#1B1W – “Non buttiamoci giù” e il dissacrante umorismo di Nick Hornby

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Nick Hornby è uno scrittore e sceneggiatore inglese, famoso per il suo umorismo pungente e la sua capacità di creare personaggi che rispecchiano la società che lo circonda. Diventato celebre per il suo primo libro, l’autobiografico Febbre a 90º, è conosciuto anche per Alta Infedeltà e Un ragazzo. Pubblica Non buttiamoci giù nel 2005, in Italia pubblicato nello stesso anno nella collana Narratori della Fenice da Guanda.

Il libro inizia a Londra, la notte di San Silvestro di un anno contemporaneo non ben definito: quattro individui si incontrano per caso sopra il tetto di un palazzo chiamato per tutta la città “La casa dei suicidi”, intenzionati a buttarsi giù. Questi quattro personaggi sono tutti molto diversi tra loro: abbiamo un conduttore TV che ha tradito la moglie con una ragazzina di quindici anni, una signora di mezz’età madre di un ragazzo affetto da una fortissima disabilità, una ragazza punk, logorroica e folle, ed infine un ex musicista americano depresso per i suoi insuccessi musicali che fa il porta pizze. Dopo essersi resi conto che tutti e quattro erano lì per suicidarsi in una delle notti più tristi dell’anno, i quattro prendono la decisione insieme di non buttarsi e di rimandare la fine delle proprie vite fino a San ValentinoDa quel momento in poi, però, si uniranno in una strampalata gang poco uniforme, attraversando una serie di bizzarri eventi tra angeli, interviste per la stampa, vacanze al mare e interventi familiari strampalati.

Un romanzo al limite del paradosso che, con i suoi grotteschi personaggi, intrattiene il lettore per trecento deliranti pagine. Una caratterizzazione sicuramente stereotipata, che però riesce a non cadere troppo nei luoghi comuni e nel banale. Ci troviamo dunque di fronte a quattro protagonisti molto diversi ma che incarnano alcune caratteristiche chiave della società londinese: Martin è un uomo cinico ed egoista, che bada solo al suo tornaconto personale; Maureen ha affrontato un’esistenza di sacrifici e per la prima volta da quando il suo Dio le ha donato il fardello di Matty, suo figlio, riesce a vivere in qualche modo la sua vita; JJ è un musicista fallito che non accetta di avere una vita mediocre e senza uno scopo; e Jess è una figlia di un viceministro, che non riesce a tenere a freno la lingua, rabbiosamente cinica per l’adolescente che è. I quattro si incontrano, si scontrano, si detestano, si provocano a vicenda, litigano, piangono, unendosi però in uno strano idillio che permette loro di mostrarsi per come sono veramente, poiché in un certo modo solo tra loro riescono a comprendersi a vicenda.

Nick Hornby ci racconta questa storia dividendola in capitoli: ognuno di esso è raccontato in prima persona da uno dei suoi protagonisti, mostrando la poliedricità dell’autore. I racconti così divisi rispecchiano fedelmente la costruzione psicologica dei personaggi, personalizzando sia lo stile di scrittura che i pensieri di questi attraverso cambi drastici di linguaggio e registro, rendendo la storia scorrevole e osservabile da più punti di vista. Il tutto contornato da un black humor accattivante che rende spassosa la lettura.
L’autore attraverso l’espediente comico, inserisce in Non buttiamoci giù riflessioni profonde e a tratti commoventi, raccontandoci attraverso le voci dei suoi personaggi la solitudine umana e come questa possa portare un individuo a cercare di mettere fine la sua vita.

Il tema principale di Non buttiamoci giù, infatti, è il suicidio. Un atto estremo raccontato con una naturalezza disarmante, senza mezzi termini ma soprattutto senza portarsi dietro il carico di emozioni che in genere si trascina in letteratura. Il suicidio affrontato con leggerezza, rendendo quasi l’intero libro un gigantesco ossimoro.

Nick Hornby

Non buttiamoci giù è un libro divertente e dissacrante che fa sorridere estremizzando pregi e difetti della condizione umana. Un romanzo che sdrammatizza su un tema delicato quanto il suicidio, portando con sé un messaggio di fondo molto importante: bella o brutta che sia, abbiamo una sola vita a disposizione per perderla così. Ed in fondo non ha senso buttarsi giù.

Giorgia Chiaro per MIfacciodiCultura

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