“Attimi di tango”, il ballo è poesia, a volte anche a concorso: le premiazioni a Udine

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Diciamocelo, non te lo aspetti il tango ad Udine. Abituati come siamo alla risposta automatica, all’associazione comune (cugina del più famoso luogo), quando si sente il sostantivo balzano alla mente immagini canoniche e in larga misura fasulle, stereotipate: il tanguero con la rosa in bocca, il casqué e altre immagini iconiche più o meno artefatte, ma non Udine. Invece, tra il ballo di origine argentina e il capoluogo friulano c’è un legame stretto e antico, tanto che il giornalista Paolo Medeossi, nel suo libro La città che inizia per U (BEE edizioni) racconta che nel secondo dopoguerra il perfino troppo sensuale tango divenne così popolare a Udine da rendere necessario un intervento papale a fermarne la diffusione. Ciò premesso, non deve destare particolare stupore il fatto che proprio ad Udine, nello spettacolare scenario della Loggia del Lionello, si sia tenuta la serata finale del Concorso Letterario Nazionale sul tango argentino Attimi di Tango.

E qui si spalanca la porta su un mondo culturale, sorprendente, ma fino ad un certo punto, per la sua ricchezza e vividezza: perché a voler indagare, approfondire, spinti dalla nostra fame epistemologica, si spalanca il mondo delle origini del tango, ballo da immigranti, con una specifica valenza sociale, di integrazione ma anche di conservazione delle proprie origini, gravido di sentimenti e di nostalgie, di musica, tecnica e poesia, di schematismi creativi e di libertà codificata. L’Argentina di inizio ‘900 è stata infatti un crogiolo di culture, e Faitango, la Federazione Nazionale delle Associazioni di Tango Argentino, si propone prima di tutti l’approfondimento degli aspetti culturali nel fenomeno tango: da qui l’idea di un concorso letterario, questo Attimi di Tango che ha visto la partecipazione di 272 autori diffusi su tutto il territorio nazionale (dai 20 agli 83 anni l’età dei concorrenti, 156 a 116 per le donne)la commistione di poesie e racconti brevi, una giuria qualificatissima (Vincenzo Martines poeta, Francesca Cerno scrittrice, Fabrizio Paiani editore – Gossmann edizioni, Ernesto Valles esperto di storia del tango e Giovanni Quadraccia  del direttivo Faitango) e tre quadri realizzati ad hoc dalla pittrice Rossana Capasso, nell’ambito di un progetto denominato Behind the dancers destinati ai concorrenti sul podio.

TANGO APASIONADO

Il corpo insegue l’anima

amante vinta

dalle note fuggenti

sulle corde nere danzano

bianche mani oscene

gambe ossute

di vecchio saltimbanco

che segna il tempo

dell’amore e del pianto.

La splendida Loggia del Lionello, luogo dell’evento Attimi di tango

Questa è la poesia sul gradino più basso del podio, di Maria Isabella Piana; al secondo posto, il racconto breve L’eredità di Alessandra De Michelis, mentre vincitore è risultato un altro racconto, Infinitango di Giacomo Marchi, definito dalla giuria «Concreto e asciutto come John Fante, sconvolgente come Roald Dahl», motivazione non iperbolica per un racconto che in poche righe è riuscito a coniugare la tematica del tango e quella dell’ossessione in una cornice noir del tutto inaspettata.

L’obiettivo, e l’augurio, è che questa prima edizione di Attimi di Tango sia l’incipit di una lunga serie: ma che il risvolto culturale del rapporto col tango non sia estemporaneo è evidenziato dal fatto che le associazioni regionali e locali, che uniscono decine di migliaia di appassionati, vanno ben oltre all’organizzazione della milongas, le serate di ballo. Corsi di formazione, per musicisti, concorsi fotografici, tangoterapia e svariate altre attività fanno parte del substrato fondante delle Associazioni e delle Scuole di Tango.

In un rapporto con l’arte ad ampio spettro: Attimi di Tango si è avvalso dell’apporto organizzativo dell’Associazione Gente que Sì (Cervignano del Friuli), che nel giro di pochi mesi si è prodotta nell’organizzazione della presentazione di un ottimo volume di poesie (Nei chiaroscuri del tango, Elisabetta Salvador e Sergio Sichenze, Campanotto editore), nonché nella partecipazione allo spettacolo connesso al lancio del videoclip di Serena Finatti, Fragile e fiera. Sempre in regime di rigroso volontariato, ci par d’obbligo aggiungere.

Emigranti italiani in Argentina, anche da qui nacque il tango

Del resto, nelle parole di Milena Vrech, presidente di Gente que Sì, «lo scopo ultimo di spendersi per la diffusione del tango argentino è quello di dare un valore di solidarietà alla danza». L’esistenza, lo sappiamo, ha una sua circolarità, come la Storia: «se è vero che c’è bisogno di network che non diffondano la perversa filosofia di vita degli haters, bensì una rete di positività affettiva, col tango noi cerchiamo di dare spazio al contatto umano, alla solidarietà e all’accoglienza».

Com’è nelle corde storiche del tango, possiamo aggiungere: nato dalla Storia e dalle storie di milioni di persone che erano migranti economici senza neppure rendersene conto. Da qui, ben vengano iniziative come Attimi di Tango, ché di poche cose abbiam bisogno, oggi, come della poesia e della solidarietà.

La Storia, lo vediamo, non ha allievi, ma le scuole di tango sì: e passare delle une all’altra può essere un attimo, veloce, come un assolo di bandoneòn.

Un attimo di tango.

Vieri Peroncini per MIfacciodiCultura

https://www.faitango.it/

www.rossanacapasso.com

http://serenafinatti.com/

http://www.bottegaerrante.it/

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