#Letsfeelgood – Quando posso dire di essere veramente felice?

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Quando possiamo definirci una persona felice? Quali caratteristiche deve avere la nostra vita?

“Se vuoi essere felice, stabilisci degli obiettivi che governino i tuoi pensieri, liberino la tua energia, ed ispirino le tue speranze.” (Carnegie)

In tantissimi hanno tentato di operazionalizzare il costrutto osservandolo e studiandolo da diversi punti di vista e dalle più disparate angolazioni, eppure nonostante tutto si continua a dibattere per determinare quali siano le peculiarità di una persona felice. Inizialmente si pensava che il benessere dovesse corrispondere a tre bisogni principali, ovvero Autonomia, Competenza e Relazioni Sociali. Secondo la teoria dell’Autordeterminazione (Ryan e Deci, 2000), queste tre continuerebbero a evolversi costantemente durante il corso della vita, in un processo incessante di crescita e disvelamento continuo in situazioni eterogenee che stimolano il soggetto e allo stesso tempo lo fanno sentire al sicuro. Altri autori però non si accontentarono di queste tre componenti per identificare una persona felice, e pensarono ci volesse qualcosa di più, che prendesse le basi dai tre capisaldi per articolarsi in una trama maggiormente complessa, quanto intricata e spesso non lineare è l’esistenza di chiunque, chi più chi meno. Carol Ryff e Singer (2005) definirono il benessere intendendolo come un modello su sei dimensioni:

  • Autoaccettazione: atteggiamento positivo verso se stessi con capacità di esplorare i propri limiti e di dare una valutazione positiva e accettazione di ciò che si è. È diverso dall’autostima, in quanto quest’ultima non è a lungo termine e non richiede la consapevolezza dei punti di forza e di debolezza tipici altresì dell’Autoaccettazione
  • Autonomia: caratterizzata da autodeterminazione, indipendenza, regolazione del comportamento interno, riuscendo a operare un controllo interno consapevole e stabile che predispone a una valutazione di sè in base a standard personali e non impostati sull’approvazione altrui
  • Scopo nella vita: per essere felice, occorre procedere con la creazione di un senso e di una direzione per la propria persona, in base a convinzioni profonde

 Ciò che conta nella vita è avere una chiara comprensione dello scopo della vita, della direzionalità e dell’intensità.

Gordon Allport

  • Crescita personale: per essere felice, il funzionamento ottimale della persona richiede sempre l’orientamento al futuro, con una visione ottimista e speranzosa, in un continuo sviluppo del proprio potenziale. C’è la generale tendenza a crescere e realizzare il sè in un continuo divenire di eventi e situazioni, confrontandosi sempre con nuove sfide e compiti
  • Padronanza ambientale: la capacità individuale di scegliere o creare un ambiente adatto alla propria condizione psichica oltre alla capacità di autocontrollo e manipolazione di ambienti complessi e dei cambiamenti rivisitati in maniera creativa e funzionale per ottenere un maggior successo e una maggior probabilità di essere felici
  • Relazioni positive con gli altri: relazioni che si basano sulla fiducia e sulla capacità di amare, non legami liquidi ma solidi per essere una persona felice

Il vero spirito di rivolta consiste nell’esigere la felicità qui, in questa vita.

Henrik Johan Ibsen

“Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici… non è fortuna, è arte allo stato puro.” (Magritte)

Nessuna ricerca sarà mai esauriente per comprendere appieno e senza possibilità di modifica il concetto di felicità, sempre che questo coincida con quello di benessere, ma indubbiamente queste sei dimensioni sono necessarie per una base solida sulla quale la persona possa fare affidamento per cominciare a essere felice. Se una di queste dovesse saltare o risultare saltuariamente instabile, le altre si potenzierebbero con funzione vicaria, al fine di mantenere sempre un equilibrio, perchè sia il corpo che la mente dell’uomo funzionano istintivamente per rendere l’essere umano felice. Il più a lungo possibile certo, ma giorno per giorno.

Isabella Garanzini per MIfacciodiCultura

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