“Artemisia e i pittori del conte” al Castello di Conversano

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Fino al 30 settembre il Castello Normanno e la Chiesa di San Giuseppe di Conversano, in provincia del capoluogo pugliese, ospiteranno la mostra Artemisia e i pittori del conte. La collezione di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona. A cura di Viviana Farina e Giacomo Lanzilotta e organizzato da Armida, la mostra presenta al pubblico la Collezione appartenuta al conte di Conversano Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona (1600-1665), collezionista ed estimatore delle Arti. In tale occasione si potrà ammirare uno dei luoghi suggestivi in Terra di Bari, un Castello con una storia lunga che oggi accoglie la Pinacoteca Comunale. Un luogo suggestivo che da fortezza nel corso dei secoli divenne una prestigiosa abitazione; e dal XV secolo passò nelle mani della famiglia del conte.

Artemisia Gentileschi, Nascita di san Giovanni Battista, Museo Nacional del Prado, Madrid

La raccolta, che il nobile aveva iniziato a partire dai primi anni del ‘600, era composta da un numero cospicuo di pezzi di varia natura: dipinti, oggettistica e sculture. Per attestarne, il prestigio nel 1666 fu redatto l’inventario, questo come i suoi pezzi d’arte sarà esposto in mostra, un’esposizione variegata che testimonierà il gusto artistico dell’epoca e quello dei suoi possessori: il conte e sua moglie Isabella Filomarino.

Il fruitore avrà la possibilità di ammirare le storie della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso dell’artista Paolo Domenico Finoglio, la ritrovata e di spicco Caritas Romana di Artemisia Gentileschi e molte altre opere di artisti quali Battistello Caracciolo e Massimo Stanzione. Così come Onofrio Palumbo, Niccolò De Simone, Cesare Fracanzano e non ultimo Guido Reni.

È interessante nel percorso della mostra comprendere gli intrecci territoriali, artistici e politici che legavano la Puglia alla Campania, infatti da quest’ultima giungono un buon numero di opere esposte. Ancor più rilevante il rapporto che legava gli artisti ai committenti. Saranno presentate opere di pittori partenopei come: Jusepe de Ribera, Andrea Vaccaro, Aniello Falcone e Andrea de Leone.

Artemisia e i pittori del conte. La collezione di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona vuole porre l’accento sulla storicità, sull’artisticità e sui lasciti di uno dei personaggi di spicco del Sud Italia, che permette oggi di portare alla luce anche opere inedite e di ricostruire un percorso.

Ci saranno otto sale suddivise per temi: Simboli e Pentimento; Santi patroni: Giovanni Battista e Girolamo; La Fuga in Egitto del cavalier Guido; Maestri caravaggeschi; Massimo Stanzione; Artemisia Gentileschi e Onofrio Palumbo; Sante e nudi; Baccanali e Battaglie. Eccezionalmente sarà anche esposta nel percorso un’opera giunta in Italia per la primissima volta, la Fortitudine Pares (Cupido e la Morte) proveniente dal Museo della Cattedrale di Malta, dopo un accurato restauro da parte di Roberta Lapucci. Questo dipinto senza autore è oggi materia di studio, si ipotizza addirittura possa essere stato realizzato dallo stesso Michelangelo Merisi, il Caravaggio.

Anonimo caravaggesco, Cupido e la morte. Metropolitan Cathedral Museum, Mdina, Malta

Altro luogo dell’esposizione è la Chiesa di San Giuseppe, vicino al Castello, luogo caro alla contessa Filomarino che accoglie le opere più grandi per dimensione come il Trionfo di Bacco di Finoglio, che dopo 400 anni ritorna a Conversano dal Museo del Prado di Madrid.

La visita è sicuramente una opportunità incredibile per apprezzare le opere dei Maestri del ‘600, molti dei quali Caravaggeschi, come Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, 1654), figlia del celebre pittore Orazio Gentileschi, tra i primissimi ad ispirarsi alle composizioni e ai cromatismi del grande Caravaggio. Artemisia, una donna, una artista, che nonostante le mille difficoltà affrontate riuscì ad avere la sua “fortuna artistica”. La violenza, il processo in tribunale, le torture e i viaggi hanno reso quella che era una giovane fanciulla, che mosse i suoi primi passi pittorici nella bottega del padre, una grande artista. Tanto grande da riuscire a interpretare con pathos e forza espressiva temi sacri, figure femminili e altro; avvolti da quel velo di crudezza e dolcezza mitigate dai toni cupi e dai contrasti di luce ed ombra dove traspare tutta la sua esperienza di vita.

Artemisia e i pittori del conte. La collezione di Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona
A cura di Viviana Farina e Giacomo Lanzilotta
Castello e chiesa di San Giuseppe, Conversano (Ba)
Dal 14 aprile al 30 settembre 2018

Alessandra Mazziotta per MIfacciodiCultura

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