“Il giovane Holden” di J. D. Salinger: un inno alla vita che non conosce tempo

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Un romanzo di formazione, per quanto smisurato o semplice possa essere, ha il merito di incidere in modo tangibile sui più importanti momenti trasformativi della vita. Un archetipo di questo genere letterario è sicuramente Il giovane Holden (The Catcher in the Rye), capolavoro dello scrittore statunitense J. D. Salinger e primo grande esempio della Beat Generation, un movimento giovanile che si sviluppò negli Stati Uniti intorno agli anni cinquanta con lo scopo di combattere una vera e propria rivoluzione culturale; tra gli autori che ne hanno fatto parte, scrittori del calibro di Allen Ginsberg, Jack Kerouac e William Burroughs.

Dalla pubblicazione (16 luglio 1951) il libro di Salinger ha venduto decine di milioni di copie e ancora oggi, oltre ad essere inserito ai primi posti nelle classifiche dei titoli più venduti di sempre, continua ad attrarre nuove generazioni di lettori.

Io sono il più fenomenale bugiardo che abbiate mai incontrato in vita vostra. È spaventoso. Perfino se vado all’edicola a comprare un giornale, e qualcuno mi domanda che cosa faccio, come niente dico che sto andando all’opera. È terribile.

Il giovane Holden
Alcuni mebri della Beat-Generation

Holden Caulfield è la voce narrante, il giovane protagonista del romanzo. Ha diciassette anni, un’aria ribelle, a tratti distrutta, e proviene da una famiglia benestante di New York. Come molti adolescenti, egli ha desideri, aspirazioni ma soprattutto un sogno irrealizzabile, ovvero difendere l’innocenza e la purezza dei bambini. Siamo in prossimità delle vacanze di Natale e dopo essere stato cacciato dal Pencey, il prestigioso college dove era iscritto, Holden vaga senza meta per la città, entrando in cinema, alberghi, bar, passeggiando per Central Park e chiedendosi dove vanno a finire le anatre quando in inverno il lago del parco si ghiaccia. Un piccolo viaggio, apparentemente incomprensibile, ma che inciderà profondamente sulla vita del giovane e sulla sua voglia di capire le ipocrisie, le contraddizioni e le brutture del mondo.

Ti succede mai di averne fin sopra i capelli? […] Voglio dire, ti succede mai d’aver paura che tutto vada a finire in modo schifo se non fai qualcosa? Voglio dire, ti piace la scuola e tutte quelle buffonate?

Leggere Il giovane Holden significa vagabondare tra disperazione e disinganno, annichilire ogni forma di convenzione sociale e culturale, percepire la tirannia di un tempo che vola sopra le nostre vite senza preavviso alcuno. Lo stile del racconto è scorrevole, essenziale, senza inutili snobismi o raffinate digressioni. La prima persona narrante comunica attraverso un linguaggio parlato, umoristico, grazie al quale riesce a mostrare al lettore il più infimo strato di imperfezione, la più latente voglia di stabilità.

Nonostante siano passati ben sessantasette anni dalla sua pubblicazione, il capolavoro di J. D. Salinger resta una storia rigorosamente attuale, una storia maledetta in cui ogni adolescente, ma non solo, può riconoscersi o rifugiarsi. Un simbolo, un inno, una lezione di vita. Il giovane Holden è molto più di un romanzo, molto più di una qualche storiella per ragazzini incompresi. Non a caso, nell’edizione originale, la copertina è completamente bianca. Nessun immagine, nessuna trama, per volontà dello stesso autore, che voleva che i lettori scegliessero il libro per il suo contenuto e per il desiderio di immergersi nella storia.

Una storia che va letta e riletta più volte, magari in differenti momenti della nostra vita, così da afferrarne l’intima essenza, il giusto equilibrio e rendersi conto che alla fine, Holden Caulfield non è nient’altro che la nostra cappa di silenzio, la nostra fragilità di fondo. Holden Caulfield è ognuno di noi, alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

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