Paul Signac e il Neoimpressionismo: la nascita di una nuova corrente

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Paul Signac

Una delle parole più evocative riferite alla fine dell’800 è senza dubbio Neoimpressionismo: termine che rimanda immediatamente ad uno dei suoi fondatori, Paul Signac. L’artista nacque a Parigi l’11 novembre del 1863 e proprio nella sua città natale operò al fine di rivoluzionare l’arte dell’epoca. Nonostante avesse abbandonato gli studi di architettura a soli 17 anni, Paul Signac sapeva come destreggiarsi negli ambienti letterari e artistici del tempo. All’età di 16 anni frequentava già Le Chat Noir e nel 1880 rimase profondamente colpito dall’arte impressionista di Monet, al punto da scoprire la sua vocazione per la pittura.

Oltre ad una fortissima influenza impressionista, tipica di quegli anni, Signac dovette molto anche allo studio del Cerchio Cromatico eseguito nel 1839 dal ricercatore Michel Eugène Chevreul, il quale rese possibile la classificazione dei colori. Lo studioso scoprì infatti che se si accostano due colori complementari, la luminosità di ciascuno di essi viene esaltata. Per dimostrarlo Chevreul mise a punto questo particolare strumento, il Cerchio Cromatico appunto, nel quale i colori complementari sono posizionati alle estremità opposte di ogni diametro. Signac si servì dunque anche di questi studi per poter fondare nel 1884 un movimento chiamato La Societé des artistes indépendants, insieme ai suoi collaboratori Georges Seurat e Odilon Redon. Da qui ebbe inizio la loro particolare tecnica pittorica, definita “divisionista” o “poitillisme“.

Il Cerchio Cromatico di Chevreul

Il segreto di questo nuovo movimento pittorico era quello di porre sulla tela piccolissimi tocchi di colore puro: la mescolanza dei colori non avveniva sulla tavolozza, bensì attraverso l’occhio del fruitore posto ad una certa distanza dal dipinto. Grazie agli studi sul Cerchio Cromatico di Chevreul, gli esponenti del Neoimpressionismo potevano posizionare i tocchi di colore sulla tela in modo che il loro accostamento facesse risaltare ogni singolo punto colorato. E proprio il termine Neoimpressionismo venne in realtà creato dall’amico di Signac Félix Fénéon, critico letterario ed artistico, e mercante d’arte. Fu lui il primo a segnalare la novità di questo movimento pittorico così particolare, favore che gli fu restituito dallo stesso Signac attraverso l’elaborazione di un imponente ritratto in suo onore. Fénéon venne infatti rappresentato dall’artista con la tecnica tipica del Neoimpressionismo nel quadro intitolato Ritratto di Félix Fénéon. Contro smalto di uno sfondo ritmico con Beats e angoli, toni e tinte. Opus 217: un titolo eccentrico ed insolito tanto quanto la personalità del soggetto ritratto.

La prima mostra delle opere neoimpressioniste ebbe luogo a New York nella primavera del 1886, anno in cui sia Signac che Seurat ebbero il piacere di vedere esposte le loro tele divisées. Pochi anni dopo questo grandissimo successo, nel 1891, Seurat e suo figlio morirono a causa di una meningite fulminante e Signac, provato e sconvolto dall’accaduto si trovò costretto a prendere in mano le redini del movimento.

Ritratto di Félix Fénéon

Seguiranno anni caratterizzati dalla scoperta della tecnica dell’acquerello e da numerosi spostamenti, fino ad arrivare ad essere eletto Presidente del Salon des artistes Indépendants nel 1908, attività a cui dedicherà molto impegno, e Peintre de la Marine, ossia pittore ufficiale della marina militare francese nel 1915. Una delle imprese per cui verrà senza dubbio ricordato Paul Signac è quella che lo vide impegnato tra il 1929 e il 1931: intraprese vari viaggi per poter ritrarre tutti i porti della Francia, avventura che terminerà con successo.

Dopo molte peripezie e il raggiungimento di numerosissimi successi, Paul Signac muore il 15 agosto 1935 nella sua Parigi, lasciandoci in eredità una vastissima produzione artistica, i cui colori brillanti ricordano le sue molteplici imprese.

Lucia Giannini per MIfacciodiCultura

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