Marilyn Monroe, ovvero sinonimo della parola “icona”

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Il 1° giugno del 1926 nasceva Norma Jeane Mortenson Baker, per tutti Marilyn Monroe.

Sono egoista, impaziente e un po’ insicura. Commetto errori, sono fuori controllo e, allo stesso tempo, difficile da gestire. Ma se non sei in grado di gestire il mio lato peggiore, allora certamente non sarai in grado di gestire quello migliore.

Marilyn canta Happy Birthday Mr. President

Con queste parole si descriveva l’attrice, icona intramontabile, sex symbol fuori dagli schemi. Il suo fascino prorompente andava al di là di qualsiasi canone della bellezza ed esplodeva in un’espressione un po’ svampita, uno sguardo che appariva tristemente altrove. Forse perché Marilyn Monroe, almeno con il pensiero, un po’ altrove si trovava: divisa tra la Marilyn femme fatale e Norma Jean, affamata di amore e con nove famiglie affidatarie alle spalle, era alla disperata ricerca della realizzazione personale e della serenità.
Nel libro La mia storia, scritto insieme allo sceneggiatore Ben Hecht e pubblicato nel ’74, l’attrice racconta sé stessa, mostra le sue cicatrici ma si lascia andare anche ad una spietata visione di Hollywood, «un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima». Scorrendo le pagine del libro, scrutiamo una Marilyn triste ed arrabbiata che si definisce un gatto randagio, un fenomeno da circo, fino ad arrivare all’inquietante profezia

Avevo qualcosa di speciale e sapevo cos’era. Ero il tipo di ragazza che trovano morta in una camera da letto con un flacone vuoto di sonniferi in mano.

Il tormentone Marilyn dilagò nel 1953, quando l’attrice a soli 27 anni iniziò a recitare in capolavori del cinema americano come NiagaraGli uomini preferiscono le bionde Come sposare un milionario. Il ruolo della fascinosa bionda svampita calzava a pennello su una donna dalla fisicità prorompente ed esplosiva come quella di Marilyn. In quegli anni conquistò gli uomini più famosi del momento, ma tra la lunga lista di pretendenti lei scelse il campione di baseball Joe DiMaggio: la loro storia si trasformò presto nella prima disavventura sentimentale della Monroe.

Andy Warhol, Gold Marilyn Monroe

Dopo la separazione da Joe, Marilyn sposò il drammaturgo Arthur Miller, accanto al quale si trovò a frequentare ambienti intellettuali, che accresceranno a dismisura la volontà di staccarsi di dosso l’etichetta di ragazzina svampita che Hollywood le aveva affibbiato con prepotenza. Ma tutto questo non farà che accrescere la sua insicurezza e il susseguirsi di due aborti aggraverà irreparabilmente gli squilibri psicologici dell’attrice.

Dopo i film A qualcuno piace caldoFacciamo l’amore Gli spostati, la 20th Century Fox licenziò l’attrice. Nonostante il suo talento, Marilyn era cambiata, visibilmente stressata e sottotono non sembrava più adatta a rivestire il ruolo della femme fatale.
Ogni amore sembrava lasciare all’attrice la sensazione di un fallimento inespresso. Un vagare senza meta, che quasi rafforza la sua immagine rendendola sfuggevolmente perfetta, tragicamente prigioniera di sé stessa e delle proprie debolezze.

Nel susseguirsi torbido degli eventi che hanno segnato la vita della Monroe, hanno giocato un ruolo di primo piano le relazioni con i fratelli Kennedy, amori impossibili avvelenati dalla posizione politica dei due e dai ricatti che la Monroe aveva iniziato a tessere. L’attrice era arrivata a registrare le telefonate con Bob e a tenere un diario segreto, minacciando che avrebbe reso pubblico tutto il materiale in suo possesso se lui non l’avesse sposata.

Così Marilyn Monroe giunge al triste epilogo che tutti conosciamo. Il 5 agosto 1962 viene trovata morta nella sua casa di Los Angeles: la causa ufficiale della morte fu un’overdose di barbiturici. Venne classificato come suicidio, ma ancora oggi, a distanza di ben cinquantacinque anni, è incerto se ciò sia la verità, infatti tra le congetture ipotizzate c’è anche chi sospetta sia stata la Casa Bianca a voler zittire per sempre l’attrice viste le scandalose relazioni coi Kennedy.

Ma oggi non vogliamo ricordare la Marilyn triste, bensì la giovane ragazza che in Quando la moglie è in vacanza ammicca alla telecamera trattenendo la gonna svolazzante del suo vestito avorio e che intona Happy Birthday Mr. President al Madison Square Garden. Oggi vogliamo celebrare il talento di una donna che continua ad essere fonte di ispirazione per tante modelle ed attrici che tentano la grande scalata. Oggi vogliamo ricordare l’icona di Marilyn così come appare nell’opera di Andy Warhol Gold Marilyn Monroe: il trucco perfetto e il rossetto che contiene un sorriso eterno.

Carolina Iapicca per MIfacciodiCultura

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