“Bergamo insolita e segreta”: una guida alla Bergamo poco nota

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Quando ci si può definire veri esperti della propria città? Quando si conoscono le scorciatoie per evitare il traffico? Oppure le trattorie tipiche più gustose? Beh, vi rispondo io: quando si conoscono i luoghi più segreti della città, quelli che nascondo una storia a metà tra leggenda e verità. Almeno, la pensa così Emanuele Roncalli, autore per le edizioni Jonglez del libro Bergamo insolita e segreta, edito a giugno 2018: questa guida fa parte di una collana pensata proprio per portare i turisti a scoprire gli angoli più nascosti – e curiosi – di città e regioni. Esistono infatti anche quelle di Milano e Parigi, della Toscana e della Campania e di tantissime altre località in giro per il mondo. Il senso non è solo quello di offrire un’occasione turistica diversa rispetto ai tour tradizionali, ma anche una diversa prospettiva ai viaggiatori: la domanda che implicitamente viene posta infatti è “ma tu, vuoi scoprire davvero lo spirito di Bergamo, il suo carattere, oppure vuoi solamente visitare un museo e un palazzo via l’altro?”.

Bergamo insolita e segreta

Devo anche ammettere colpevolmente, da bergamasca, che alcuni dei luoghi citati nella guida nemmeno io li conoscevo: questo vuol dire sia che devo recuperare in fretta per non sfigurare, sia che questo testo è veramente interessante anche per i locali, perché mostra dei lati della nostra cara città davvero nascosti.

Ecco qualche idea di cosa troverete se vorrete esplorare Bergamo con questo libro in mano, si va da ritrovati del medioevo a particolarità attualissime. Ad esempio, la facciata di un edificio del quartiere Celadina, alle porte orientali di Bergamo, è ricoperta di un coloratissimo murale realizzato da Blu, artista italiano di Senigallia di cui abbiamo parlato anche qui: è considerato dall’autorevole The Guardian come uno dei dieci migliori street artist al mondo. L’opera è nata da una richiesta Comitato di Lotta per la Casa di Bergamo e dell’Associazione Inquilini ed Abitanti, due enti che da anni lottano per l’assegnazione delle case popolari; come si legge sull’altro angolo dell’edificio, il motto è “un tetto per tutti”, e Blu ha deciso di prestare la sua opera per questo.

Un’altra bizzarria è il coccodrillo del Santuario di Ponte Nossa: sì, è proprio come pensate, c’è un coccodrillo vero, imbalsamato, conservato in una chiesa. Il racconto vuole che infestasse le acque del Serio, il fiume che lambisce la cittadina, ma arrivato a Ponte Nossa morì perché si nutriva di vergini, ma lì non ne avrebbe trovate; ecco lo spirito dei bergamaschi che emerge da sotto la scorza!
Nel libro troverete tante altre curiosità: il sarcofago di un cavaliere misterioso, le maschere mortuarie dei camerieri a servizio dei nobili, la spada nella roccia, la pietra che guarisce il mal di schiena, il palazzo del postino del papa, un rifugio antiaereo sotto una pasticceria…

Il coccodrillo del Santuario di Ponte Nossa

E poi in Bergamo insolita e segreta troverete un’infinità di piccole curiosità da scoprire, che forse non potete leggere da nessun’altra parte, ma se vorrete fermarvi in qualche bar o trattoria a chiacchierare, tutti faranno a gara a raccontavi. Per cominciare, sapete che Bergamo è costruita su sette colli, proprio come Roma? E sapete che la stracciatella, un gusto di gelato che è considerato un classico, è nato proprio qui? Il suo “papà” è Enrico Panattoni, patron della famosa pasticceria La Marianna di Città Alta: per celebrarla quest’anno è nato lo Stracciatelling, un evento per festeggiare quest’eccellenza cittadina. E ancora: le mura cittadine venete, quelle che dividono città alta e città bassa, sono diventate nel 2017 Patrimonio dell’UNESCO insieme alle altre città che nel medioevo erano governate dalla Serenissima, che ha eretto mura di difesa in tutti i suoi territori: devono averle ben progettate perché le mura di Bergamo non sono mai state conquistate!

Insomma, di particolarità ce ne sono da scoprire, a Bergamo come dappertutto, ma ciò che forse non troverete mai in nessun libro è la conoscenza dei luoghi di prima mano, che si ha perdendosi nelle strade medievali o moderne dei centri cittadini, ascoltando racconti e magari facendosi accompagnare dalla gente del posto nelle esplorazioni, tenendo occhi e cuore ben aperti

Chiara Buratti per MIfacciodiCultura

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