Henri Cartier-Bresson, dalla Leica all’agenzia Magnum Photos

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Henri Cartier-Bresson non ha certo bisogno di presentazioni. Lui, l’occhio del secolo, appellativo datogli e pienamente meritato, fu uno dei fotografi più influenti del Novecento nonché uno tra i fondatori della famosissima e prestigiosa agenzia fotografica Magnum Photos.

Cartier-BressonNato a Chanteloup-en-Brie in Francia il 22 agosto 1908, si approccia dapprima al mondo della pittura, in particolar modo a quella Surrealista. Non soddisfatto, si rende ben presto conto che non è quella la sua strada ed inizia timidamente a fotografare. È nel 1932 che acquistando una macchina fotografica Leica, leggera e maneggevole, inizia a scattare sul serio viaggiando per l’Europa ed il Messico.

Testimone della storia a lui contemporanea, Cartier-Bresson con i suoi scatti ha saputo raccontare i momenti salienti del XX secolo, trovandosi spesso nel posto giusto al momento giusto: in Spagna durante la guerra civile spagnola (1936-39), in India pochi istanti prima dell’assassinio di Gandhi e fu testimone della vittoria del Comunismo in Cina e della Russia di Kruscev.

Matura piano piano una coscienza politica e sociale ed entra a far parte della Resistenza francese durante la Seconda Guerra Mondiale. Riuscito ad evadere da un campo di prigionia, riesce ad arrivare in tempo per documentare la liberazione di Parigi nel 1944. Fortuna? Riguardo a questo episodio il Los Angeles Times pubblicherà un fumetto riguardante la fuga di Cartier-Bresson, dove il fotografo viene raffigurato come un eroe e descritto come l’artista della fuga, leggenda e testimone che ha contribuito a delineare la memoria storica della Seconda Guerra Mondiale. Inizia così ad impegnarsi sempre di più nel fotogiornalismo, collaborando con la rivista americana Harper’s Bazaar. Rimane sempre attaccato alla pittura e all’arte, infatti lui non si definirà mai solamente un fotografo ma un artista, dichiarando successivamente «Per quanto riguarda la fotografia io non ci capisco nulla». Vede nella fotografia la pittura e nella sua Leica un album da disegno.

Cartier-BressonHenri Cartier-Bresson sviluppa negli anni anche una certa passione e attitudine al cinema, tanto da diventare assistente regista di Jean Renoir in tre dei suoi film più importanti.

Il 1947 è l’anno in cui insieme ai fotografi Robert Capa, David Seymour, William Vandivert e George Rodger, fonda l’agenzia fotografica Magnum Photos.

Insieme ai fotografi Magnum, Bresson partecipa ad un progetto di gruppo che ha lo scopo di documentare sogni e speranze della nuova generazione, ragazzi di 20 anni o poco più, di quattordici paesi differenti. La cosiddetta Generation X. Si reca così a Londra per fotografare ragazzi appartenenti a classi sociali differenti e che svolgono i lavori più disparati come Sylvia Andrews, donna controllore sugli autobus e Andrew H, aristocratico decaduto. Sarà questa l’occasione che gli permetterà di realizzare alcuni degli scatti che lo renderanno famoso.

Nel 1953 pubblica il libro Il momento decisivo, considerato la vera e propria Bibbia dei fotografi. Fulcro del libro è la teoria dell’istante decisivo, dell’immediatezza: il fotografo deve avere la capacità di cogliere la realtà di sorpresa, come appena sveglia. Cartier-Bresson non amava mettere in posa i suoi soggetti, li fotografava nei momenti inaspettati così da cogliere a pieno la loro naturalezza. Non amava nemmeno che le sue foto avessero didascalie perché se una foto aveva bisogno di essere spiegata, voleva dire che il fotografo aveva fallito nel suo intento.

Cartier-BressonIl giusto approccio alla fotografia sta nel trovare la giusta linea tra testa, occhio e cuore, e nel fotografare più fotografie possibili finché non si trova quella in cui tutti e tre gli elementi sono nella giusta posizione.

Henri Cartier-Bresson non aveva un carattere semplice, uno dei suoi scatti d’ira più memorabili lo ebbe agli inizi degli anni Sessanta, quando visitando la nuova sede dell’agenzia a New York si accorse che all’ingresso la parola Magnum appariva a caratteri cubitali in stile logo, mentre Photos era stata omessa. Per lui Magnum era fotografia e non era concepito scambiarlo per un semplice marchio (di champagne!).

Nel 2000 inizia, con l’aiuto della moglie Martine Franck anche lei fotografa e membro dell’agenzia Magnum, e della figlia, a porre le fondamenta della Henri Cartier-Bresson Foundation, con lo scopo di creare un luogo che potesse ospitare il loro archivio fotografico e allo stesso tempo uno spazio aperto ad altri artisti dove allestire mostre.

Cartier-Bresson muore in Provenza a Montjustin il 3 agosto 2004, poco dopo aver compiuto 96 anni.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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