“Zoe”, l’amore e l’intelligenza artificiale: il nuovo dramma di Drake Doremus

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Uscirà sulla piattaforma Amazon questo mese Zoe, il nuovo lungometraggio di Drake Doremus con Lea Seydoux, Ewan McGregor e Theo James: presentato in anteprima al festival di Tribeca e prodotto dagli Amazon Studios, il film è un dramma romantico fantascientifico che esplora le dinamiche sentimentali attraverso la metafora dell’intelligenza artificiale.

Non è la prima volta che Doremus si approccia a questo genere cinematografico: già nel 2015 girò Equals, pellicola fantascientifica di orwelliana memoria con Kristen Stewart e Nicholas Hoult. Se Equals raccontava il dramma di due innamorati in una società che uccide le emozioni attraverso mutazioni genetiche, Zoe invece è la storia di due colleghi che intraprendono uno studio su come migliorare e perfezionare la relazione romantica. Man mano che il lavoro progredisce, Cole (Ewan McGregor)  fa scoperte sempre più profonde e, come ci si può aspettare, intraprende una storia con la collega Zoe (Lea Seydoux), creatura sintetica e intelligenza artificiale. Le atmosfere ricreate nel trailer ricordano alcune puntate più soft di Black Mirror  e un capolavoro del genere sentimentale fantascientifico, Her (Spike Jonze):

Zoe si aggiunge a una lunga fila di opere che negli ultimi dieci anni hanno trovato ampio consenso tra il pubblico: la fantascienza non si pone più solo come un racconto epico dai toni avventurosi e dinamici, ma come un momento di riflessione profonda e di malinconia. Si racconta il fantasma di qualcosa incarnato nelle tecnologie avanzate, lo spettro di ciò che nel nostro presente si sta via via consumando per cedere il passo a un mondo più grigio, un mondo dove l’amore rappresenta l’ultimo atto di ribellione. Con la fantascienza che si mescola alle atmosfere da Sundance ne è risultato un ibrido perfetto soprattutto per il pubblico più giovane: anche Equals, del resto, si attestava perfettamente come un teen drama.

A giudicare dal trailer, invece, Zoe sembra essere un’opera più adulta rispetto al suo predecessore. Per constatarne la sua originalità, tuttavia, dovremo aspettare il suo esordio (la data di uscita in Italia è ancora sconosciuta). Il topic al centro del film, quello dell’incontro tra intelligenza artificiale ed essere umano, è stato già largamente trattato e diventa sempre più difficile creare un’opera del genere che possa colpire davvero gli spettatori. Di certo Zoe dalla sua ha un cast degno di nota: il volto austero e allo stesso tempo delicato della Seydoux si sposa perfettamente con il tipo di sensazione che questo genere di film vuole trasmettere, così proprio come Theo James e un Ewan McGregor il cui ruolo appare essere più ambiguo di quel che la sinossi del film vuol farci credere. Nel cast sarà presente anche Christina Aguilera nei panni di un androide usata come prostituta, chiara metafora sul come la tecnologia sia in grado di smantellare pian piano le relazioni al giorno d’oggi, non solo quelle sentimentali.

Ma più che la sua originalità nel panorama del genere sentimentale – fantascientifico, sarà interessante vedere se questo giovane regista classe 1983 riuscirà a fare il salto di qualità e offrirci un lavoro interessante al di là della materia trattata.

Carmen Palma per MIfacciodiCultura

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