La Venere di Milo e il David di Michelangelo secondo Blu

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Roma è stata investita da una grande ondata di creatività firmata Blu. Il nuovo e gigantesco murales realizzato dall’artista bolognese copre la facciata di una palazzina nel quartiere del Quarticciolo a Roma Est. L’opera, iniziata tre mesi fa, verrà ultimata ad ottobre urlando a gran voce lo stile irriverente e sarcastico tipico dell’artista.

Berlino

Qualcuno si è mai domandato che cosa potrebbero pensare gli artisti e intellettuali antichi riguardo la società di oggi, ma soprattutto in che modo si sarebbero contaminate le loro opere se fossero state realizzate ora? Questo è il fulcro dell’opera plasmata dallo street artist Blu  che perciò  ritrae, entro nicchie distinte, due degli emblemi della cultura classica, snaturandoli della loro essenza artistica ultraterrena e caricandoli di segni che appartengono alla ben più terrena civiltà moderna.

La Venere di Milo, maestosa scultura perfetta nella sua semplice eleganza, nata in quella che per secoli è stata considerata la culla della cultura e della civiltà umana, qui si tramuta nella perfetta donna contemporanea, firmata dalla testa ai piedi. Allo stesso modo il David di Michelangelo, realizzato nel secondo periodo storico che rappresenta la rinascita per eccellenza del rigoglio artistico, è intento a scattarsi un selfie esageratamente ingioiellato e appesantito dalla pigrizia e dalla troppa abbondanza. Il murale sarà ultimato nei prossimi mesi ma lo stile graffiante dell’artista già trapela da ogni dettaglio, del resto questa via d’espressione così forte e pungente è divenuta con gli anni un tratto distintivo della carriera di Blu, pseudonimo di un’artista che si è trasformato in un fenomeno mondiale.

Milano

I murales di Blu adornano le facciate dei palazzi in tutto il mondo, ogni opera mantiene l’individualità dell’autore ma al contempo si misura e si dimostra aderente alla cultura e alla storia del luogo, dando forma ad una vera e propria narrazione visiva. Questa visione concettuale ha contribuito a modificare l’immagine della street art, che da semplice imbrattamento vandalistico si è trasformata in arte riconosciuta come tale. Il dibattito risulta essere ancora acceso tra i critici, ma proprio grazie a questa naturalezza, immediatezza e popolarità, insita in una forma espressiva che vuole fortemente appartenere alla collettività e alla sua promozione, l’arte urbana si sta facendo strada nelle alte sfere del circuito artistico. Recentemente sono nati numerosi festival, premi e persino musei en plein air che stanno favorendo una diffusa riqualificazione urbana. Una riqualificazione che possiamo riscontrare anche in quest’ultimo lavoro di Blu, che, non a caso, è stata creata sull’edificio che aveva ospitato la questura del quartiere Quarticciolo, successivamente occupato e dove vivono una trentina di famiglie. L’intento della street art non è solo decorare e valorizzare quartieri cittadini che meritano di essere riqualificati grazie all’arte, ma anche e soprattutto vuole essere uno spunto di riflessione per interrogarsi su quanto siano cambiati i valori, i costumi o semplicemente il vivere sociale, però facendolo con una punta di ironia e divertimento.

Carolina Cammi per MifacciodiCultura

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