“Da vicino nessuno è normale”. E da lontano? Risponde il Festival di Olinda

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Da vicino nessuno è normale è il sottotitolo del film Si può fare, diretto nel 2008 da Giulio Manfredonia e ispirato alle storie delle cooperative sociali nate negli anni Ottanta per dare lavoro ai pazienti dimessi dai manicomi in seguito alla Legge Basaglia. È anche il nome scelto da una rassegna teatrale molto particolare, organizzata ormai da 22 anni dall’associazione milanese Olinda, che si occupa, negli spazi dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini, di “di ricostruire accessi ai diritti di cittadinanza di persone con problemi di salute mentale”. L’edizione 2018 proseguirà fino al 21 luglio tra spettacoli teatrali, concerti, conferenze, proiezioni di film, esibizioni di danza.

Tra queste ricordiamo la conferenza che si terrà mercoledì 11 luglio, proprio a partire dalle conferenze brasiliane che lo stesso Franco Basaglia tenne nel 1979 per presentare la propria posizione a circa un anno dall’emanazione della legge 180 che impose la chiusura dei manicomi e regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale pubblici. L’affetto da patologie mentali diventò così un normale cittadino con tutti i diritti: casa, lavoro e socialità.

Il festival Da vicino nessuno è normale si propone, quindi, di celebrare questa tappa importantissima che permise il superamento della logica manicomiale riempiendo di creatività e bellezza, gesti condivisi e relazioni, le stanze di un luogo singolare: l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, non a caso location del film di Manfredonia. Il cerchio si chiude e si riapre.

Franco Basaglia

Parole cardine della manifestazione sono accoglienza, inclusione sociale e partecipazione. Come sempre il programma è molto ricco: va dallo spettacolo I Malvagi, ideato e diretto da Alfonso Santagata, in omaggio all’opera di Fëdor Dostoevskij, alle letture condotte da Paolo Nori, che propone i testi Memorie di un giovane medico di Michail Bulgakov e Mosca-Petuškì – Poema ferroviario di Venedikt Vasil’evič Erofeev. Balletto Civile stupisce l’osservatore con Bad Lambs, coinvolgendo alcuni danzatori diversamente abili per raccontare storie ed emozioni grazie alla potenza dei corpi in movimento, mentre Teatro delle Albe rilegge la fiaba di Cappuccetto Rosso in chiave senegalese e trasporta lo spettatore tra le atmosfere infuocate dell’Africa, dove ogni incontro è energia che pulsa e anima che balla.

Da vicino nessuno è normale si concluderà il 21 luglio con uno stravagante happening dal titolo Rave Foster Wallace, tributo ad Infinite Jest di David Foster Wallace, a dieci anni dalla scomparsa dello scrittore americano: artisti, autori e attori ripercorreranno le tappe del romanzo a modo loro, guidando chi saprà ascoltarli e seguirli in un labirinto dalle mille sfaccettature.

Sarà così possibile perdersi per ritrovarsi, per ritrovare quella traccia di stravaganza che si cela in ciascuno di noi, come ricorda Randle Patrick McMurphy nel film cult Qualcuno volò sul nido del cuculo del 1975 quando urla ai suoi compagni di sventura:

Ma credete veramente di essere pazzi?
Davvero?
Invece no, voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io!

Non resta che mettersi in gioco per visitare un universo che forse non è poi così parallelo… è semplicemente normale!

Da vicino nessuno è normale
Organizzato da Associazione Olinda Onlus
Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano
Dall’8 giugno al 21 luglio

Erica Beccalossi per MIfacciodiCultura

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