“Il paziente inglese” vince il Golden Man Booker Prize

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Il paziente inglese (edito da Garzanti)  ha vinto il Golden Man Booker Prize. Si tratta di un’edizione speciale del premio letterario (il Man Booker Prize for Fiction) istituito nel 1968. Viene assegnato ogni anno al miglior romanzo scritto in lingua inglese e pubblicato nel Regno Unito: si tratta di un premio estremamente prestigioso, in quanto al vincitore è garantito il successo a livello mondiale.

Il Golden Man Booker Prize è, appunto, un’edizione speciale di questo premio, in quanto è stata organizzata in occasione dei suoi cinquanta anni. Questa particolare edizione è stata vinta dallo scrittore singalese e naturalizzato canadese Michael Ondaatje, col suo celebre libro Il paziente inglese. Questo libro aveva già, nel 1992, vinto il Booker Prize, ma aveva condiviso il premio con Sacred Hunger di Barry Unsworth.

Il paziente inglese racconta le vite di quattro personaggi durante la Campagna del Nordafrica e della Campagna d’Italia, storiche battaglie avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale. In questo scenario terribile, tre uomini e una donna trovano rifugio in un convento presso la campagna toscana, in un convento, prima occupato dai nazisti e poi trasformato dagli alleati in ospedale. La donna si chiama Hana ed è una giovane infermiera dell’esercito canadese che offre il suo aiuto a uno sconosciuto, gravemente ferito in seguito a un incidente aereo nel deserto. L’uomo in questione è Laslzo Almasy, un conte ungherese ed esploratore del deserto, che viene chiamato da Hana Il paziente inglese, in quanto era membro di un gruppo di cartografi britannici. Gli altri due sono David Caravaggio, spia dei servizi segreti britannici e Kip, un artificiere incaricato di trovare e disinnescare gli esplosivi lasciati nei dintorni dai tedeschi che, nel frattempo, visti gli esiti delle campagne militari, si stavano ritirando.

Il paziente inglese
Michael Ondaatje

Ad ogni modo, il libro di Michael Ondaatje ricostruisce, attraverso le vicende narrate, i sentimenti e i ricordi dei protagonisti in maniera molto efficace, le conseguenze e le realtà della guerra sul lettore, che quindi si riesce ad immedesimarsi all’interno di questa storia. Probabilmente l’aspetto più interessante di un romanzo è proprio questo: l’immedesimazione. Riuscire a far emozionare un lettore, raccontando una vicenda storicamente reale ma che dallo stesso lettore non è stata vissuta, dà un senso ancora più profondo alla lettura. Nonostante i premi e le celebrazioni, tuttavia, Michael Ondaatje resta sempre molto critico nei confronti del suo romanzo, da cui è stato tratto l’omonimo film nel 1996, di Anthony Mighella, che si è aggiudicato ben nove premi Oscar:

Nemmeno per un secondo posso illudermi che il mio sia il miglior libro fra quelli della lista finale, soprattutto tenendo conto che comprende anche un romanzo di V. S. Naipaul, cioè uno dei grandi maestri del nostro tempo, e un capolavoro come Wolf Hall. So più di chiunque altro che Il paziente inglese non è perfetto e ha degli errori nella gestione del ritmo.

Dunque, nonostante Il paziente inglese abbia vinto praticamente per due volte il prestigioso premio inglese (Man Booker Prize for Fiction nel 1992 e il Golden Man Booker Prize recentemente), l’autore resta estremamente critico nei confronti della sua creazione.

Che sia questa la differenza tra una mente comune ed una geniale?

Francesco Dalla Casa per MIfacciodiCultura

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