Music & Poetry – “Everybody hurts”, il “nessun uomo è un’isola” dei R.E.M.

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Il suicidio è come quando sei al cinema, ma il film è brutto. E tu ti alzi e te ne vai. Molte persone, semplicemente, non ce la fanno. Una periferia da cui non possono uscire, un cielo dove gli angeli non posso entrare. Qualcosa di assurdo accade alle persone che non sopportano la visione del film. Qualcosa di assurdo. O di terribilmente semplice. E allora Hallelujah, si strappa un pezzo dal vestito casuale del destino e lo si annoda ad un corda appesa al passato. Un passato che non ha mai profumato di futuro, neanche nei suoi momenti migliori. Forse davvero la fine è come il primo migrante che, dalla barca, vedeva l’America: un momento scritto dentro, ma che pochi sanno leggere. E poi ci sono quelli che rimangono. Noi, a voler essere precisi. Noi, che fatichiamo a trovare appagamento nelle cose che sappiamo fare, nelle nostre qualità, e che ci aggrappiamo ai guai. Noi, che pensiamo sempre di avere la vita più attorcigliata del globo, che crediamo di essere sul gradino più alto dei problemi esistenziali. Noi, che siamo convinti di essere gli unici a soffrire o, quantomeno, i migliori a farlo. Ancora una volta, a questo punto, entra in scena la musica. Questa volta con un rapido movimento degli occhi. Con i R.E.M. che, con una grazia tanto affascinate quanto umiliante, dicono qualcosa che scuote i palazzi delle nostre vite direttamente dalle fondamenta. Everybody Hurts.

Everybody hurts
Tutti fanno del male. Qualche volta.

Tutti soffrono? Sì, non è una novità. Sappiamo perfettamente che qualcuno sta morendo proprio ora e che qualcuno sarà morto alla fine di questa serie banale di parole. Sappiamo che c’è una persona che sta per essere licenziata e un’altra che sta per essere assunta. Qualcun altro sta fissando la sedia vuota di un ristorante stracolmo di sorrisi e buone intenzioni e altri stanno ingenuamente festeggiando la rottura di un qualcosa, che sia un rapporto, un bicchiere o un cuore.

Tutti soffrono, certo. La cosa più interessante è che tutti fanno del male. Facciamo del male sempre, di continuo. Male volontario, necessario, casuale, non intenzionale, male a fin di bene, male a fin di male. Non ci sono molte certezze in questo film, se non queste due: soffrirai e farai soffrire. Solo, vorrei dirti (e te lo vorrebbero dire i R.E.M.) , se per caso stai per alzarti e lasciare la sala, aspetta. Siediti un attimo. Da un momento all’altro potrebbe esserci la scena clou. La scena del riscatto. È un film che si sta ancora scrivendo, può ancora arrivare qualcosa per te. Magari tra qualche manciata di popcorn arriverà un’attrice bellissima pronta a parlarti dallo schermo, oppure un personaggio si farà spazio nella sala e si metterà vicino a te. Se certe cose non puoi viverle, puoi sempre prenderle in giro.

E poi c’è una cosa che devi scoprire. Non puoi andartene fino a che non avrai scoperto la colonna sonora. Io sono maledettamente curioso di capire quale sia la mia. Oddio, non così presto eh.

Tutti facciamo del male. Tutti soffriamo.

Non perdere la pazienza. Magari sì, questa è la stagione del dolore (cari Zen Circus), ma è una stagione, per l’appunto.

Parlate. Parlate di tutto, del vostro sport, di un teatro fatiscente, di lei o di lui, di quelle volte in cui tutto è sbagliato e cantate da soli. Parlate degli specchi di casa vostra, dei vostri fianchi larghi, dei capelli che state perdendo, delle volte che avete tenuto duro e di quelle in cui che avete accarezzato l’idea del suicidio. Tutti soffrono. Tutti fanno del male. Parlate con chi se lo merita. Non c’è dono più grande di una conversazione sincera.

 E, ti prego, resta in sala.  Questo è il tuo film, è vero. Però è anche vero che sei co-protagonista di altri film, molti altri film, che sono in proiezione nelle sale accanto.

Resta, qualcuno sta scrivendo una parte per te.

Non sei curioso di leggere il prossimo copione?


Everybody hurts

When your day is long
And the night
The night is yours alone
When you’re sure you’ve had enough
Of this life
Well hang on
Don’t let yourself go
‘Cause everybody cries
And everybody hurts sometimes

Sometimes everything is wrong
Now it’s time to sing along
When your day is night alone (hold on)
(Hold on) if you feel like letting go (hold on)
If you think you’ve had too much
Of this life
Well, hang on

‘Cause everybody hurts
Take comfort in your friends
Everybody hurts
Don’t throw your hand
Oh, no
Don’t throw your hand
If you feel like you’re alone
No, no, no, you’re not alone

If you’re on your own
In this life
The days and nights are long
When you think you’ve had too much
Of this life
To hang on

Well, everybody hurts sometimes
Everybody cries
And everybody hurts sometimes
And everybody hurts sometimes
So, hold on, hold on
Hold on, hold on
Hold on, hold on
Hold on, hold on

Everybody hurts

You are not alone

Nicolò Peroncini per MIfacciodiCultura

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