Alla Pinacoteca di Brera il restauro si esegue in trasparenza

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Alla Pinacoteca di Brera a Milano esiste un laboratorio trasparente dove tutto il processo di restauro delle opere può essere visto in diretta dai visitatori: un esempio di ciò, è proprio quello che si sta svolgendo su una delle opere più conosciute dell’artista romantico Francesco Hayez, Ritratto di Alessandro Manzoni (1841, olio su tela, cm 1.20 x 93). Quest’opera è stata commissionata all’artista dalla moglie del celebre scrittore, Teresa Manzoni Stampa, sposata in seconde nozze, la quale nei suoi diari dirà essere un portento di somiglianza.

Ritratto di Manzoni, Hayez

Il laboratorio di restauro a forma di cubo, tutto interamente in pannelli di policarbonato, un materiale simile al vetro, è stato inaugurato nel 2002 ed è dotato delle migliori tecnologie esistenti come aspiratori per i solventi, luci a led che ricreano la fonte naturale, una componente primaria nei lavori di restauro e una piattaforma mobile che permette lo spostamento di opere e restauratori in tutta sicurezza.

La Pinacoteca di Brera ha sempre dato importanza all’aspetto del restauro come processo fondamentale di ripristino delle funzionalità e dell’efficienza delle opere.

Le opere d’arte all’interno di un museo, e non solo, hanno il ruolo per eccellenza, sono concepite come uno strumento di comunicazione e di espressione di un pensiero di ciò che l’artista voleva creare, attraverso una serie di linguaggi diversificati. L’opera educa, incanta e rievoca sensazioni o situazioni che mai avremmo immaginato senza il suo aiuto.

Riportare un’opera alla vita attraverso il restauro significa riconoscere in essa un’opera d’arte, non solo nella sua consistenza fisica ma anche nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua fruibilità e trasmissibilità al futuro.

Il laboratorio di restauro, il famoso cubo trasparente, è posto al centro del percorso espositivo, nella sala XVIII, il visitatore ha un’opportunità unica di poter ammirare i capolavori esposti ma allo stesso tempo di lasciarsi incuriosire dalla rinascita di un’opera d’arte nei vari passaggi e soprattutto di poter osservare anche il retro dell’opera, un punto di vista solitamente nascosto. Allestimento e restauro sono fusi tra loro perché, in realtà, un aspetto non può escludere l’altro e fanno parte di un unico processo.

Tra i restauri più importanti della Pinacoteca di Brera c’è un’altra opera di Hayez, donato alla Pinacoteca dalla figlia adottiva del pittore Angiolina, ed è L’Autoritratto di Francesco Hayez. La sua rinascita è iniziata a gennaio 2018 e si è conclusa ad aprile dello stesso anno.

Non ci sono solo restauri visibili alla Pinacoteca di Brera ma anche depositi visibili, trasparenti e fruibili al pubblico. In un’intervista, il direttore anglocanadese James Bradburne, che da marzo 2015 guida con eccellenza il museo, sostiene che il compito di un museo è sicuramente quello di acquistare e conservare ma soprattutto mostrare le opere a chi il museo lo rende vivo, a chi il museo lo vive e ne rimane affascinato: il pubblico. Il diversificato pubblico di Brera quindi acquista valore ed è anche così che un museo rispetta l’arte, mettendola a disposizione di tutti perché l’arte è di tutti. Il verbo mostrare quindi diventa elemento fondante per questa realtà che rende ciò che di più prezioso c’è in un museo trasparente.

Laura Testa per MIfacciodiCultura

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