Hugo Pratt, il maestro di Malamocco che ha inseguito la libertà col fumetto

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Il binomio Hugo Pratt – Corto Maltese è pressoché immediato. Chi non conosce le famosissime avventure del marinaio Corto Maltese, personaggio dell’omonimo fumetto conosciuto non solo a livello nazionale ma in tutto il mondo.

Hugo Pratt, il maestro di Malamocco che ha inseguito la libertà col fumetto
Hugo Pratt

Ma Hugo Pratt non è solo Corto Maltese, è molto altro ancora! Scrittore, saggista, attore e grande fumettista di fama internazionale, Pratt nasce a Rimini il 15 giugno 1927 da padre di origini inglesi e madre veneziana.

Cresciuto in un ambiente perlopiù femminile, da bambino veniva spesso portato al cinema dalla nonna: i film scelti erano sempre d’avventura e una volta tornati a casa era proprio la nonna a spronarlo a disegnare, dicendogli «Hugo, adesso disegna quello che hai visto». La madre, invece, era appassionata di Tarocchi con cui leggeva il futuro di amici e conoscenti, tanto che ne fece il suo mestiere. I tarocchi, il cinema, l’opera, le riunioni tra donne, le calli e quell’atmosfera surreale tipica di Venezia saranno temi sempre presenti nelle opere di Pratt. Forte, infatti, era il suo legame con Venezia, non solo perché città natale del nonno materno, il poeta dialettale Eugenio Genero, ma anche città in cui crebbe. È qui infatti che ambienta due dei suoi fumetti, ovvero L’angelo della finestra d’oriente e Favola di Venezia. In Conte sconta detta Arcana, Pratt citerà poi anche alcuni versi di Venezia mia, una poesia scritta dal nonno che verrà spesso nominato. Venezia sarà per lui sempre un’inesauribile fonte di ispirazione.

Suo padre era ufficiale dell’esercito coloniale italiano in Etiopia ed è li che Pratt viene mandato a soli 10 anni. Da quel momento in poi tutte le esperienze che vivrà andranno ad influenzare la sua letteratura.

L’asso di picche

I soldati, il deserto, il silenzio, etnie diverse, animali selvaggi non fanno altro che alimentare la fantasia di quel ragazzo che ama disegnare, così, una volta tornato in Italia, a Venezia, fonda insieme ad un gruppo di amici, tra cui il fumettista Alberto Ongaro, una rivista che rispecchia la sua grande passione per i fumettisti di comics americani. Nasce così L’asso di picche, che prende il nome dal protagonista, un giustiziere in calzamaglia gialla.
Venezia però gli sta stretta, così a soli 22 anni parte si trasferisce in Argentina dove inizia la sua vera e propria carriera. Quelli sono gli anni dei fumetti western Sgt Kirk, Ernie Pike e molti altri. Nel 1963 la crisi economica che colpisce l’Argentina costringe Pratt a ritornare in Italia, dove continua la sua carriera da fumettista collaborando con il Corriere dei Piccoli.

La vera e propria svolta che lo renderà poi celebre a livello internazionale avviene nel 1967 con la nascita di Corto Maltese nelle pagine della rivista Sgt Kirk. Le storie di Corto Maltese portano l’ironico marinaio e i suoi lettori in giro per il mondo alla ricerca della libertà. Le storie ed i personaggi sono divenuti un vero e proprio cult della letteratura del Novecento. In 25 anni di Corto Maltese, le storie pubblicate saranno 29 e nell’ultima Pratt guiderà Corto verso il magnifico non-luogo di un continente scomparso.

Corto Maltese

Hugo Pratt muore il 20 agosto 1995 in Svizzera, dove aveva deciso di vivere.

Le sue opere non hanno solamente segnato un’epoca o una generazione, hanno segnato proprio la storia della letteratura. Si tratta appunto di letteratura disegnata, termine coniato appunto per definire i lavori di Pratt data la loro importanza.

Considerato uno dei più grandi disegnatori al mondo, i suoi lavori sono esposti ancora oggi in alcuni dei principali musei internazionali: la Pinacothéche di Parigi, il Vittoriano di Roma, Ca’ Pesaro a Venezia, solo per citarne alcuni.

Per chi ama le curiosità, c’è il libro Corto Sconto – la guida di Corto Maltese alla Venezia nascosta, scritto da Pratt, Guido Fuga e Lele Vianello che accompagna il lettore tra luoghi sconosciuti, ponti, calli e ristoranti amati dal fumettista.

Ci sono a Venezia tre luoghi magici e nascosti. Uno in “Calle
dell’Amor degli amici”, un secondo vicino al “Ponte delle
Maravegie”, il terzo in “Calle dei Marrani”, nei pressi di San
Geremia in Ghetto vecchio. Quando i Veneziani sono stanchi delle
autorità costituite, vanno in questi tre luoghi segreti e,
aprendo le Porte che stanno nel fondo di quelle Corti, se ne vanno
per sempre in posti bellissimi e in altre storie.

tratto da Corte sconta detta Arcana

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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