Perché visitare… Siponto, “dove l’arte ricostruisce il tempo”

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Quella della Basilica di Siponto, autentico gioiello del romanico pugliese alle porte del Gargano, in Puglia, è una realtà dove l’innovazione e la storia si intrecciano e si incastrano alla perfezione. Vale la pena fermarsi a visitare il sito perché è un tesoro architettonico a cui tutta la stampa, nazionale ed estera, ha dedicato la propria attenzione grazie al lavoro di rivalutazione avvenuto solo due anni fa.

Ma prima, un passo alla volta: la sua storia ha inizio nel IV secolo, durante l’epoca di persecuzione dei cristiani in seguito all’Editto di Milano. Molti cristiani si rifugiavano negli ipogei sotterranei in quella che ancora oggi si chiama Siponto, frazione della città di Manfredonia che si affaccia sull’omonimo golfo nell’Adriatico, a nord della Puglia. Fu Siponto a diventare, secondo una leggenda, una delle prime sedi vescovili in Italia, forse a causa della sua posizione strategica, centro di scambi culturali non indifferenti. Proprio uno dei primi vescovi  di Siponto, Felice I, diede avvio alla costruzione dei lavori di una basilica paleocristiana a una sola navata con mosaici pavimentali in bianco e nero. Di quella costruzione oggi restano praticamente solo le fondamenta e, accanto ad essa, fu costruito verso il tardo Medioevo una basilica più grande, con forma a pianta quadrata e dal tipico stile romanico, con influenze islamiche e armene. All’interno della Basilica per anni è stata conservata l’opera della Madonna di Siponto o Madonna dagli occhi sbarrati, l’icona venerata ancora oggi dai manfredoniani e la stessa che, secondo la leggenda, apparve a re Manfredi (figlio dell’imperatore Federico II di Svevia, decantato da Dante nel Purgatorio) durante una tempesta a cui sopravvisse per miracolo.

Ma è l’invisibile basilica di età romana, i cui resti sono presenti accanto alla costruzione medievale, ad aver fatto la fortuna di questo sito: proprio lì, sui mosaici pavimentali e le poche fondamenta restanti, il giovane artista Edoardo Tresoldi è intervenuto riportando l’opera alla luce. Su quei resti Tresoldi, assieme al suo team giovanissimo, ha ricostruito con fili di metallo l’antica basilica: l’installazione metallica, dal titolo Dove l’arte ricostruisce il tempo, poggia direttamente sui resti e ricrea con un effetto 3D quello che era il progetto originario.

Edoardo Tresoldi è famoso in tutto il mondo per le sue opere e il lavoro effettuato a Siponto ha avuto un enorme successo, tanto che il numero delle visite è aumentato in modo esponenziale e la Regione Puglia ne ha fatto uno dei suoi simboli (non è raro trovare una sua foto nelle stazioni ferroviarie). L’installazione è alta 14 metri e offre uno spettacolo mozzafiato, soprattutto al tramonto, quando i raggi del sole filtrano attraverso la rete e illuminano la pietra bianca della basilica medievale. Suggestiva anche la cripta sotterranea dell’alto medioevo, luogo sacro scavato nella roccia.

Si tratta di un luogo emozionante non solo per i tanti pellegrini di passaggio (il turismo religioso nella zona è florido, basti pensare alla vicina Monte Sant’Angelo, con la sua basilica patrimonio dell’UNESCO, e San Giovanni Rotondo), ma anche per i tanti appassionati di arte o architettura che qui troveranno di certo una vera perla.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

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