“Canova e l’antico”: una nuova collaborazione tra il MANN e l’Ermitage

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È di pochi giorni fa la notizia di una sempre più intensa collaborazione tra due delle più influenti realtà museali in Europa: l’Ermitage di San Pietroburgo e il MANN (Museo Archeologico di Napoli). I due musei hanno infatti iniziato a cooperare in vista della mostra in programma per marzo 2019, Canova e l’antico. Per questa occasione, il celebre museo russo ha difatti annunciato l’intenzione di prestare all’Archeologico di Napoli sei capolavori dell’artista neoclassico.

Antonio Canova, Amorino alato, 1793

Il prestito, annunciato durante un incontro pubblico avvenuto il 13 luglio scorso tra i due direttori dei musei Mikhail Piotrovsky e Paolo Giulierini – già legati da un protocollo di collaborazione culturale stipulato nel novembre del 2016 – rappresenta un avvenimento di straordinaria importanza, sia per il numero delle opere concesse, sia per il loro inestimabile valore. Durante il colloquio, i due sovrintendenti hanno inoltre discusso dell’enorme contributo offerto dalle collaborazioni internazionali alla valorizzazione dei patrimoni culturali, che in questo modo hanno la possibilità di essere nuovamente ammirati nei loro originari contesti. I possibili percorsi tracciati per la realizzazione di strategie future verte quindi verso questa direzione, dove gli scenari ipotizzati sono caratterizzati da scambi e collaborazioni tra le diverse istituzioni europee.

L’elenco delle opere prestate è di straordinaria bellezza, e comprende non soltanto il busto marmoreo del Genio della morte (1798-1805) ma anche l’incantevole Danzatrice (1811-1812), Ebe stante (1800-1805), l’Amorino alato (1797), il gruppo marmoreo di Amore e Psiche Stanti (1800-1805) e il celebre gruppo de Le Tre Grazie (1812-1817) icona del maestro Antonio Canova nel mondo. Per concludere in bellezza. l’Ermitage ha messo a disposizione del MANN anche la grande statua romana dell’Ermafrodito dormiente risalente al lll-l secolo a.C e il gruppo bronzeo di Ercole e Lica.

Antonio Canova, Amore e Psiche stanti, 1800-1805 (dettaglio)

La mostra vuole porre infatti a confronto opere del grande scultore di Possagno – più volte definito “il nuovo Fidia” – con alcune tra le più celebri sculture antiche, che sicuramente Canova prese come esempi e modelli per la propria arte. Elemento che gli organizzatori di Canova e l’antico vogliono sottolineare è inoltre il rapporto tra il maestro neoclassico e la città di Napoli, città che ospita numerosi capolavori da sempre ammirati e apprezzati da Antonio Canova durante i suoi viaggi, il primo dei quali avvenne all’età di ventidue anni. Tra questi troviamo sicuramente i cosiddetti Marmi Farnesiani, tra cui spiccano il celebre Amore Farnese o il gruppo di Atamante e Learco, modello per l’Ercole e Lica canoviano, l’imponente gruppo marmoreo realizzato proprio per la città di Napoli.

Ma le collaborazioni tra il celebre museo di San Pietroburgo e il Museo Archeologico di Napoli non sono esaurite con la grande mostra in programma per il marzo prossimo. I due direttori ne hanno infatti in programma un’altra, sempre per il 2019, che vedrà come protagonista la città di Pompei e l’eruzione vulcanica che ne sancì la fine nel 79 d.C. Questa mostra, a cui collaborerà anche la Sovrintendenza di Pompei, verrà invece realizzata all’interno della meravigliosa cornice dell’Ermitage.

Si prospettano quindi delle collaborazioni di altissimo livello, ma d’altronde da due delle eccellenze d’Europa non c’era da aspettarsi niente di meno.

Canova e l’antico
A cura di Mikhail Piotrovsky e Paolo Giulierini
MANN, Napoli
Marzo 2019

Beatrice Obertini per MIfacciodiCultura

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