Guillaume Apollinaire: il genio sregolato della letteratura francese

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Guillaume Apollinaire: il genio sregolato della letteratura francese
Guillaume Apollinaire

Guillaume Apollinaire (pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicki, Roma, 26 agosto 1880 – Parigi, 9 novembre 1918), poeta, scrittore e critico, è il genio sregolato della letteratura francese, appassionato sperimentatore poetico, tantoché la poesia e la letteratura d’oltralpe non saranno più le stesse dopo il suo essenziale magistero, che ben si concretizza nella raccolte Alcools (1913) e Calligrammes (1918, “Calligrammi”) e anche nel dramma Les mamelles de Tirésias (1917, “Le mammelle di Tiresia”). Vediamo in questo contributo le novità di Apollinaire, pseudonimo quanto mai indovinato per omaggiare Apollo, il dio greco della poesia. Una poesia che, al proposito, sarà più dionisiaca che apollinea a ben guardare.

Egli nasce a Roma da un ufficiale svizzero e da una nobildonna polacca, con la quale si trasferì in Francia dopo il mancato riconoscimento da parte del padre. Guillame Apollinaire non ebbe un’istruzione regolare, ma ebbe modo di leggere molto e di viaggiare. A Parigi  frequentò nomi come Max Jacob e Pablo Picasso, avvicinandosi ai cubisti e dedicando un saggio alla corrente artistica. Allo stesso tempo Apollinaire conobbe e si entusiasmò per il futurismo di Marinetti (esaltandone, come vedremo in Calligrammes, la tensione verso il movimento e il motore).

Calligrammes

L’esordio letterario di Guillaume Apollinaire risale al 1907 con il romanzo sadomaso Les Onze Milles Verges (“Le undicimila verghe). Prima di passare a una disamina puntuale del testo è opportuno spendere qualche parola sul titolo: le avanguardie amano giocare con le parole e nemmeno l’autore francese si sottrae ai giochi linguistici: “verges”, in francese, è omofono di “vierges” (vergini), rimando alle undicimila vergini che avrebbero accompagnato sant’Orsola al martirio. Ma, va da sé, che di religioso nel testo non c’è niente: Apollinaire rende omaggio alla tradizione francese del romanzo libertino e sadomaso inaugurato nel Settecento da De Sade. Il romanzo è molto semplice: un ménage à trois tra il nobile Mony Vibescu, Alexine e Culculine, finché Mony non finisce per essere condannato a morte con undicimila verghe. Mentre la pena viene eseguita, egli ha il tempo di consumare un rapporto con una dodicenne, alla quale cava gli occhi prima di strangolarla. Guillaume Apollinaire non scrive solo un omaggio, ma anche un rifacimento grottesco della tradizione desadiana.

Nel 1917 va in scena Les mamelles de Tirésias, il suo spettacolo surrealista. La caratteristica essenziale del testo è la trasformazione dei sessi: Thérèse diventa Tiresia privandosi delle sue mammelle, mentre il marito assume una natura femminile e uno spiccato istinto materno, mettendo al mondo un enorme numero di figli. La vicenda surreale si conclude col ritorno al genere femminile di Thérèse e la riconciliazione col marito.

Les mamelles de Tirésias

Apollinaire, anche in questo caso, sembra precorrere i tempi: non soltanto egli anticipa il dramma dell’autrice Caryl Churchill A Mouthful of Birds (1986), dove la situazione narrativa non è molto distante da quella offerta dallo scrittore francese, ma è possibile rilevare una critica al concetto di identità/genere, una nozione quanto mai fluida e liminare, come rileverà Foucault e, soprattutto, come è emerso oggi grazie al dibattito su cosa significhino la coppia binaria genere/identità. 

Guillaume Apollinaire dimostrerà tutto il suo talento nella poesia con le summenzionate raccolte Alcools Calligrammes. Il titolo della prima è indicativo: egli descrive la situazione personale difficile, ma, al tempo stesso vede nelle novità della modernità un riscatto (anche blasfemo) come è ben testimoniato da questi versi di una delle sue poesie più celebri, cioè Zone:

C’est Dieu qui meurt le vendredi et ressuscite le dimanche
C’est le Christ qui monte au ciel mieux que les aviateurs
Il détient le record du monde pour la hauteur.

È Dio che muore di venerdì e risorge la domenica, è il Cristo che sale in cielo meglio che gli aviatori, detenendo il record mondiale per l’altezza.

Guillaume Apollinaire: il genio sregolato della letteratura franceseCristo, nelle mani di Apollinaire, è diventato un aviatore, omaggio alla tecnica e alla modernità.

In Calligrammes Guillaume Apollinaire si dedica al verso libero e alla trasformazione della poesia in una figura, nel calligramma. Il poeta francese si muove sulla stessa linea tracciata già nel Seicento da George Herbert, anch’egli autore di poesie che rappresentano figure annunciate nel titolo (un paio di ali e un altare).

Guillaume Apollinaire è un fine interprete della poesia, ma anche della prosa e del romanzo, scrivendo e mettendo in scena temi che ancora oggi sono ampiamente dibattuti, come l’identità e il sesso.

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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