Odissea: riflessioni tra cultura, archeologia e migrazioni

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L’evento capitale dell’estate 2018 è, ahimè, passato sotto silenzio. Come è intuibile, non si tratta della vittoria della Francia ai mondiali in Russia, ma della scoperta della più antica tavoletta dell’Odissea. Mentre il mondo occidentale sceglieva tra Francia e Croazia, i professionisti del Servizio archeologico greco stavano riportando alla luce una tavoletta di argilla con incisi 13 versi dell’Odissea omerica. La scoperta è avvenuta in quella che è stata Olimpia, nel sud della Grecia. Al di là del portato storico-culturale di questa scoperta, quali conclusioni è possibile trarre? Qual è il significato dell’Odissea, opera che fa della migrazione e del viaggio uno dei suoi temi centrali, in un momento in cui la caccia al migrante è la nuova caccia alle streghe del 2018? Come interpretare Ulisse e le sue peregrinazioni nel Mediterraneo?

Partiamo intanto dalla notizia: con un tweet del 10 luglio scorso, il ministero della Cultura di Atene ha annunciato che il Servizio archeologico greco, assieme all’Istituto tedesco di Archeologia, ha rinvenuto la più antica tavoletta dell’Odissea, databile intorno al terzo secolo a.C. Il passo dell’Odissea ritrovato a Olimpia vicino al tempio di Zeus è tratto dal libro XIV e descrive il ritorno di Ulisse alla sua Itaca dalla guerra di Troia. Comprensibile l’entusiasmo delle autorità di Atene, ma anche del mondo della cultura a ogni latitudine: a parte la sua cecità, di Omero (come di qualsiasi poeta dell’antichità) non si sa assolutamente niente e questa scoperta (forse) potrebbe aiutare a datare la vita del mitico cantore. Apprezzabile è anche la decisione del dicastero greco di rendere nota la notizia attraverso Twitter: nell’era dei social media, anche la cultura (con innegabili benefici) deve stare al passo con i più importanti ritrovati tecnologici e comunicare con un “cinguettio” la scoperta della tavoletta dell’Odissea. Apprezzabile è anche la collaborazione greco-tedesca. Dopo il durissimo scontro economico-politico che aveva contrapposto tre anni or sono, il rigoroso Wolfgang Schäuble e Tzipras-Varoufakis, fa sempre piacere rilevare che la logica economica e dei trattati non impedisce al mondo culturale di collaborare e portare a casa ottimi risultati. Del resto, Grecia e Germania sono strette da un “amore culturale” sin dal 1800, quando Schliemann riportò alla luce i resti di Troia. Ma anche dalla celebrazione del mondo classico di poeti del calibro di Goethe, Schiller e Hölderlin.

La figura di Ulisse, inevitabilmente, richiama i molti problemi legati al viaggio e alla migrazione. Se il viaggiatore Ulisse cercava la via di casa dopo la guerra di Troia, i molti Ulisse cercano soltanto un rifugio dalla fame, dalla miseria, e dalla sofferenza. Recente testimonianza di questo viaggio nell’orrore è la poesia di Segen, autore del nuovo inferno dantesco targato 2018. Se la cultura marcia spedita, la politica come sempre sta a guardare e temporeggia. E i nuovi Ulisse non riescono a trovare affetto, cibo ed empatia.

La situazione in Italia. Duole dire che per l’Italia questa è un’altra delle troppe occasioni perse. Il ministero dei beni culturali avrebbe potuto attivamente contribuire alla ricerca e dimostrare che in un paese come l’Italia con la cultura si vince e si mangia. Le domande del professor Settis rivolte al premier Conte risuonano, alla luce di questa scoperta, amaramente profetiche. Nemo propheta in patria est. Il capitolo arrivi e integrazione è ormai diventato un motivo di propaganda elettorale. Chissà cosa sarebbe successo a Ulisse fosse vissuto nel 2018 e avesse dovuto essere accolto a Lampedusa o Pozzallo.

Provo sincero dispiacere che la notizia della scoperta della tavoletta dell’Odissea sia passata in secondo piano perché il calcio o qualsiasi altra cosa ha ormai da sempre la precedenza. Dimostriamo che con la cultura si mangia, si vince e che non può passare in secondo piano. Perché ne va del nostro futuro come esseri umani. Buona fortuna all’Odissea, alla cultura, e alla Grecia. 

Andrea Di Carlo per MIfacciodiCultura

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