Perché visitare… Il Parco Nazionale del Pollino, il parco delle due regioni

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Nel cuore del Sud Italia, forse non tutti sanno che, si trova l’area protetta più grande d’Italia: il Parco Nazionale del Pollino, il polmone verde dell’Appennino meridionale che unisce due regioni con oltre 192 ettari di terreno, abbraccia tre province (quella di Cosenza, Potenza e Matera), due mari, il Tirreno e lo Jonio, e ben 56 comuni.

Sulle vette più alte, che superano i 2000 metri, troviamo un luogo chiamato il Giardino degli dei, magico ed incontaminato, in cui vive indisturbato il vero simbolo del Parco: il Pino loricato, l’albero sempre verde, il gigante più anziano che conta oltre 1000 anni. Un esemplare unico al mondo che ha una crescita piuttosto lenta ma si adatta a qualsiasi condizione climatica, in grado di resistere alla neve e al vento.

Oltre a numerosi corsi d’acqua, cristallini ed impetuosi, l’ambiente è ideale per la crescita delle erbe mediche che nascono spontaneamente ad alta quota e per la presenza di una fauna variegata. È tornato anche il lupo, con una trentina di esemplari che lasciano le proprie impronte sulla neve. Animali autoctoni come il picchio nero ed il capriolo solo molto facili da incontrare, presenze eccezionali sono invece l’aquila ed il gufo reale. La pianta più diffusa del parco è sicuramente il faggio, presente in diversi tipi, alcuni di loro hanno assunto delle pose contorte con il tempo, tanto da essere chiamati “alberi serpenti”.

Anish Kapoor, Earth Cinema

Nel Parco Nazionale del Pollino c’è posto anche per l’arte contemporanea. Luoghi così suggestivi ed incontaminati sono una calamita naturale per gli animi sensibili degli artisti, e così grazie all’Associazione ArtePollino in una delle aree più belle del Sud Italia si possono visitare opere permanenti di artisti internazionali come Anish Kapoor, Giuseppe Penone e  Carsten Höller. Nel 2009 gli artisti hanno realizzato per il Parco, nel versante lucano, delle opere site-specific che, in dialogo con la natura incontaminata interpretano perfettamente lo spirito del territorio.

Anish Kapoor (Bombay, 1954) ha realizzato Earth Cinema, un profondo taglio di 7 metri di profondità per 45 di lunghezza, nelle viscere del terreno.  I visitatori del Parco possono entrare nell’opera, nel vero senso della parola, trovandosi a contatto con le profondità della terra, in cui poco lontano sgorga l’acqua termale. In un luogo così magico ed incontaminato ci sembrerà di essere parte integrante del paesaggio, dentro la sua anima più vera. Un Cinema autentico in cui siamo proiettati ad ascoltare i rumori della natura, la visione reale della natura e l’odore genuino della terra.

Carsten Holler, RB Ride

Il teatro vegetale, a forma di cerchio (del diametro di 125 m), è l’opera realizzata da Giuseppe Penone (Garessio, 1947), fatta unicamente di elementi naturali come alberi, pietre, foglie e cespugli a formare un cerchio di 125 mentri di diametro. Uno spettacolo naturale in cui ancora una volta l’osservatore è chiamato ad accendere tutti i suoi sensi per questa esperienza. Penone mette in scena il legame imprescindibile che da sempre appartiene all’uomo, quello con madre natura. Il belga Höller (Bruxelles,1961) ha realizzato invece una giostra gigantesca, funzionante, con 12 navicelle volanti sulla vetta del Parco. L’opera gira ad una lentezza surreale, un giro ogni quarto d’ora, immergendo il visitatore in un’esperienza nuova, imperdibile. Non lo spinge nel movimento vorticoso ma lo costringe a contemplare la bellezza che ha intorno.

Sport, avventura, buon cibo, natura ed anche arte! Il Parco Nazionale del Pollino offre tantissimo ad ogni tipologia di visitatore, dal curioso, alle famiglie, alle scuole, agli sportivi avventurieri. Una perla rara di natura incontaminata che unita alle risorse moderne permette un connubio perfetto tra vita e natura dimostrando che un altro sud, è possibile.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

1 Commento
  1. Antonio dice

    Buona giornata!
    Cerco una risposta da dare alla lettera di una mamma sul post di Concita De Gregori,la Repubblica 8.8.2018:pensavo a quanto Magritte e il surrealismo potesse offrire a riguardo…
    Ed eccomi approdato!
    Da Voi.
    Grazie

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