“Impressioniste”, Martina Corgnati ci racconta le artiste della Belle Époque

0 1.169

Impressioniste è il nuovo libro di Martina Corgnati, edito da Nomos, che racconta una storia dell’arte tutta al femminile, tra la difficoltà di emergere, le speranze svanite e la resistenza attiva di quattro donne che volevano fare dell’arte la loro vita.

Quattro donne, quattro artiste, quattro storie da scoprire ed apprezzare, nella Parigi mondana e libera della Belle Époque, ma ancora profondamente legata agli ideali borghesi di una femminilità spesa in nome della famiglia. Mary Cassat, Marie Bracquemond, Eva Gonzalès e Berthe Morisot: sono loro le protagoniste di questo affascinante racconto, che mira a riportare in luce un’arte dimenticata, accantonata dai manuali e dalla critica, e solo recentemente posta all’attenzione del grande pubblico. Le quattro artiste, legate al circolo degli Impressionisti, hanno sfidato il pregiudizio del tempo e con non poche difficoltà sono riuscite a conquistare l’ambito titolo, esercitando la loro arte con grande passione e coraggio, contro ogni discriminazione.

Mary Cassat

Impressioniste è la giusta miscela tra racconto biografico e analisi critica, è la storia intima delle protagoniste, svelate e raccontate senza filtri, dal quotidiano del loro vissuto alle loro opere, per cogliere pienamente l’essenza di un’arte che non può essere scissa dal loro essere prima di tutto donne. Perché se l’essere donne le ha sicuramente rese fragili e vittime di un sistema, dove l’arte delle donne era ben accetta solo se praticata a livello dilettantistico, è la loro femminilità che le rende artiste tanto valide quanto degne di essere conosciute. Dalla più famosa Berthe Morisot, alla sventurata Eva Gonzalès, morta prematuramente a trentadue anni e dall’implacabile femminista Mary CassatMarie Bracquemond, vittima di un marito dispotico, quello che traspare è il ritratto autentico di donne che hanno lottato per loro affermazione, scontrandosi con realtà diverse, in contesti particolari, animate dai sentimenti più disparati ma accomunate dalla stessa volontà di emergere ed essere artiste.

Marie Bracquemond

La loro vicenda umana è così totalmente intrecciata alla loro produzione artistica, da essere il punto di partenza inevitabile per tracciare le linee guide di un’arte che si è nutrita di quelle stesse idee e di quelle stesse prospettive che hanno fatto grandi gli Impressionisti. E tutte, con sfumature diverse, sono state impressioniste: da questa nuova concezione della pittura hanno estrapolato contenuti e teorie, sperimentando e dipingendo alla stregua dei grandi maestri, cedendo agli impulsi e alle tendenze che andavano diffondendosi nella Parigi di fine Ottocento.

Il dato biografico non si presta ad essere romanzato, ma è la base su cui compiere una sistematica indagine artistica, che metta in luce il talento e la tecnica delle sue protagoniste, svelando opere e contenuti degni di nota. La Belle Époque e la stimolante Capitale francese sono lo sfondo perfetto su cui si delineano e si intrecciano i destini delle quattro artiste, intimamente legate ai circoli del tempo e ai grandi nomi dell’arte. La loro produzione artistica diventa emblematica per meglio definire un contesto così vario e ricco di contaminazioni, dove la libertà tanto decantata si scontrava ancora con pregiudizi latenti nella società e ancora così vivi nel mondo creativo. Il tempo e gli studi di settore hanno contribuito ad attualizzare il completo disinteresse verso le opere delle impressioniste, relegandole a dilettanti o a semplici comparse. Il pregio di questo libro, nonostante ci siano ancora assenze clamorose, ha il privilegio di restituire alla loro dimensione le sue protagoniste, facendo di loro delle artiste oltre che donne.

Manet, Ritratto di Eva Gonzalès (dettaglio)

Martina Corgnati, curatrice e critica d’arte, ha mostrato nella sua carriera un profondo interesse per le donne nell’arte ed ha contribuito a scrivere e ad analizzare una storia alternativa, dove le donne entrano in pieno diritto in un mondo che troppo a lungo le ha ignorate. La sua ricerca ha abbracciato l’obiettivo di porre l’attenzione sull’operato artistico delle donne, ricostruendone in modo pregnante la biografia ma soprattutto la produzione. Nel 2004 ha pubblicato Artiste, un racconto al femminile dall’Impressionismo a oggi. Impressioniste è l’ultimo frutto di questo percorso avviato da tempo, ed accompagnato da pubblicazioni e mostre ed è un ritratto intelligente di artiste talentuose che rivendicano attenzione.

Martina Conte per MIfacciodiCultura

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.