“Uno sguardo in bianco e nero: Giovannino Guareschi fotografo” a Cervia

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Uno sguardo in bianco e nero: Giovannino Guareschi fotografoMezzo secolo è trascorso da quando Giovannino Guareschi (Fontanelle di Roccabianca, 1° maggio 1908 – Cervia, 22 luglio 1968), il celebre ideatore della saga di Peppone e Don Camillo, se n’è andato. Lui, artista poliedrico e sincero, che ha raccontato attraverso molteplici forme di espressione la storia di un’Italia che, dal 1908, anno della sua nascita, ha subito non pochi mutamenti. In occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte, avvenuta il 22 luglio 1968, Cervia lo vuole ricordare con una mostra fotografica faccia scoprire lo sguardo ironico e sarcastico che Giovannino Guareschi aveva sul mondo: Uno sguardo in bianco e nero: Giovannino Guareschi fotografo.

Egli, oltre ad essere stato un noto giornalista, era anche disegnatore e scrittore. La sua notorietà è senza dubbio dovuta alla intramontabile saga che racconta le avventure di due singolari personaggi: da un lato Don Camillo, parrocco antifascista ma furbo sostenitore dello status quo, e Peppone dall’altro, sindaco emiliano comunista (binomio indissolubile soprattutto per quei tempi), altamente petulante ma profondamente  buono. Attraverso queste due figure, Guareschi ha trovato il modo di raccontare due facce dell’Italia post-bellica in modo veritiero ma ironico, che l’hanno resto uno degli scrittori italiani più venduti al mondo e senza dubbio il più tradotto.

Sul lungomare Gabriele D’annunzio, dal 20 luglio al 30 agosto, saranno quindi visibili i suoi scatti in bianco e nero, tratti da una collezione di migliaia di fotografia accuratamente conservate e catalogate grazie al lavoro dei figli Carlotta e Alberto Guareschi. Le foto presenti nell’esposizione Uno sguardo in bianco e nero: Giovannino Guareschi fotografo sono tutte scattate tra il 1935 e gli anni Sessanta, e danno prova di un’ulteriore espressione di quella che è stata la sua produzione artistica e il suo punto di vista sul mondo in generale, sin particolare sull’Italia.

Egli, infatti, è ricordato anche per il suo caratterino pungente e per non avere peli sulla lingua, due caratteristiche che gli hanno procurato una incarcerazione e persino la deportazione durante la Guerra Mondiale. Di certo, però, non si è lasciato intimidire e ha continuato a scrivere e a creare giornali che, attraverso articoli e vignette, potessero raccontare quella che secondo lui era la verità su un’Italia con molte ferite.

La mostra, promossa dall’Istituto dei beni Culturali dell’Emilia Romagna e a cura di Giuseppina Benassati, vedrà la presenza di venti pannelli situati vicino al mare, con una raccolta di foto rigorosamente in bianco e nero. L’intera collezione è conservata nell’archivio di Roncole Verdi ed è disponibile online su Imago, un catalogo virtuale per opere grafiche e cartografiche, curato dai figli dell’artista. Tra gli scatti sono presenti autoritratti e autoscatti che conservano sicuramente qualcosa di grottesco, ma sono tanti anche i riferimenti connotativi della sua esistenza come le macchine da scrivere, pennelli, libri e pile di giornali. L’iniziativa Uno sguardo in bianco e nero: Giovannino Guareschi fotografo è tuttavia solo una delle tante iniziative che la riviera romagnola ha organizzato per ricordare un artista di fama così grande.

Uno sguardo in bianco e nero: Giovannino Guareschi fotografo 
A cura di Giuseppina Benassati
Lungomare Gabriele D’Annunzio, Cervia
Dal 20 luglio al 30 agosto 2018

Annalaura Manfredini per MIfaccciodiCultura

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