Estate 2018: niente Mondiali, ma dai tormentoni musicali non si scappa

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Non solo tra le file degli accaniti tifosi di calcio ci si è lamentati dell’esclusione dell’Italia ai Mondiali. Questo fatto, un tormentone che i media, i profili social e il dire comune continuano a sottolineare, anche ora che la competizione si è conclusa con la vittoria della Francia sulla Croazia. Tuttavia, in Italia altri tipi di tormentoni non mancano ugualmente, se pensiamo alla sfera musicale commerciale che, volenti o nolenti, a volte siamo costretti ad ascoltare se ci troviamo in giro per centri commerciali o semplicemente se accendiamo il lettore radio in macchina. Generalmente però sono le mete di vacanza ad accumulare maggiormente questi tormentoni musicali, che assalgono le nostre orecchie, al di là dell’età che abbiamo, e per cui preferiremmo ascoltare altri generi. Tutto questo, appunto, non si smentisce neanche durante quest’estate 2018.

Pare essere declassato quel periodo in cui le famiglie si godevano con calma l’ascolto degli album appena usciti nelle proprie case: ogni luogo pubblico ormai è assalito dalla tecnologia, per cui ogni dispositivo elettronico emette suoni e canzoni che ci presentano le hit del momento, anche se queste non rispecchiano affatto i nostri gusti in materia. D’altro canto, bisogna ammettere che gran parte della gioventù d’oggi – per non parlare anche delle masse di preadolescenti e adolescenti che si aggiungono – non può fare a meno di tale musica commerciale che ci sovrasta con ritornelli facili da memorizzare e ritmi molto spesso elettronici e ripetitivi.

Due degli autori italiani che si stanno godendo il successo grazie alla produzione di tormentoni estivi sono Takagi e Ketra, che a loro nome hanno firmato, ad esempio, Amore e Capoeira, Italiana, Non ti dico no e, tornando indietro di pochi mesi, Roma-Bangkok, Vorrei ma non posto, L’esercito dei selfie. Rispettivamente Giusy Ferreri e Sean Kingston, Fedez e J-Ax, Boomdabash e Loredana Bertè (con un eco visibilmente raggae dal 1979 di E la luna bussò) sono le voci che hanno colorato questi brani. Passando invece ad altri nomi, come non citare Fabio Rovazzi e Alvaro Solar? Il primo, youtuber milanese classe 1994, si è fatto conoscere per il tormentone del 2016 Andiamo a comandare e, in seguito, ha collaborato con J-Ax, Gianni Morandi, Al Bano suscitando visibilio nella generazione Millennials. Quest’estate, infatti, uscirà con il brano Faccio quello che voglio. Il secondo, di origine spagnola (anche se suo padre è tedesco e sua madre metà belga e metà spagnola), ha debuttato in Italia con il tormentone El mismo sol nel 2015, a seguire Sofia nel 2016, e in questo 2018 arriva La cintura. Infine, per accontentare un pubblico un po’ più avanti con l’età, anche quest’estate riporta sull’onda il nome di Edoardo Vianello, cantautore romano che fece il suo primo successo nel lontano 1961 nel varietà Studio Uno. Ha firmato pezzi come Abbronzatissima e Pinne, fucile ed occhiali e le sue hit sembrano essere tornate di moda, calzando perfettamente con l’eco dei tormentoni estivi.

In casi come questi ci si chiede quanta percentuale del successo sia costituita dalla musica vera e propria e quanta dal commercio: purtroppo la risposta sembra tendere al secondo fattore, dato che il pubblico in questi ultimi anni pare non riuscire a resistere all’ultima nota che cavalca l’estate, chissà, dimenticando o non conoscendo quei generi che dal cantautorato italiano al blues, dal rock al jazz hanno costituito la storia della musica internazionale dagli anni Sessanta in poi, regalandoci voci, testi e melodie perfette e intramontabili.

Francesca Bertuglia per MIfacciodiCultura

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