Camille Pissarro, un artista poliedrico dall’animo gentile

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Camille Pissarro
Camille Pissarro, Autoritratto

Camille Pissarro (Charlotte Amalie, 10 luglio 1830 – Parigi, 13 novembre 1903) è stato uno tra i pittori maggiormente poliedrici del XIX secolo. La sua arte ha toccato molte correnti, dal Puntinismo passando per l’Impressionismo, il Realismo ed infine l’arte accademica. La sua versatilità artistica è stata probabilmente influenzata da un retroscena variegata: il padre, di religione ebraica, e la madre avevano origini culturali differenti, spaziando dalla Francia al Portogallo. A plasmare la mente di Pissarro sarà anche il primo viaggio lontano dal nucleo famigliare, raggiungendo da solo il Nicaragua, ai confini del mondo con i primi soldi guadagnati dalla vendita delle sue opere.

Dal Sud America decide di trasferirsi a Parigi, capitale artistica per eccellenza, e lì in Francia rimarrà stabilmente per il resto della vita. Nella capitale francese frequenta l’Accademia ed incontra grandi maestri nel pieno della loro carriera come Manet, Courbet e Corot, artisti che hanno avuto una chiara influenza di stile sul pittore centro-americano.

L’arte di Camille Pissarro è prevalentemente incentrata sul racconto quasi poetico di paesaggi e scene di vita quotidiana, infatti l’artista ha sempre prediletto i soggetti legati alla semplicità se non addirittura alla povertà, rendendo protagonisti dei suoi quadri contadini ed operai inseriti in un contesto rurale reso, dalle sue pennellate veloci ma delicate, dei fairytale.

I paesaggi, soprattutto quelli primaverili e invernali in cui emerge tutto il senso di malinconia tradizionalmente legato  a questo tipo di soggetto, contraddistinguono la produzione senile del maestro, mentre le pennellate più gaie caratterizzano la tecnica puntinista, con gli inconfondibili colori accesi e la scelta di inserire nel contesto paesagistico uomini e donne che generalmente mancano nella produzione impressionista dell’autore.

Castagni a Louveciennes, 1871

Pissarro, è importante ricordarlo, è stato anche lo “scopritore” di uno dei più grandi geni artistici moderni: Vincent Van Gogh è stato suo insegnante di “colore” tra il 1886 ed il 1888, e proprio durante quelle lezioni l’artista americano si accorse del grande genio che aveva di fronte. Ma non è tutto: sempre in quel periodo, Pissarro ha sperimentato una nuova tecnica, quella (che poi non a caso sarà uno dei capi saldi della maniera di Van Gogh), della pennellata breve e corposa.

Come tutti i grandi artisti, anche Camille Pissarro fa emergere un pezzetto della sua anima nelle sue opere, creando molto di più che un semplice lavoro di tecnica,  elevandolo ad un racconto personale che narra un particolare stato d’animo o una caratteristica caratteriale dell’artista. Infatti, la sua produzione è caratterizzata da un tocco delicato e da colori che infondono serenità, come si conviene alla personalità tranquilla e gioconda del pittore, noto anche per la sua attenzione verso i più deboli, come emerge chiaramente dalla scelta di dar loro spazio e voce nell’arte, scegliendo di ritrarli nella realtà sensibilmente autentica di tutti i giorni, senza filtri né retoriche.

Ilenia Carbonara per MIfacciodiCultura

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