Il Furto della Monna Lisa: un’occasione di Rinascita

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Leonardo da Vinci, La Gioconda-Monna Lisa (1503-1506)

Nella storia dell’arte ci sono innumerevoli opere che sono venute alla ribalta per svariati motivi, entrando più o meno nell’immaginario collettivo. Ma solo una ha fama universale, al punto da risultare quasi lo stereotipo della creatività umana: la Monna Lisa (1503-1506) di Leonardo da Vinci. L’enigmaticità del sorriso di Lisa Gherardini, la nobildonna che dovrebbe essere il soggetto del dipinto e la perfezione mimetica del tonalismo leonardesco hanno sicuramente concorso al raggiungimento di questo titolo; paradossalmente però non sono gli elementi principali della celebrità di questo capolavoro cinquecentesco. A renderlo famoso a tutto il mondo è stato un evento particolare: il suo furto a opera di Vincenzo Peruggia (1881-1925).

Infatti tra le ore 07:00 e 07:30 del 21 agosto 1911 un impiegato italiano del Louvre entrò nel museo assieme agli altri lavoratori e, sfruttando la scarsa sorveglianza nelle varie sale, andò nel Salon Carré per prelevare la Gioconda. Peruggia, originario di Dumenza, era decoratore e lavorava nella galleria francese da tempo, conoscendo dunque bene la sua architettura (soprattutto in vista della fuga) e come prendere il quadro senza rovinarlo. Il furto fu scoperto solo il giorno dopo, seppure i guardiani avessero già notato l’assenza del quadro di Leonardo: non si allarmarono immediatamente perché pensarono che il dipinto fosse stato tolto per fargli delle fotografie. Il 22 agosto la polizia fu chiamata e fu denunciata la scomparsa dell’opera.

Parete del Salon Carré del Louvre dopo il furto della Monna Lisa, Parigi (1911)

Il caso fu percepito sin da subito come un’occasione per i giornalisti francesi per screditare la presidenza di Armand Fallières, durante il cui mandato si succedevano continuamente Primi Ministri considerati come deboli ed inetti nell’amministrazione della Terza Repubblica. La stampa montò così sulla rabbia sempre maggiore dell’opinione pubblica, portando l’inchiesta a livello nazionale e attirando persino l’attenzione dei giornali di altre nazioni: in breve tempo, un capolavoro del Cinquecento dalla bellezza indiscutibile ma non ancora così conosciuta diventò un’opera di fama internazionale. Basti pensare che, per la prima volta dalla sua istituzione, il Museo del Louvre si trovò ad avere file chilometriche all’ingresso solo per poter vedere lo spazio vuoto in cui il dipinto era presente originariamente. La scomparsa misteriosa della Monna Lisa la portò dunque alla ribalta e rese ancora più noto anche il Louvre stesso, dato che in quel periodo persino la stampa statunitense si interessò del caso e si registrarono conseguentemente visite anche da extra-europei e persone tradizionalmente non amanti dell’arte. Per oltre due anni le investigazioni della polizia parigina continuarono, arrivando addirittura all’arresto di Guillaume Apollinaire, sospettato per le sue visioni iconoclaste sull’arte pre-novecentesca, e Pablo Picasso per i contatti che aveva col primo ed analogamente per la concezione rivoluzionaria che aveva della pittura. A un certo punto le forze dell’ordine francesi arrivarono addirittura a interrogare Peruggia e a ritenere che non fosse colpevole.

Articolo de Le Petit Parisien sul riottenimento della Monna Lisa, Parigi (1913)

Ma, nell’autunno del 1913, accadde l’impensabile: un uomo inviò una lettera firmandosi come “Monsieur Léonard” al collezionista fiorentino Alfredo Geri, asserendo di possedere la Gioconda. I due concordarono così un incontro con l’allora Direttore della Galleria degli Uffizi, al fine di spiegare la situazione. Il ladro si rivelò essere dunque proprio Peruggia, che affermò di volere riportare in Italia l’opera di Leonardo; non sapeva però che l’incontro era una trappola, grazie a cui fu arrestato e poi condannato a sette mesi di reclusione, dopo una lunga trattativa con la giustizia francese.

Sulle reali motivazioni di tale scelta, gli studiosi dibattono ancora oggi. Alcuni ritengono che Peruggia volesse riportare il quadro in Italia per patriottismo, mentre altri pensano che l’abbia fatto solo per ottenere gli onori regi per la propria impresa.

Ma c’è una certezza: il furto della Monna Lisa l’ha resa l’opera d’arte per antonomasia che conosciamo oggi.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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