Whitney Houston, una stella da “You give good love” a “I look to you”

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Il 9 agosto 1963 nel New Jersey nasce Whitney Houston. Il mondo della musica non lo sapeva ancora, ma quel giorno nasceva una stella che avrebbe regalato potenza ed emozioni grazie alla sua straordinaria voce.

Whitney incominciò da bambina a destreggiarsi nel mondo della musica, specialmente grazie all’appoggio della madre Emily Drinkard, cantante in un gruppo soul che si esibiva nei locali notturni, e corista anche per Aretha Franklin ed Elvis Presley. A soli undici anni fece la sua prima esibizione da solista, a quindici cantò come voce di sottofondo nel brano I’m every woman di Chaka Khan, e questo fu un preludio del suo enorme successo, se si pensa che la canzone entrerà poi nella colonna sonora di Guardia del corpo, in cui la stessa Huston, ormai famosissima,reciterà insieme a Kevin Costner nel 1992. Ma torniamo al vero esordio musicale che porta la giovane cantante al successo planetario è datato  1985: uscì il singolo You give good love tratto dall’album Whitney Houston, che entrò nel Guinness  dei Primati per le copie vendute da  un’artista esordiente. Due anni dopo, con I wanna dance with somebody, Whitney non si smentisce, e vince un altro Grammy.

Tutti gli anni Novanta, proseguendo, portano all’apice la nostra stella della musica, che al pubblico appare come un personaggio dal grande fascino, fiero e portatore di grande talento ed emozione, quella che sa regalare dai palchi grazie alle note che cavalca.

Whitney Houston
Whitney Houston e Micheal Jackson

Ma qualcosa si guasta inevitabilmente. Tanta notorietà viene intaccata da elementi purtroppo negativi: a causa di comportamenti piuttosto discutibili della cantante, i media ipotizzano che sia coinvolta nell’uso sostanziale di droghe e sostanze stupefacenti, capaci di compromettere la sua disponibilità agli eventi e la sua lucidità nel corso delle esibizioni. In effetti, le vicende attorno a Whitney risultano drammatiche e non coinvolgono lei soltanto: nel 1992, infatti, la cantante non aveva conosciuto solamente il successo musicale, ma anche il suo futuro marito, il musicista e ballerino Bobby Crown. Insieme, i due si persero nell’abisso della dipendenza e delle cause legali, su cui i tabloid americani non smisero di puntare l’attenzione per tutti gli anni successivi. Si vociferava sul fatto che Crown maltrattasse la moglie, anche se quest’ultima  smentì il fatto più di una volta. Comunque, i due divorziarono nel 2006. Fatto sta che dopo questa vicenda Whitney non fu più la stessa, né nella vita privata né sul palcoscenico, tanto che la sua carriera ne risentì moltissimo, con la diminuzione delle sue apparizioni e della sua produzione.

I look to you

Tornò alla musica stabilmente nel 2007, e nel 2009 uscì  con il suo settimo e ultimo album che fece commuovere i suoi fan: I look to youDue singoli, in particolar modo, segnano il successo nuovamente planetario di quest’album: il brano che dà il titolo alla raccolta è Million dollar bill. Whitney Houston è quella di sempre o almeno lo è la sua voce con le emozioni che riesce a regalare. Eppure non è più la cantante degli esordi, per tutto ciò che ha subito negli ultimi anni. I look to you è un brano che evidenzia le corde del cuore dell’artista. La melodia è rassicurante, dolce, tenera. La voce è intensa, sempre riconoscibile, ma non esplode come in passata. Sembra come  se si trattenesse, come se ci fosse qualcosa che impedisce di esprimere il fuoco del passato. Nel videoclip Whitney indossa un abito bianco: splende nella sua bellezza e nella sua essenzialità. È sola sulla scena, si guadagna spazio grazie a una preghiera immaginaria, donandoci quello per cui è nata, nonostante tutto, il canto.

Solo tre anni dopo questa registrazione, Whitney lasciò questa terra. Era l’11 febbraio 2012: venne ritrovata priva di vita nella vasca da bagno della sua stanza d’hotel a Beverly Hills. I soccorsi divennero inutili, non vi era speranza di rianimarla. Le cause certe del decesso rimasero nel dubbio per parecchio tempo, arresto cardiaco dovuto all’abuso di droghe e alcol come migliore ipotesi. Ciò che portò ulteriore sconcerto e dolore nel mondo dello spettacolo fu la morte nel 2015 di Bobbi Kristina Brown, la figlia di Whitney. Aveva solo ventidue ann, e morì nelle stesso tragico modo della madre: fu ritrovata a faccia in giù nella vasca da bagno della sua stanza d’albergo per un’overdose causata da un mix di sostanze stupefacenti e antidepressive. Fu trovata priva di sensi e morirà dopo qualche mese di coma. Pare essere una conclusione già scritta o già premeditata. Non lo sapremo mai. La vita da star, evidentemente, non è così luminosa come si penserebbe, ma almeno nel mondo delle note, la luce lasciamola brillare.

Auguri, Whitney. (We)’ll always love you.

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