Wes Craven, maestro del cinema horror da “Nightmare” a “Scream”

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Wes Craven, maestro del cinema horror da "Nightmare" a "Scream"
Wes Craven

Mi ritengo un privilegiato per aver vissuto in prima persona, ed in un arco temporale nel quale sono riuscito a goderne appieno, la nascita di creature dell’orrore e del terrore come i mostri di Stephen King, la possessione dell’Esorcista, il Jason di Venerdì 13, la casa di Amytiville, l’angoscia pluridimensionale di Poltergeist, le crudeltà di Halloween: all’elenco va aggiunto l’assassino mascherato di Scream e soprattutto la maschera di carne bruciata, incubo vivente, che risponde al nome di Freddy Krueger. Creature queste ultime due che devono la loro fortuna a quel genio (del male?) che rispondeva al nome di Wes Craven.

Certo, sarebbe stato bello vivere in presa diretta anche Hitchcock e Poe e Lovecraft, Shelley e Stoker; ma un aspetto, uno in particolare ci fa considerare estremamente fortunati: il fatto che abbiamo vissuto un crepuscolo degli Dei, una caduta di un Impero, perché per quanto si possa scrivere, e filmare, e sperare, non avremo più.

Sono interessato a spaventare la gente a un livello profondo, non solo a farla saltare sulla sedia, i miei primi due film hanno fatto a pezzi tutti i luoghi comuni riguardanti le idee di come andava trattata la violenza al cinema. Prima la violenza cinematografica era gentile e pulita; io l’ho resa dolorosa, prolungata, scioccante e molto umana.

«E sono io che ho reso umani gli assassini»: così diceva Wes Craven stesso, (Wesley Earl Craven, Cleveland, 2 agosto 1939 – Los angeles, 30 agosto 2015). Un signore dall’aspetto assolutamente tranquillo, che è stato attore, sceneggiatore, produttore e soprattutto regista cinematografico; aveva una formazione classica essendosi laureato in lettere e filosofia alla Johns Hopkins, e una rock, essendo stato anche chitarrista in una band. Certo, tutto questo prima di innamorarsi del cinema e lasciare tutto (nel frattempo era diventato insegnante nella stessa Johns Hopkins in cui si era laureato) per seguire la sua passione, iniziando dagli spot pubblicitari e dai film porno.

Wes Craven, maestro del cinema horror da "Nightmare" a "Scream"
Freddy Krueger

Nel 1972, Craven gira L’ultima casa a sinistra, ispirato a Ingmar Bergman e La fontana della vergine, film definito exploitation, crudo, sanguinario ed esplicito, che gli attira critiche ed interesse, cui seguirà Le colline hanno gli occhi, entrambi destinati col tempo a diventare film di culto.

Nel 1984, invece, Craven indovina il film-stra-cult: esce infatti Nightmare, ispirato a fatti di cronaca, che porta alla ribalta uno dei più grandi ed angosciosi villain della storia dell’horror e del cinema, l’orrendamente sfigurato sanguinario fantasma Freddy Krueger, con la sua altrettanto famosa arma, il guanto dotato di lame che ricorda più che da vicino gli artigli di Wolverine degli X-men. Nightmare colpisce in modo indelebile l’immaginario collettivo (tanto da dare vita a ben sette film, uno spin off, un remake e una serie TV): anche perché Freddy agisce attraverso il sogno, ed il senso di impotente angoscia ,dovuto all’impossibilità dei protagonisti di addormentarsi se non vogliono essere uccisi, scatena una paura ancestrale e tocca l’archetipico tema della mancanza di distinzione netta e certa tra sogno e realtà (chiedere a Christopher Nolan per indicazioni sullo stato dell’arte dell’esplorazione del tema).

A Nightmare seguirà invece nel 1996 Scream, anche questo ispirato alla cronaca, thriller più che horror, con maggiori venature ironiche e grottesche: anche qui, prodotto stra-cult, con un enorme successo al botteghino e tre puntate successive (nessuna delle quali all’altezza del primo episodio). Oltre al personaggio, assistiamo la creazione di un vero e proprio feticcio, la maschera “urlante” dietro alla quale si cela il serial killer, catartico oggetto del desiderio di generazioni di piccoli seguaci di Halloween (intesa come festa di Ognissanti, non come film).

Wes Craven, maestro del cinema horror da "Nightmare" a "Scream"
Craven e la maschera di Scream

Per sommi capi, la carriera di Wes Craven è tutta qui: indubbiamente fortunata, anche perché a ben pochi capita di creare, per quanto in un genere di nicchia, ben due personaggi di culto come Freddy e il killer di Scream, dando poi origine a tutta una serie di più o meno indegni epigoni e probabilmente ad un sottogenere come il teenager horror movie, o film horror adolescenziale (per tacere dei due oggetti-feticcio sopra citati). Al netto di ciò, una capacità strettamente registica relativa (in occasione dell’esordio, Craven venne definito perfino “cinematograficamente inetto”) al servizio di un range tematico piuttosto ristretto (il film del 1999 La musica del cuore con Meryl Streep e Angela Basset è decisamente un’eccezione nell’opera omnia di Craven): per certi versi, Wes Craven ricorda John Carpenter, altro maestro dell’horror-thriller, che però è decisamente più eclettico nella produzione (vedi le favolose incursioni nella fantascienza), originale dal punto di vista tecnico, decisamente più allegorico e metaforico.

Quello che fanno i film dell’orrore è funzionare come una follia tollerabile, permettono alla gente di lasciare libero sfogo a tutta la pazzia e rabbia che normalmente reprimiamo. I film dell’orrore portano la gente là dove le loro menti si recano solo durante il sonno o attraverso stati di alterazione. Hanno a che fare con immagini e situazioni che riflettono le ansie che schizzano attraverso tutti noi e la nostra cultura. In questo senso sono film molto importanti.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

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