Loro di Roma – Gemelli mitici: Castore e Polluce

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Qual è la storia dietro i mitici gemelli Castore e Polluce?

Il mito

Pompei

Castore e Polluce, noti anche come Dioscuri, sono figli di Zeus e Leda, moglie del re di Sparta. Erano due gemelli un po’ particolari perché nati da due uova che contenevano l’una Polluce ed Elena e l’altra Castore e Clitennestra. Eroi spartani per eccellenza, Castore e Polluce vissero poco prima della guerra di Troia e parteciparono a molte famose imprese, tra cui la spedizione degli Argonauti alla conquista del Vello d’Oro; il rapimento delle figlie di Leucippo e la lunga lotta con i figli di Afareo (Idas e Linceo) insieme ai quali avevano rubato un bellissimo gregge in Arcadia. Quest’ultima spedizione però non vide la vincita dei gemelli: durante lo scontro per recuperare gli animali, Castore venne ferito mortalmente dalla lancia di Idas. Per non essere divisi, Polluce implorò Zeus di far morire anche lui oppure di dare l’immortalità anche al fratello. Il padre esaudì per metà la preghiera del figlio, permettendo loro di stare insieme per sempre, alternandosi equamente tra l’Olimpo e gli Inferi. Secondo un’altra leggenda invece, Zeus concesse loro di vivere e morire un giorno per ciascuno trasformati nella costellazione dei Gemelli. In questa costellazione infatti, una delle stelle principali si nasconde sotto l’orizzonte quando appare l’altra, ricordando permanentemente il destino che unisce i due fratelli.

Castore e Polluce nell’arte

Campidoglio

Una coppia di gemelli così importante per gli antichi, non poteva che essere rappresentata a Pompei: nella Casa di Castore e Polluce è proprio il raffinato affresco posto all’ingresso a dare il nome all’abitazione, rappresentando infatti i due gemelli. In cima alla cordonata, la scenografica scalinata realizzata da Michelangelo per salire sulla piazza del Campidoglio a Roma, furono poste due colossali statue dei gemelli scoperte nel 1560 che si dovevano probabilmente trovare in origine all’interno di un tempio a loro dedicato, individuato nell’area del Circo Flaminio. Si tratta sicuramente di copie di età romana di originali greci del V secolo a.C., notevolmente restaurate. Qualche secolo dopo, nel 1617, è Pieter Paul Rubens a ritrarre i Dioscuri nella tela Il Ratto delle figlie di Leucippo, presentando quindi una delle celebri imprese compiute dai gemelli. Nel Settecento invece due sono le raffinate esecuzioni a loro dedicate. La prima è la scultura Castore e Polluce eseguita nel 1767 da Joseph Nollekens e custodita oggi al Victoria and Albert Museum di Londra; l’altra è la tela Castore e Polluce di Giovanni Battista Cipriani realizzata nel 1783, insieme ad altre due opere ispirate al mondo dell’antica Grecia, per George Walpole.

Il significato del mito

Rubens

Castore e Polluce erano considerati protettori di quanti, sul campo di battaglia o in mare, si trovassero in situazioni di grave pericolo, venendo ricordati come dei soccorritori. Sia i Greci che i Romani considerano poi i Dioscuri come veri e propri protettori degli uomini da ogni pericolo e difficoltà. I due eroi sono molto legati e appaiono sempre insieme in tutte le loro avventure: la loro era un’unione scevra da quell’aspra rivalità che, in molti altri miti, porta invece alla morte di uno dei due gemelli, rappresentando in questo senso l’affetto più forte e sincero tra fratelli.

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