Sean Connery: non solo l’imperturbabile Bond, James Bond

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Garbato nei modi, affascinante nell’aspetto, orgogliosamente scozzese e primo volto cinematografico dell’agente segreto più conosciuto di tutti i tempi: Sean Connery (Edimburgo, 25 agosto 1930) è un attore tra i più ammirati e un professionista ben lontano da ogni forma di divismo. Nella sua lunga carriera ha preso parte a moltissimi progetti, interpretando un vasto ventaglio di ruoli che gli ha permesso di scrollarsi di dosso la soffocante etichetta di “James Bond”.

Sean Connery: non solo l'imperturbabile Bond, James Bond
Sean Connery nei panni dell’agente 007

Sin da giovane, Connery colleziona le esperienze più disparate: a sedici anni lascia gli studi e si arruola presso la Marina Militare Britannica, da cui viene successivamente congedato per motivi di salute. Questa breve avventura gli lascia due tatuaggi sul braccio destro, “Scotland forever” e “Mom&Dad”. Inizia allora a svolgere diverse mansioni: è muratore, lavapiatti, persino verniciatore di bare e anche garzone per conto di una latteria; curiosamente, quest’ultimo impiego lo porta a fare consegne alla Fettes School, la stessa scuola frequentata da 007 nei romanzi di Ian Fleming.

Intorno agli anni ’50, oltre a posare senza veli per un’Accademia d’Arte, comincia a farsi strada nella scena teatrale inglese impersonando ruoli minori; determinante per la sua carriera è la partecipazione al concorso di Mister Universo, dove si classifica terzo. Nonostante la precoce calvizie che lo affligge poco più che ragazzo, egli continua ad esercitare sempre una certa attrazione, tant’è che viene persino eletto “Sexiest Man of the Century” ancora a 69 anni.

Forte della visibilità ottenuta grazie al concorso, Connery appare in alcune produzioni sia televisive che cinematografiche; però non spicca mai del tutto. L’occasione che rilancia una volta per tutte la sua carriera arriva nel 1962: superando persino le perplessità dello stesso Fleming, l’attore viene scritturato proprio per il ruolo di James Bond e debutta così in Agente 007 – Licenza di uccidere, primo film della fortunata e longeva serie. La sua eleganza e il suo atteggiamento imperturbabile lo rendono un Bond naturale, ma è grazie ai preziosi consigli del regista Terence Young che riesce a padroneggiare davvero il ruolo assegnatogli. Connery veste i panni dell’agente segreto fino al 1967 e poi nuovamente, un’ultima volta, nel 1971 prima di passare il testimone a Roger Moore.

Una scena da Il nome della rosa

Esattamente come il suo personaggio più noto, anche Sean Connery si è trovato al centro di vari di flirt, di cui però è sempre stato riluttante a parlare. Finite le riprese di Licenza di uccidere sposa l’australiana Diane Cilento, dalla quale ha un figlio, Jason, che ha seguito le orme del padre scegliendone la stessa professione. Il matrimonio naufraga nel 1973 e due anni dopo l’attore si lega all’attuale moglie, la pittrice Micheline Roquebrune.

Dopo gli anni ’60 il rischio di portarsi sempre dietro i panni di 007 è sì altissimo, ma non ostacola troppo il brillante lavoro di Connery, che si distingue subito recitando in due altisonanti pellicole: Marnie di Alfred Hitchcock e La collina del disonore di Sidney Lumet. Da allora alterna film di grande successo a progetti di poco conto: Sean Connery si dimostra ben in grado di passare dal genere carcerario al dramma storico-politico e poi al fantascientifico, calandosi un’altra fugace volta nel mondo dello spionaggio. Prende parte ad Assassinio sull’Orient Express ancora diretto da Lumet, ed è poi poliziotto, ladro e pure padre di Indiana Jones. La sua indiscussa versatilità lo porta quindi a dare vita ai personaggi più diversi, ma non certo ad accogliere con favore ogni ruolo che gli venga proposto: i suoi rifiuti più clamorosi riguardano probabilmente il dottor Hannibal Lecter de Il silenzio degli innocenti e lo stregone Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson.

Connery e la moglie, Micheline Roquebrune

Il nome di Sean Connery resta indissolubilmente legato a moltissimi film: Riflessi in uno specchio scuro, ZardozHighlanderCaccia a Ottobre Rosso e Scoprendo Forrester, solo per citarne alcuni. Il biennio ’86-’87 lo eleva all’Olimpo dei più grandi interpreti: dopo l’acclamatissimo Il nome della rosa tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Eco e per cui riceve un Bafta, Connery viene anche premiato con un Golden Globe e un Oscar per il suo Jimmy Malone in Gli intoccabili di Brian De Palma.

Nel 1999 viene inoltre investito del titolo di Cavaliere dalla Regina Elisabetta II per i suoi servigi all’Arte Drammatica; la proposta era stata precedentemente avanzata due volte, ma respinta a causa della vicinanza di Connery all’indipendentista Partito Nazionale Scozzese, che ha sostenuto negli anni sia moralmente che finanziariamente.

Nel 2006 l’American Film Institute gli riconosce il Life Achievement Award ed è in questa occasione che l’attore ormai settantaseienne annuncia il suo ritiro dalle scene. Pochi mesi più tardi, con un sorriso tra le labbra, avrebbe poi affermato:

Forse non sono un buon attore, ma qualsiasi cosa avessi fatto sarebbe stata peggio.

Anna Maugeri per MIfacciodiCultura

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