Bel Paese di nome. E di fatto? – Il problema è davvero la domenica gratuita?

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Come vi avevamo già annunciato il Ministro dei Beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli ha ripensato alle prime domeniche del mese gratuite, nei musei statali, scegliendo di abolirle dopo l’estate e ripensare ad un nuovo sistema di gratuità affidando la scelta di giorni e modalità al direttore di ogni singolo museo. Il popolo si è schierato, la polemica si è accesa e come tutte le cose in Italia la questione è diventata un pretesto politico.

Ministro Alberto Bonisoli

I punti di vista sono ben distinti. Chi si è schierato contro la domenica gratuita lo ha fatto perché odia la ressa e la calca che si genera. Ritiene che la fruibilità del museo venga messa così a dura prova, che sia difficile capire ed ammirare il patrimonio artistico nella sua interezza, senza audio guide e del tempo adeguato di riflessione, con attorno una folla di gente spinta dall’accesso libero. Spesso il paragone che si è fatto è quello di un buffet di inaugurazione o di una svendita. La folla che si accalca in fila al museo la prima domenica del mese dunque verrebbe spinta dalla gratuità dell’evento e non dal desiderio di conoscere il proprio patrimonio artistico.

Chi sostiene che la fruizione debba avvenire solo per chi realmente interessato e in grado di apprezzare l’arte però fa un terribile errore: il patrimonio artistico è di tutti, senza alcuna selezione all’ingresso.

Al contrario, della fazione opposta è chi apprezza questo momento, entusiasta della moltitudine di gente che si reca in fila la domenica al museo, un evento che unisce intere famiglie, gruppi di amici, semplici visitatori che passeggiano per la città. Come più volte ha vantato il vecchio Ministro Franceschini con questa attività sembra essere cresciuto l’interesse degli Italiani verso il museo. Certamente i numeri parlano da soli ed è un elemento oggettivo che non può essere ignorato.

La coda alla Reggia di Caserta per la domenica al museo

È bene ricordare che il Ministro Bonisoli ha espressamente dichiarato di non voler eliminare la gratuità dei musei ma di ripensarla. In sostanza si abbandona questo appuntamento della prima domenica del mese, a cui ci eravamo abituati, per ritornare alla classica agevolazione per gli over 65, per i bambini, per gli studenti e magari anche per gli insegnanti e residenti. Mi piacerebbe vedere un’agevolazione per l’intera famiglia, in questo modo si potrebbe favorire così un momento culturale trascorso insieme che possa sicuramente avvicinare i più piccoli. L’educazione culturale deve infatti partire fin dalla tenera età.

Ma davvero il problema è questa domenica gratuita? Con tanti questioni che ci sarebbero da risolvere, molto più serie perché ci stiamo facendo la guerra per la folla che si genera un giorno al mese? Non sarebbe il caso di ripensare all’intero sistema e non al singolo evento?

Iniziativa del Mibac: Domenica al Museo

Se per il Ministro l’appuntamento della domenica gratuita è davvero un problema da risolvere perché non farlo dopo le altre priorità? Ci sono urgenze più incombenti, a mio avviso, e rischiare di cadere in questa polemica mediatica e politica è una gran perdita di tempo. Ripensiamo all’educazione culturale che nel nostro ricco Bel Paese dovrebbe essere fondamentale come l’aria, ripensiamo alla storia dell’arte che sta scomparendo dalla scuola, ai posti di lavoro nel mondo culturale che sono un miraggio e ci stanno trasformando in una società soltanto fatta di business e numeri. Ricordiamoci sempre, caro Ministro, che un Paese senza cultura è un Paese destinato alla mediocrità.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura   

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