Elliott Erwitt, il curioso fotografo dell’ironia in scala di grigi

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Conosciuto come il fotografo della commedia umana, Elliott Erwitt rappresenta ancora oggi l’icona della fotografia contemporanea. Le sue fotografie, ammirate e amate in tutto il mondo, immortalano con ironia momenti quotidiani in bilico tra il bizzarro e il grottesco. Spesso i suoi soggetti spiazzano, ci fanno sorridere e riflettere, senza lasciarci scelta di interpretazione. Come le foto scattate a Pittsburgh che offrono uno sguardo nei rapporti di razza dei primi anni ’50, tra le quali si ricorda la foto del bambino afro-americano che punta una pistola giocattolo alla propria testa mentre noncurante sorride alla fotocamera.

Pittsburgh, Pennsylvania, Elliott Erwitt Foto Magnum

Nato a Parigi il 26 luglio del 1928 da genitori ebrei, Elliott Erwitt trascorre a Milano la sua infanzia, fino al 1939, anno in cui, a seguito delle leggi razziali, emigra negli Stati Uniti insieme alla sua famiglia. Ed è proprio in questi anni che sperimenta e cresce il suo interesse per la fotografia. Nel 1949 la sua passione per il viaggio lo porta a girare l’Italia e la Francia con la sua amata Rolleiflex. Nel 1951 viene chiamato nell’esercito in qualifica di fotografo militare in Francia e in Germania. La svolta nella sua carriera avviene quando conosce Robert Capa e Roy Styker. Grazie ai quali, nel 1953, entra a far parte della rinomata agenzia Magnum, di cui è stato presidente per tre anni. A partire dagli anni ’70 si è anche dedicato al cinema, producendo documentari di rilievo e, dagli anni ’80, alcuni film comici.

Il suo lavoro è universalmente noto per la spiccata sensibilità compositiva e l’ironia benevola con la quale Erwitt ha immortalato anche i volti più famosi, come Marilyn Monroe o John Kennedy. Proprio durante il suo breve mandato da fotografo ufficiale alla Casa Bianca immortalò la lacrima nel volto velato della vedova Jacqueline Kennedy al funerale del marito.

Madrid, Spagna, Elliott Erwitt Foto Magnum

Acuto osservatore del mondo, si muove con uno stile di un’eleganza compositiva lontana da ogni accezione temporale, nelle sue foto in bianco e nero vediamo racchiusi una così vasta gamma di sentimenti che solo un animo curioso come quello di Erwitt poteva riuscire a cogliere.

Tra i suoi scatti più famosi e interessanti spicca la serie in cui Erwitt indaga silenziosamente il mondo dell’arte e il modo in cui le persone interagiscono con esso. Ancora una volta frutto della sua visione unica ed ironica è lo scatto che immortala la sala del museo in cui sono esposte due opere di Francisco Goya: sulla sinistra The Naked Maja (1800) mentre viene osservata da un numeroso gruppo di uomini, mentre The Clothed Maja (1800) viene contemplata da una donna sola.

Si tratta di reagire a ciò che vedi, si spera senza preconcetti, puoi trovare le immagini ovunque, è semplicemente una questione di notare le cose e organizzarle, devi solo preoccuparti di ciò che ti circonda e preoccuparti dell’umanità e della commedia umana.

New York, Elliott Erwitt Foto Magnum

I suoi scatti in bianco e nero, dalla forte carica emotiva, ci regalano una visione unica sul mondo, uno sguardo sottile verso gli atteggiamenti passati inosservati dell’uomo o degli animali. Per quest’ultimi, infatti, Elliott Erwitt nutre un forte interesse, in particolar modo per i cani e i loro padroni, immortalati in un gran numero di scatti, molti dei quali ricchi di affascinanti tratti allegorici che giocano con la visione della condizione umana. Fortemente convinto nella somiglianza che intercorre tra cane e padrone, tantissimi sono gli espedienti che Erwitt utilizza per sottolineare questo tratto. Come, ad esempio, nella foto che mostra il padrone seduto sugli scalini di casa insieme ai suoi due bulldog di cui uno, seduto sopra il padrone ne copre la faccia, sostituendola prospetticamente. La riuscita di questi scatti è frutto dell’attesa del giusto momento, quello che possa rendere la foto epica. In alcuni casi, però, per ottenere una reazione rapida e spontanea dai cani, è stato Erwitt stesso a suonare una piccola trombetta o abbaiare a gran voce.

Le fotografie di Elliott Erwitt ci regalano la visione del suo punto di vista sul mondo, una visione tanto unica quanto bizzarra, un lavoro di continua ricerca che percorre ancora oggi, sempre in compagnia di una sua piccola macchina fotografica.

Adriana Brancato per MIfacciodiCultura

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