“Jean Dubuffet. L’arte in gioco” a Palazzo Magnani di Reggio Emilia

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Al maestro dell’art brut sarà dedicata la mostra Jean Dubuffet. L’arte in gioco – Materia e spirito 1943-1985 che sarà inaugurata il 17 novembre (e visitabile fino al 3 marzo 2019) a Reggio Emilia.

Lartista

La location sarà la splendida cornice di Palazzo Becchi-Magnani, un edificio storico che risale con ogni probabilità alla seconda metà del XVI secolo, periodo nel quale i Conti Becchi decisero di realizzare in città la propria abitazione di rappresentanza. Nel 1917 l’immobile passò alla famiglia Magnani che, tempo dopo, lo donarono alla Provincia di Reggio Emilia per destinarlo ad attività culturali ed espositive. Adesso la Fondazione Palazzo Magnani promuove le arti visive attraverso numerose attività espositive e culturali, anche per le scuole e le famiglie, privilegiando il dialogo interdisciplinare, i confronti culturali e soprattutto le contaminazioni con i diversi saperi: arte, fotografia, nuovi linguaggi. Le mostre sono intese come dei veri e propri progetti culturali dove, oltre la parte espositiva, il visitatore si potrà confrontare con il concetto stesso di arte.

Jean Dubuffet (Le Havre, 1901 – Parigi, 1985) è sicuramente,uno dei maggiori artisti del XX secolo, protagonista della corrente artistica dell’Informale. Fu lui a coniare il termine Art Brut nel 1945, in italiano arte grezza, dove confluirono gli artisti emarginati dalla società, gli autodidatti, coloro che volevano esprimere fantasia, inconscio e privi di cultura artistica.

Per Dubuffet l’arte è rivelazione della libertà personale, continua ricerca interiore ed esteriore, pulsione incontrollabile. Nelle sue opere la materia diventa espressione delle emozioni dell’artista, il segno e la gestualità un tramite tra la creatività e l’opera.

Jean Dubuffet. L'arte in gioco
Jean Dubuffet Site domestique (au fusil espadon), avec tête d’Inca et petit fauteuil à droite, 1966 Acrilico su tela, 125 x 200 cm Courtesy Galerie Jeanne Bucher Jaeger, Paris

Jean Dubuffet. L’arte in gioco – Materia e spirito 1943-1985 è una mostra da non perdere, un viaggio attraverso varie forme artistiche. Si potranno ammirare ben 140 opere  tra dipinti, disegni, grafiche, sculture, libri d’artista, composizioni musicali, poetiche e teatrali per avere un quadro completo del poliedrico artista. Il percorso museale, suddiviso in tre sezioni, si sviluppa attorno alla dialettica tra la nozione di spirito e quella di materia e vede al suo interno un nucleo di 30 lavori di protagonisti storici dell’art brut, realizzata in collaborazione con Giorgio Bedoni. La mostra va, quindi, ad esplorare i numerosi cicli creativi, le vaste ricerche, le sperimentazioni tecniche inedite e originali dell’artista, genio universale e multiforme.

La maggior parte delle opere sono provenienti principalmente dalla Fondation Dubuffet e dal Musée des Arts Décoratif di Parigi, ma anche da musei e collezioni private di Francia, Svizzera, Austria e Italia.

Dubuffet fu un autentico homme-orchestre, un artista-alchimista nel senso più antico del termine, per il quale l’arte viene a estendere il reale, viene a rendere visibile l’invisibile. Nelle sperimentazioni sulla materia e poi sul puro segno, anche in maniera provocatoria, ambigua, sconvolgente, egli risveglia nell’osservatore il senso di meraviglia, di stupore e di bellezza per il mondo, un mondo in cui verità e realtà coincidono. Con il suo rigore vitalissimo e intriso d’ironia, Dubuffet ha saputo estendere i limiti convenzionali dell’arte in maniera autonoma, originale e ancora feconda oggi: il gioco dell’arte.

I curatori Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger

Jean Dubuffet. L’arte in gioco – Materia e spirito 1943 -1985
A cura di Martina Mazzotta e Frédéric Jaeger
Palazzo Magnani, Reggio Emilia
Dal 17 novembre 2018 al 3 marzo 2019

Valentina Certo per MIfacciodiCultura

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