trieste per Italo Svevo o l’atmosfera di Araby scritto da James Joyce, la città diviene parte integrante del film catturando ed avvolgendo i protagonisti nei suoi vicoli, nella sua storia nel suo eterno fascino. I due attori lavorano in simbiosi con Roma, ne respirano il vissuto, le speranze e la bellezza.

Ora che abbiamo precisato l’importanza della nostra capitale, possiamo iniziare a parlare di questo film che ora e più che mai si è confermato un cult del cinema ed un vero e proprio classico nella mentalità cinematografica di tutti noi. Prodotto nel 1953 ed uscito nelle sale il 27 agosto dello stesso anno, Vacanze Romane venne diretto da Willian Wyler, regista che nella sua carriera ricevette ben 12 nomination all’Oscar per la regia, vincendolo in tre occasioni.
Questo film che capovolge e riprende la favola di Cenerentola, ha reso famose due interpreti divenute poi componenti fondamentali dell’immaginario collettivo: la Vespa e Audrey Hepburn. Quest’ultima fu l’attrice che più di tutte rappresentò un’icona di eleganza e stile, e prima di questa pellicola era sconosciuta al pubblico essendo nota esclusivamente per le sue interpretazione teatrali.
Nata a Bruxelles il 4 maggio del 1929, Audrey visse sotto il regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo aver studiato danza e teatro approdò al cinema.
Il regista Wyler racconto questa scena inerente al provino dell’attrice:

All’inizio, recitò la scena del copione, poi si sentì qualcuno gridare «Taglia!», ma le riprese in realtà continuarono. Lei si alzò dal letto e chiese, «Com’era? Sono andata bene?». Si accorse che tutti erano silenziosi e che le luci erano ancora accese. Improvvisamente, si rese conto che la cinepresa stava ancora girando… Aveva tutto quello che stavo cercando, fascino, innocenza e talento. Inoltre era molto divertente. Era assolutamente incantevole, e ci dicemmo, «È lei!»

Dopo due settimane dall’inizio della lavorazione Gregory Peck, che interpretava il ruolo maschile principale, parlò ai giornalisti della rivista Entertainment Weekly così:

Sono abbastanza intelligente da capire che questa ragazza vincerà l’Oscar nel suo primo film e sembrerò uno sciocco se il suo nome non è in cima, insieme al mio.

Come da lui predetto, la Hepburn vinse l’Oscar come migliore attrice protagonista nel nel 1954. Ma la sua interpretazione fu ben vista e accolta con favore anche dalla critica, infatti il New York Times il 28 agosto 1953 scrisse:

Sebbene non sia nuova al lavoro cinematografico, Audrey Hepburn, l’attrice britannica che è stata la protagonista per la prima volta come la Principessa Anna, è una sottile, elfica, malinconica bellezza, al tempo stesso regale e infantile nel suo profondo apprezzare i semplici piaceri e l’amore. Benché sorrida coraggiosamente alla fine della storia, rimane una figura solitaria e penosa che deve affrontare un futuro soffocante.

E da qui nacque una stella.

piazza di spagna
Vacanze Romane

Il film narra la storia della principessa Anna, la quale affrontando un interessante ed impegnativo viaggio diplomatico, si trova a passare anche per le strade della nostra amata Roma. Qui, dopo una giornata piena di impegni, subisce un collasso nervoso, perciò il medico le somministra un sedativo che però non permette alla principessa di abbandonare il suo spirito, così la notte stessa inizia a vagabondare per le strade infinite della nostra capitale.
L’effetto del sedativo non tarda a manifestarsi e la principessa si addormenta in una via, dove viene trovata da Joe Bradley, giornalista statunitense che lavora per un’agenzia di stampa a Roma. Anna chiede di essere portata al Colosseo, ma dato lo stato confusionale in cui la ragazza, il giornalista la crede ubriaca e non ha il coraggio di lasciarla sola, perciò la porta a casa sua. Il mattino seguente, recandosi al lavoro, Joe scopre che tutte le agenzie stampa hanno ricevuto un dispaccio in cui è comunicata la notizia di un improvviso malessere della principessa Anna: immediatamente capisce di poter scrivere un articolo sensazionale e promette al suo capo di portargli un’intervista esclusiva e delle immagini della principessa a Roma. Joe chiama il suo amico e fotoreporter Irving Radovich e gli comunica di avere per le mani un sensazionale scoop.

Dopo averlo ringraziato per il suo disturbo, la principessa si avvia per le strade di Roma, comportandosi come una normale turista e lasciandosi trasportare dai suoni e dai rumori di una Roma molto “popolare” (un po’ come faccio sempre io, e spero come avrete fatto anche voi).
Nel frattempo, però, Joe non ha perso di vista la ragazza e l’ha seguita di nascosto. Quando Anna si siede sulle scalinate di Piazza di Spagna, il giornalista finge di incontrarla per caso. Iniziano a parlare e Anna confessa di essere scappata da un collegio e di voler provare, una volta nella vita, tutto quel che nella sua “prigione” non le è permesso fare. Joe le propone di accompagnarla e di esaudire il suo desiderio di “normalità“. Ed è qui che divampano i riferimenti alle sculture ed ai posti tipici e unici di Roma, luoghi come il Tevere o Piazza di Spagna vengono resi ancora più suggestivi dalle sapienti riprese.
Nel frattempo, mentre la principessa gira spensierata per la città, i suoi tutori, preoccupati dalla sua scomparsa, richiamano a Roma un enorme numero di agenti in borghese che iniziano a cercarla in tutta Roma.

Dopo una giornata di allegri vagabondaggi, la ragazza propone di trascorrere la serata sul barcone lungo il Tevere di cui il parrucchiere le ha parlato la mattina. Giunti lì, Joe e Anna iniziano a ballare e, trovandosi stretti l’uno nelle braccia dell’altra, dai loro sguardi incomincia a trapelare un tenero sentimento reciproco.
Durante la festa, però, gli agenti in borghese notano la principessa e cercano di convincerla a tornare al palazzo. Joe interviene e immediatamente si scatena una rissa che vede la stessa Anna rompere bottiglie e chitarre in testa agli agenti, mentre Irving documenta il tutto con la sua macchina fotografica.

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Vacanze Romane

Joe e Anna riescono a fuggire, tuffandosi nelle acque del Tevere e, quando ne riemergono, divertiti ed eccitati dall’accaduto, si baciano sulle sponde del fiume. Tornati a casa, i due sono costretti a salutarsi. Joe accompagna Anna nei pressi della sua ambasciata e, dopo un triste addio, la ragazza scompare nelle vie di Roma. Rientrata a palazzo, Anna mostra un profondo cambiamento.

Ovviamente non sveliamo il finale, nonostante la pellicola sia conosciutissima, ma così facendo chi lo ha già visto può tornare ad immaginare le scene e viaggiare coi sentimenti provati in quel momento, mentre chi ancora non ha goduto di questo intramontabile film, magari sarà curioso di scoprire come va a finire questo cult movie.

Vacanze Romane è un film eterno e indimenticabile, che ai tempi incassò in tutto il mondo ben 12.000.000 di dollari, che fa trasparire un profondo senso di bellezza, gioia e romanticismo. E consiglio una cosa a voi fanciulle: guardate questo film con l’idea e la concezione che non sono le fiabe a diventar realtà ma che la realtà stessa, la vostra realtà può divenire una fiaba quando meno ve lo aspettate.

Gianmaria Turco per MIfaccioCultura

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