La Sinistra torni a parlare di socialismo per evitare una morte certa

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Quanto spesso ormai si sente dire, da giornalisti suoi quotidiani o nei salotti TV, che la sinistra non esiste più? L’Italia, il paese che nella metà del Novecento aveva il Partito comunista secondo solo a quello dell’Unione Sovietica, oggi si ritrova, come affermava Nanni Moretti, con un partito di centro-sinistra che ha tradito i suoi valori, le sue idee e soprattutto la sua gente. Per convenzione si attacca sempre il partito più rappresentativo di una fazione, va detto però che anche quelli minori, i partiti satelliti del grande partito, negli ultimi tempi hanno perso di vista l’obiettivo principale. La sinistra sembra soffrire in uno dei Paesi che ha costruito la sua democrazia sulle macerie di un totalitarismo di destra e si ritrova ad osservare da mera spettatrice al ritorno di un socialismo sano e mirato  in altri paesi (Inghilterra, Usa, Venezuela e soprattutto Messico). Il socialismo è l’unico baluardo che può ostacolare l’avanzata dei governi di destra. Questa parola può oggi suonare arcaica, superata ma tuttavia accende ancora la scintilla nei cuori di molti individui.

Lopez Obrador

Per anni i partiti che si sono dichiarati di sinistra hanno condotto politiche sbagliate, basti pensare che banchieri, ricchi imprenditori e baroni di Confindustria hanno sempre difeso ed appoggiato il grande partito di centro-sinistra, che dal suo canto ha provveduto a ricambiare la cortesia mandando in rovina milioni di individui per tutelare e garantire il profitto delle classi privilegiate.

Spesso la parola socialismo spaventa le persone e soprattutto in Italia prende la squallida etichetta di “sinistroide“, “buonista“. Il socialismo si potrebbe spiegare e racchiudere in pochi punti essenziali, paradossalmente alcuni di essi sono in comune con le destre: investimenti e piena occupazione, contrasto al capitale finanziario, lotta alla povertà, protezione sociale, miglioramento istruzione e sanità, liberazione dell’individuo da ogni apparato repressivo. Solo alcuni di questi punti sono in comune con l’estremismo di molte destre, che riscuotono successo. Perché? Semplice: hanno parlato al cuore ed alla pancia della gente, hanno elencato problemi teatralizzandoli in comizi elettorali per accaparrare voti: una propaganda perfetta che ha portato i risultati. Può essere che alcuni siano accecati dalle “belle parole della campagna elettorale e non colgano un rischio che potrebbe celarsi dietro l’apparenza: far passare gli oppressi per oppressori, scatenare una guerra tra poveri.

Bernie Sanders

Giorni fa, in Messico è avvenuta una vera e propria rivoluzione. Lopez Obrador è diventato il nuovo presidente vincendo in maniera massiccia le elezioni. È un candidato di sinistra, di estrema sinistra, con idee marxiste e rivoluzionarie. Lui, come molti altri, non ha avuto paura di parlare alla gente dei problemi, non ha pesato le parole ed ha fatto valere le proprie idee anche se scomode. Poco importa se i giornali di mezzo mondo lo chiamano populista, estremista o addirittura il Trump messicano: Obrador ha messo al centro della sua politica il socialismo e la sinistra lo ha premiato, mentre i giornali, aziende miliardarie no. Una cosa simile ma di portata inferiore è avvenuta con Sanders negli Usa, Corbyn in UK e Mélenchon in Francia, tutta gente con una forte tendenza di sinistra e socialista. Hanno parlato alle classi inferiori e disagiate e, anche se non sono usciti vincitori dalle urne, hanno riportato risultati straordinari affermandosi come una forte entità politica. Messa in discussione del sistema economico, nazionale e sociale, non accettazione delle catene e dei vincoli da funzionari allenati a profitti, ma individuo messo al centro: questo deve fare la sinistra.

Jeremy Corbyn

Questa situazione è differente in Italia, in cui si ascoltano le parole di vecchi dirigenti di partito che da vent’anni curano solo i loro interessi e che ancora oggi vorrebbero guidare una parte di popolo che hanno distrutto. Fanno politica scorretta verso i partiti inferiori, quelli da “prefisso telefonico” che sono però a stretto contatto con i grandi socialisti europei e mondiali e che hanno idee vicine a quella sinistra che molti dichiarano scomparsa.

La sinistra in Italia c’è, resiste, proprio come in altre zone del mondo. Per farla tornare credibile bisogna però urgentemente tagliare fuori alcune personalità che non hanno rappresentato realmente gli obiettivi del partito, dichiarandosi fedele a questo ed essendo invece leali al loro egoismo e avidità. Non bisogna escludere nessuno e rifondare dovrà essere l’unico diktat, perché oggi più che mai la disuguaglianza di classe è il male della nostra società.

Giammarco Rossi per MIfacciodiCultura

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