Henry David Thoreau: disobbedienza civile e natura

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Henry David Thoreau nasce a Concord (Middlesex, Massachusetts) il 12 luglio 1817; anche se le sue origini sono umili, riuscirà a frequentare Harvard e conseguire la laurea nel 1837, dedicandosi poi all’insegnamento.

Henry David Thoreau: disobbedienza civile e natura

A plasmare e indirizzare il suo pensiero è sicuramente il profondo rapporto di amicizia che lo lega a Ralph Waldo Emerson, che lo porterà ad aderire alla corrente del trascendentalismo. Sono sicuramente i due filosofi americani più attivi in essa, che crede nell’esistenza di un altro piano oltre a quello meramente fisico – appunto, un piano trascendentale.

Ma sono due, in particolare, i grandi interessi di Thoreau: la natura e la politica.

Sicuramente il suo ruolo, soprattutto nella storia americana ma non solo, è fondamentale: nel 1846 scrive Disobbedienza Civile, che leggeranno anche Martin Luther King e Gandhi. Il trattato nasce da un episodio di cronaca: il filosofo si rifiutò di pagare una tassa imposta dal governo per finanziare la guerra schiavistica in Messico; verrà anche incarcerato per questo, anche se per una notte sola.

La prigione è l’unico posto che si convenga a un cittadino onesto in uno stato in cui è legalizzata e tutelata la schiavitù.

Nasce così in lui la necessità di una disobbedienza verso le istituzioni, ma mai violenta. Crede infatti che, attraverso questa, si possa cambiare il governo, migliorandolo: non è anarchia o rivoluzione, ma solo un processo di mutamento, di miglioramento. Umo strumento per ottenere risultati.

Thoreau è, sicuramente, caratterizzato da una buona dose di ottimismo, forse dovuto anche al periodo in cui nasce e crece.

Henry David Thoreau: disobbedienza civile e naturaNel ’45 si trasferisce sul lago Walden, sia poiché sentiva il bisogno di vivere nella natura, sia per protesta taciturna al governo. Il contatto con la natura è per lui fondamentale, per diversi aspetti: innanzitutto, per avere uomini e società migliori, essendo necessario un rinnovamento che parta da un contatto diretto e originario con la natura. Il suo Walden, ovvero La vita nei boschi, è sia un trattato che un diario: ci racconta della sua esperienza, meravigliosa e pacifica, nel verde, ma anche della necessità di questo isolamento.

Il contatto con la natura è di vitale importanza perché è quello che può far emergere la propria personalità, il proprio io, la propria essenza in ogni uomo. Ancora meglio è, secondo Thoreau, se al contatto con la natura si aggiunge la scrittura: questa è mezzo privilegiato per esprimere e scoprire le profondità del nostro animo.

Disobbedienza civile, contatto con la natura, scrittura come via prediletta: chi lo avrebbe mai detto che, a dire tutto ciò, sarebbe stato un americano del XIX secolo, morto nella sua Concord il 6 maggio 1862?

Siamo tutti scultori e pittori, e il nostro materiale è la nostra stessa carne, il nostro sangue, le nostre ossa.

Marta Merigo per MIfacciodiCultura

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