“The future starts here”: il design di domani in mostra a Londra

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Quali saranno le nostre abitudini nel futuro? quali oggetti faranno parte del quotidiano? A queste domande prova a rispondere la grande mostra The future starts here, che si tiene a Londra presso il Victoria & Albert Museum fino al prossimo 4 novembre. L’esposizione ha lo scopo di analizzare e tratteggiare attraverso 100 progetti di designer, architetti e pensatori un futuro che potrà essere migliore sia per il pianeta che per gli individui che lo abitano.

The future starts here è divisa in 4 sezioni: Home (casa), Public (pubblico), Afterlife (aldilà) e Planet (pianeta). Si parte dallo studio del rapporto tra essere umano e tecnologia che vede l’individuo, perennemente connesso, che ha trasformato la casa da un personale angolo privato ad una specie di piazza in cui condividere tramite i social la propria vita, non accorgendosi che questa pratica comporta un sempre maggiore isolamento. Questo spunto di riflessione è messo in contrapposizione alla totale assenza di connessione in certi punti della terra. Nella mostra si inserisce poi il progetto di una rivoluzionaria tecnologia studiata dai tecnici di Facebook che prevede attraverso l’utilizzo di una piattaforma e dell’uso di un drone alimentato ad energia solare, la possibilità di ottenere un collegamento a costo contenuto.

Sempre per rendere possibile il nostro collegamento ventiquattr’ore su 24, abbiamo a disposizione le magliette solari che si ricaricano con la luce che assorbono e che possono ricaricare a loro volta i nostri device, mentre per allietare la nostra esistenza potremo utilizzare lo specchio che decifra il nostro umore fornendoci dei consigli mirati in base alla nostra espressione o potremo infine rivolgerci agli assistenti virtuali Alexa o Jibo che possono leggere le favole ai più piccoli o assistere in alcune incombenze i più anziani.

Attraverso la tecnologia c’è anche la speranza di raggiungere l’immortalità sia iscrivendosi alle società che si occupano di crioconservazione (che devono ancora però perfezionare il processo inverso), che attraverso il progetto di duplicazione su chiavetta dei propri circuiti cerebrali o tramite la creazione di un proprio doppione informatico che nascerà dalla traccia della propria vita virtuale e permetterà ai propri eredi di accedere al lascito.

La sezione più innovativa e interessante è quella però dedicato al pianeta partendo dalla pianificazione urbanistica illustrata dal modellino della sede ultratecnologica di Apple voluta da Steve Jobs o dalla progettazione di una città futuristica ad impatto zero, ovvero Masdar City ad Abu Dhabi. Progetti importantissimi per il pianeta sono la nave Protei che navigando in autonomia sarà in grado di ripulire le chiazze di petrolio nel mare e lo Svalbard global seed vauld, ovvero la banca di tutte le sementi delle piante della Terra da utilizzare in caso di emergenza alimentare (catastrofe molte volta prevista nei film di fantascienza, ma non poi così irreale).

Queste tecnologie d’avanguardia possono forse sembrare visionarie, ma nel futuro potrebbero entrare a far parte nelle nostre vite cambiandocele radicalmente. Alla fine della mostra infatti ogni visitatore è invitato a completare la frase “il futuro è…” e ognuno potrà, in base alla propria visione, fornire un’opinione piena di entusiasmo o negatività.

The future starts here
A cura di Rory Hyde e Mariana Pestana
Victoria & Albert Museum, Londra
Fino al 4 novembre 2018

Carlotta Tosoni per MIfacciodiCultura

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