John Landis, un regista indisciplinato

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Il 3 agosto 1950 nasce a Chicago John Landis, un grande rappresentante del Cinema statunitense.

Slok
Slok

Dal carattere istrionico, inizialmente lavorò nell’ufficio posta della Fox come impiegato, per passare poi all’attività di stuntman e attore per diversi film. Negli Anni Settanta decise di darsi alla regia in seguito alla visione della versione del 1933 di King Kong, facendosi prestare soldi da amici e famigliari: fu così che nacque la sua prima pellicola, Slok (1973). Essa era difatti una parodia di King Kong, in cui Landis stesso recitava la parte di una scimmia che terrorizza gli abitanti di una cittadina californiana.

Un’opera abbastanza immatura per la sua comicità, che diede però visibilità al regista, notato da David Zucker (sceneggiatore di teatro che avrebbe diretto poi Una Pallottola Spuntata) in un’intervista televisiva. Fu così contattato per la produzione di Ridere per Ridere (1977), una pellicola ancora più demenziale che prendeva di mira il mondo del media marketing statunitense e i diffusi film d’exploitation (ossia qualitativamente scarsi e finalizzati solo ad originare profitti).

The Blues Brothers
The Blues Brothers

Questo esperimento aprì quindi le porte al primo capolavoro di Landis: Animal House (1978). Tanto stroncato dalla critica quanto amato dal pubblico, fu la rappresentazione cinematografica delle follie del regista al College e al contempo una sferzante satira dell’elitarismo delle associazioni studentesche americane. La pellicola fu peraltro prodotta in solo 28 giorni, risultando una delle prime a sbancare il botteghino nonostante tempi di realizzazione molto brevi.

Il successo ottenuto gli fece guadagnare un contratto di produzione con la Universal, con cui realizzò The Blues Brothers (1980): un’opera che consacrò definitivamente Landis nell’Olimpo dei registi americani. Infatti le scorribande dei protagonisti Jake e Elwood Blues, interpretati da John Belushi e Dan Aykroyd, presentavano rimandi alla musica jazz (che in quel periodo si stava facendo sempre più assorbire dalla dimensione pop) e al contempo alla politica (il tema della giustizia e del nazismo). Inoltre le sue scene d’azione volutamente esagerate gli hanno fatto attribuire il record storico di film con più incidenti d’auto, tali per cui si vocifera che The Blues Brothers sia stato realizzato senza avere una stima precisa del budget iniziale.

"Un Lupo Mannaro americano a Londra" e John Landis con Michael Jackson
“Un Lupo Mannaro americano a Londra” e John Landis con Michael Jackson

Per il resto degli Anni Ottanta Landis si cimentò poi in produzioni più vicine al genere Horror, che in quel periodo stava uscendo dalla dimensione dei B-Movie ed entrando nel Mainstream, ma con soluzioni decisamente originali e contaminate da humour nero e sociale. Basti pensare a Un lupo mannaro americano a Londra (1981), che per i suoi effetti speciali vinse un Oscar per il Miglior Trucco (1982) ed ispirò film di altri registi come La Casa (1981) di Sam Raimi, oppure a Ai Confini della Realtà (1983). Questo film segnò però un duro colpo per John Landis a causa di un incidente sul set che causò la morte di un attore protagonista, Vic Morrow, e di altri due. Tuttavia nello stesso anno diresse il video di Thriller per Michael Jackson, creando il primo video musicale della Storia con una coreografia ed una trama ben definiti.

Negli anni successivi Landis non riuscì più a riscuotere i primi successi di pubblico, però fece da trampolino di lancio per attori come Eddie Murphy in Il Principe cerca Moglie (1988); una delle sue ultime produzioni per il grande schermo è stata Blues Brothers: Il Mito continua (1998), sequel del capolavoro di 18 anni prima, che purtroppo fu un grande flop. Nel Nuovo Millennio ha deciso di darsi più a sceneggiati televisivi, sia da regista, sia da produttore.

John Landis è un uomo che ha dato tanto al Cinema nel senso di divertimento come intrattenimento e critica sociale e che, probabilmente, potrà ancora stupirci.

Filippo Villani per MIfacciodiCultura

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