Bel Paese di nome. E di fatto? – Addio al Turismo, ecco il nuovo Mibac

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Ministro Alberto Bonisoli

Nell’audizione dello scorso 10 luglio per la prima volta davanti alla Commissione di Camera e Senato il Ministro Alberto Bonisoli ha presentato, dopo una grande attesa, il suo nuovo Mibac. Nessun errore, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali si è rifatto anche il nome, abbandonando, con un decreto approvato lo scorso 2 luglio, la delega del Turismo. Si torna alla situazione precedente al Governo Letta, adesso il turismo viene accorpato al Ministero dell’Agricoltura affidato a Gian Marco Centinaio, con un trasferimento di risorse e di personale che vale 46 milioni di euro.

Parla poco il nostro Ministro, e di questo ce ne eravamo già accorti, ma promette di ascoltare e di fare di più. Nelle sue linee programmatiche in primo piano la promessa di destinare, nella prossima finanziaria d’autunno, più risorse alla cultura. Il Mibac ha urgentemente bisogno di personale qualificato. Oltre al deficit di circa 3000 unità, come è stato stilato, l’allarme è per i prossimi anni. La maggior parte dei lavoratori del Ministero è di età vicina ai 60 anni, ciò significa che molti saranno prossimi alla pensione. Bisogna ringiovanire il Ministero ma non attraverso stratagemmi o immissioni di massa. Il nostro Paese è pieno di giovani talenti, qualificati ed esperti nel settore artistico e culturale in attesa di un’occupazione. Allo scorso concorso si sono presentati in 20.000 e soltanto 1000 sono stati assunti, tra le difficoltà ed i ritardi. Bonisoli ha dichiarato la volontà di un piano strategico di assunzioni di circa 6.000 unità, anche se come al solito ha parlato di settore amministrativo. Spero non dimentichi che il Ministero è addirittura in carenza delle personalità tecniche di livello “inferiore”.

Palazzo del Collegio Romano – sede amministrativa del Ministero

Specchio della situazione drammatica è stata la lettera di richiesta dei volontari del servizio civile indirizzata ai ministri Bonisoli, Bongiorno e Di Maio per chiedere un’assunzione stabile e continuare il lavoro svolto nella maggior parte dei musei statali, archivi e biblioteche, in vista di settembre e dello scadere della loro prestazione.

Con una grande prova di umanità ed onestà, a cui purtroppo non siamo abituati, il ministro Bonisoli ha ammesso di voler continuare l’operato del suo predecessore, riconoscendo a Dario Franceschini un aumento di bilancio e il coraggio di aver intrapreso una direzione diversa e di cambiamento rispetto al passato: dire basta ai tagli alla cultura, che non fanno rumore, dice Bonisoli, ma fanno molto male. Un progetto ambizioso ed un cambio di rotta quello che ha in mente il nostro Ministro. Nelle sue parole una forte carica positiva per smuovere le coscienze della nostra società cercando di puntare sulla cultura per ripartire. La cultura può giocare un ruolo molto importante per la produzione ed il profitto e soprattutto per il lavoro. 

Infine, il Ministro Bonisoli si riserva di riflettere sulla soluzione delle domeniche gratuite e sul Bonus cultura. Su quest’ultimo sta pensando, infatti, dal 2020 di trasformarlo in un incentivo per la cultura non solo rivolto ai diciottenni ma ai giovani in generale per favorire l’acquisto di libri, ingresso ai musei, spettacoli teatrali.

Appare molto contento Bonisoli della scelta di aver staccato dal suo Ministero il Turismo, la considera una grande opportunità per i nuovi processi decisionali. Accorpare in un unico Ministero l’Agricoltura ed il turismo, e mantenere serrati ed uniti i beni e le attività culturali dall’altra parte, significa promuovere il Made in Italy, valorizzare quei settori produttivi che rappresentano la nostra eccellenza e dare un nuovo impulso alla base del vero sviluppo economico del nostro Paese.

Alejandra Schettino per MIfacciodiCultura

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