#ArtSpecialUNESCO – Le Feste delle grandi macchine a spalla

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Dopo aver parlato della città industriale di Ivrea, ultimo bene culturale italiano cui è stato riconosciuto valore di patrimonio dell’umanità, torniamo a parlare di Intangible Cultural Heritage con le Feste delle grandi macchine a spalla, divenute patrimonio UNESCO nel 2013.

La Varia di Palmi, processione del comune in provincia di reggio Calabria, sito UNESCO dal 2013

Quattro sono le feste che compongono questo articolato sito UNESCO: la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari ed infine il Trasporto della macchina di Santa Rosa a Viterbo, una delle pratiche religiose italiane più celebri. Ciò che rende queste manifestazioni uniche nel loro genere è il particolare mezzo di trasporto con cui le statue, dedicate ai Santi protettori, vengono fatte sfilare attraverso le città di Nola, Palmi, Sassari e Viterbo. Le icone, infatti, montate su imponenti carri scenici, vengono portate a spalla da addestrati facchini secondo rituali che le comunità di riferimento si tramandano da generazioni.

La Festa dei Gigli di Nola si svolge il 22 di giugno di ogni anno in onore a San Paolino ed al sacrificio che egli compì per liberare il comune campano dall’invasione dei Visigoti, arrivati in città nel 410, al seguito del loro re, Alarico I. E se agli esordi di questa sentita pratica sociale, le strutture che venivano portate in processione consistevano in rudimentali costruzioni, già nell’800 ad essere portate a spalla erano le 8 torri in legno, alte 25 metri, che, ancora oggi, decorate con la carta pesta e dal peso stratosferico di circa 25 quintali ciascuna, rappresentano il vero spettacolo della festa.

La Varia di Palmi è, invece la festa popolare che si celebra nel comune calabrese di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, per rendere omaggio alla Maria Santissima della Sacra Lettera. Il trasporto della Varia (per tale deve intendersi l’enorme carro sacro nel suo complesso) viene effettuato per il tramite dei così detti Mbuttaturi (portatori) in numero di 200. La Varia è alta 16 metri e comprende le rappresentazioni dell’universo, dell’assunzione in cielo della Vergine Maria oltre ad altri personaggi quali la Madonna, il Padreterno, gli Apostoli e gli angeli.

La leggenda vuole che in un 14 agosto del ‘500 la Madonna Assunta salvasse la popolazione di Sassari da una catastrofica epidemia di peste. In ricordo del presunto miracolo, ancora oggi, la comunità di Sassari festeggia il giorno prima di ferragosto con la Faradda dei Candelieri, la processione dei gremi ovvero di grandi ceri in legno, detti anche “candelieri” e rappresentativi delle categorie dei mestieri.

La Faradda dei Candelieri di Sassari, in cui i alte colonne in legno vengono fatte sfilare per le vie della città

Dulcis in fundo, il trasporto della macchina di Santa Rosa a Viterbo, rappresenta la quarta ed ultima celebrazione popolare e religiosa inserita nel 2013 nella Lista del patrimonio immateriale dell’umanità. Il marchingegno di questa sentita festa patronale pesa ben 51 chili ed è alta circa 30 metri. L’enorme carro viene fatto sfilare durante la notte del 3 settembre, e, tutto illuminato, viene trasportato sulle spalle di cento uomini detti anche i cento facchini di Santa Rosa. La realizzazione della macchina richiede tempo e investimenti economici importanti da parte del Comune di Viterbo se pensiamo che la struttura viene commissionata ex novo ogni cinque anni al miglior costruttore che si sia aggiudicato l’incarico con contratto di appalto pubblico. L’ultimo enorme carro scenografico per Santa Rosa, ancora in uso, è stato realizzato nel 2015, in 100 giorni, dalla Edil Nolo Tuscia secondo il progetto dell’Arch. Raffaele Ascenzi, ex facchino della macchina. Gloria, questo il nome dell’opera ancora in uso è la seconda ad essere stata ideata dall’Arch. Ascenzi per la festa dedicata alla Santa: al Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari di Roma, infatti, è custodita Ali di Luce (che fu utilizzata tra il 2003 ed il 2008), materialmente assemblata da Contaldo Cesarini sempre su progetto dell’Ascenzi.

Le feste delle grandi macchine a spalla attirano ogni anno migliaia di turisti e devoti, rappresentando, al contempo, un momento di coesione importante per le comunità coinvolte. Accompagnate da cortei e musiche, da vestiti tradizionali e dallo spirito religioso che le contraddistingue, queste celebrazioni riescono a mantenere il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione rinforzando il senso di identità.

Azzurra Baggieri per MIfacciodiCultura

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