Patrick Swayze, l’uomo di cui tutte ci siamo innamorate

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Quando siamo bambine, i divi del cinema sono spesso tra i nostri primi amori. Non dico che per l’uomo questo non valga, per carità, sono una persona sostenitrice dell’egualità di genere. Ma, da piccole e inguaribili romantiche quali siamo, noi donne tendiamo più spesso ad innamorarci follemente delle figure maschili che qualcuno confeziona per noi, sapientemente e argutamente. Solitamente i tratti distintivi del principe azzurro irraggiungibile sono: mascella squadrata, capello pettinato appositamente per sembrare spettinato, fascino e un tratto che l’uomo della tua vita non può mancare di avere.

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Nota scena di Dirty Dancing

Il Bad Boy, l’uomo che i tuoi genitori ostacolerebbero ad ogni modo ti attrae come la luce per le farfalle. Anche se sei ancora così piccola da non comprendere bene perché, effettivamente, un uomo del genere potrebbe causare una crisi di nervi a tuo padre. Johnny Castle era sicuro uno di quei ragazzi in grado di incantare il pubblico, facendo fantasticare le giovani ragazze su balli proibiti e storie d’amore struggenti. Tra gli anni ’80 e ’90 erano due i bellocci di turni che tappezzavano le camerette delle più o meno giovani in quegli anni: John Travolta, l’affascinante Danny di Grease, e Patrick Swayze, Johnny Castle di Dirty Dancing, giunto in Italia con l’intrigante nome di balli proibiti.

Quel film datato 1987 ha segnato certo l’adolescenza di tante donne, ma ha anche consacrato la carriera di Swayze, attore indubbiamente bellissimo ma anche ballerino provetto. La scena finale del film, dove il bel Johnny afferra al volo Baby che si lancia dal palco, è sicuramente un’immagine iconica del mondo cinematografico, manifesto riconoscibile di una carriera davvero in ascesa. Patrick Swayze è nato in caldo 18 agosto del 1952, figlio di un ingegnere e di una coreografa. Prendendo più dalla madre che dal padre, il piccolo Swayze mostra le sue velleità artistiche sin da subito, subendo anche lunghi anni di bullismo scolastico per la sua insolita passione per la danza. Eppure, non si lasciò abbattere dalla stupidità dei suoi coetanei, studiando alla St. Rose of Lima Catholic School e la Black Middle School, ed è proprio in quest’ultima scuola che subisce un grave infortunio al ginocchio che, essenzialmente, non lo abbandonerà mai per tutta la sua carriera.

Nel 1972 si reca a New York con un nuovo sogno, maturato anche nei lunghi tempi di recupero: è l’attore il sogno che vuole realizzare.

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Altrettanto nota scena di Ghost

Sono tanti i film in cui si cimenta negli anni, ma alla fine sono due i ruoli per cui è passato alla storia: oltre a Dirty  Dancing, l’attore sbarca al cinema con Ghost (1990), in quella parte che attori come Tom Hanks e Bruce Willis avevano rifiutato. Ironia della sorte, partecipa ad un film così romantico e melenso da entrare facilmente nel cuore del pubblico, e aumenta esponenzialmente il suo successo e la sua immagine da sex symbol (al punto da essere eletto come uomo più sexy del mondo da People nel 1991). La fama, però, giunge inaspettata e sommerge Swayze, non certo pronto per un successo dal gusto planetario: droga e alcool saranno nemici che per lungo tempo cercherà invano di combattere, tra ricadute e riabilitazioni.

La sua carriera cinematografica conta ovviamente molti altri ruoli, come Point Break – Punto di rottura (1991), A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar (1995), Black Dog (1998) e Donnie Darko (2001). Ma, come ogni attore, sono certo quelle due pellicole a renderlo l’uomo che tutte le ragazze vorrebbero, anche se sotto forma di fantasma. Ma il fato, che tanta fama gli ha donato, non è stato così clemente con lui. Nel 2008 gli viene diagnosticato un cancro al pancreas, curato con la chemioterapia. La stampa, l’anno successivo, diffonde la voce che l’attore volesse interrompere le cure, abbandonare la sua battaglia contro la malattia.

È lo stesso Swayze che ribadisce la sua voglia di continuare a vivere e a lottare, smentendo le follie dei giornaletti scandalistici che nemmeno di fronte alla malattia tengono a bada gli scoop. Viene addirittura dato per morto, notizia che smentisce nuovamente in prima persona. Nel 2009, però, il tumore raggiunge il fegato. La sua volontà di vincere è così tanta da accettare delle cure sperimentali, pur di vincere la sua battaglia. Il 14 settembre dello stesso anno Patrick Swayze viene a mancare, ucciso da quel male che a lungo aveva cercato di sconfiggere, a soli 57 anni. A distanza di anni, cadono anche pesanti accuse sulla moglie, Lisa Niemi, per aver seviziato l’attore sul finire dei suoi giorni, allontanandolo da amici ed affetti, gettando lunghe ombre su quel matrimonio durato 34 anni.

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Patrick Swayze e la moglie Lisa

Ma nel cuore del suo pubblico rimarrà sempre quell’ammiccante ballerino che solleva Baby in una presa coreografica diventata iconica, immagine immortale del talento di un uomo che ha lottato per il proprio sogno.

Essere un ballerino.

Che quella immagine possa aiutare tanti altri ragazzi derisi e maltrattati solo perché hanno il coraggio di fare qualcosa che i loro detrattori non sanno fare: sognare.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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