Pino Pascali e Claudio Cintoli protagonisti di “Dialoghi 3.0”

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Fino al 30 settembre la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare (BA), accoglierà nella sua splendida location vista mare il terzo appuntamento dell’iniziativa Dialoghi. I precedenti incontri, come questo d’altronde, vedono protagonista l’artista barese Pino Pascali insieme ai suoi colleghi contemporanei. Questa iniziativa artistica ha preso il via nel 2014 con Dialoghi 1.0 Pino Pascali e Luigi Ghirri. ll mare e il cielo, seguito nel 2015 da Dialoghi 2.0. Pascali e Bonalumi, Castellani, Fontana, Manzoni: quest’anno tocca a Dialoghi 3.0Pino Pascali e Claudio CintoliQuesti incontri, curati da Rosalba Branà, direttrice della Fondazione, hanno cercato di mettere in luce un ideale confronto-non confronto, volto a mostrare le probabili possibilità interpretative di artisti appartenuti al medesimo o quasi periodo storico.

Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) muove i suoi primi passi nella Capitale dove si trasferisce a metà degli anni ’50. Circa dieci anni dopo realizza la sua prima personale nella famosa galleria romana La Tartaruga di Plinio De Martiis, per poi iniziare a frequentare i salotti artistici e i luoghi espositivi di spicco come la galleria di Fabio Sargentini, L’Attico.

Gli anni a cavallo tra i ’60 e i ’70 sono stati forse i più memorabili che Roma potesse vivere nell’arte contemporanea. Il fervore, il desiderio di rivoluzione esisteva in ogni ambito, l’arte si esprimeva al meglio con il desiderio di riflettere sull’uomo, sulla società e sulla condizione che ciascuno viveva e voleva a proprio modo interpretare. L’interdisciplinarità fondeva mezzi e linguaggi, tanto da non rendere più il concetto artistico fine a se stesso, ma ora vi era la compartecipazione dello spettatore. Il fruitore si trovava dinanzi ad un’arte su cui riflettere, che esaminava qualcosa che andava oltre l’arte stessa perché era frutto del tempo e prendeva parte ad uno spettacolo che si materializzava sotto i propri occhi. Per Pascali il confronto con pubblico e critica era sempre più positivo, tanto che in breve tempo approdò a Venezia alla Biennale d’Arte. Purtroppo la sua scomparsa prematua (morì a soli 33 anni) ha lasciato un vuoto incredibile. Quest’anno si celebra il cinquantenario dalla sua morte, avvenuta a Roma a seguito di un incidente stradale.

Arte Povera

Noto in tutto il modo Pino Pascali è riconosciuto come l’artista che ha esplorato le Arti, che è riuscito a portare con sé la sua Terra, le sue origini e la sua tradizione. E’ ancora più conosciuto come artista poverista per aver lavorato con materiali di riciclo definiti poveri come: tessuto, paglia, metalli e così via. Alla corrente dell’Arte Povera appartenevano anche Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Mario Merz, Sergio Lombardo, Eliseo Mattiacci, Renato Mambor, e Cesare Tacchi.

Nell’iniziativa polignanese di quest’anno Pascali è legato a Claudio Cintoli (Imola, 1935 – Roma, 1978); i due in comune avevano sicuramente l’aspetto sperimentale in ambito scenografico-televisivo, ma non solo. La scoperta delle Arti per Cintoli non arriva subito. Aveva circa vent’anni quando decide di trasferirsi a Roma per studiare Architettura all’Università La Sapienza, che lascerà per iscriversi all’Accademia di Belle Arti. In quest’ultima incontra Pascali. Nonostante i legami con Recanati prima e Roma dopo, Cintoli si dimostra internazionale fin da subito. I viaggi erano una componente essenziale per tutti gli artisti. Lui decide di partire e girare l’Europa, finendo oltreoceano a New York, dove insieme all’arte porta avanti progetti da regista. Oggi molti dei suoi lavori sono andati perduti.

La Fondazione Pino Pascali, presenta in mostra Cavalletto, Cesto, Arco di Ulisse e Liane di Pascali datate al ’68, anno in cui venne registrato SKMP2′. Il video di Luca Maria Patella che riprendeva l’artista barese in una Performance in spiaggia che usciva da una buca nella sabbia, associata alla Performance di Cintoli dal nome Crisalide del ’72. Dove l’artista esce da un sacco di yuta sospeso simulando la “venuta al mondo”.

Di Claudio Cintoli saranno mostrate Sbarramento (1964), E-sorcismo (1964), Fune con sette nodi (1969), Annodare (1969), Chiodo fisso “5” P.M. 31 (1970), Crisalide (1972).

Dialoghi 3.0. Pino Pascali e Claudio Cintoli
Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare (BA)
Dal 24 marzo al 30 settembre 2018

Alessandra Mazziotta per MIfacciodiCultura

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