Sweet Art Museum: quando il Paese dei balocchi diventa realtà

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Chi non ha sognato almeno una volta nella vita di ritrovarsi nel paese delle caramelle in stile fabbrica di cioccolato di Willy Wonka? Se avete sempre voluto sentirvi un po’ Katy Perry nel video California Gurls e distendervi su una nuvola fatta di candido zucchero filato o salire su una giostra con enormi lecca lecca al posto dei soliti cavalli mentre guardandovi attorno vi accorgete di essere interamente circondati da caramelle e panna montata, da oggi si può. Dove? Allo Sweet Art Museum di Lisbona, in Portogallo.

Sweet Art MuseumOrsetti gommosi giganti e coloratissimi, ghiaccioli trasformati in materassi morbidi su cui sedersi, lo Sweet Art Museum più che un museo sembra quasi un parco divertimenti, ed è pure tutto rosa.

Si tratta di un’esposizione pop-up interattiva: qui ci si può letteralmente tuffare in una piscina piena di soffici marshmallow, camminare ed immergersi in un mondo di caramelle, giganteschi gelati o profumatissimi lecca lecca rotanti. Lo spazio di circa 600 metri quadrati è suddiviso in otto sale tematiche: Splash Marshmallow Pool, Happy Hall, Ice Cream Land, Candy Wash, Gummy Game, Pop Circus, Sweet Dreams e Lucky Fruit. La prima sala comprende, come si intuisce dal nome, l’attrazione principale dello Sweet Art Museum, ossia la piscina che contiene circa 10 milioni di marshmellow gommosi e rigorosamente di plastica. Niente paura, non è tutto finto ed il dolcetto vero e proprio vi verrà regalato all’ingresso. Per ragioni di sicurezza l’accesso alla piscina è limitato a massimo 15 persone alla volta ma non ci sono limiti di età, chiunque può entrare e divertirsi purché si facciano più foto possibili.

Come affermano Carla Santos e Hugo Silva, i fondatori di questo curioso museo, si tratta della prima esposizione di questo tipo in Europa, dedicata interamente alla felicità. Lo scopo del museo è quello di far vivere al visitatore un’esperienza unica, di regalare la possibilità a chiunque di ritornare un po’ bambini e di passare una giornata in allegria e spensieratezza.

In media i visitatori sono in maggioranza ragazze tra i 15 e i 30 anni, i cosiddetti Millennials, che amano scattarsi selfie da condividere poi in rete sui social, ed è così che lo Sweet Art Museum ama definirsi Instagram friendly e si conferma la location ideale dove scattare le più strane e coloratissime foto da condividere poi con gli hashtag #TheSweetArtMuseum #SayYessToHappiness #TheSAM e #visitlisbon.

Questo è dunque un Museo della felicità non solo per i colori e il divertimento che propone, ma anche grazie alla solidarietà, infatti per ogni biglietto venduto lo Sweet Art Museum devolverà 1€ all’associazione Terra dos Sonhos che realizza i desideri di bambini e ragazzini malati o meno fortunati, e anziani bisognosi.

Lo Sweet Art Museum rimarrà aperto solo fino a fine agosto e poi chissà, non si esclude la possibilità di un tour europeo.

Maria Cristina Merlo per MIfacciodiCultura

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