Mario Puzo: lo scrittore che raccontò al mondo il codice della mafia italo-americana

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Mario Puzo
Mario Puzo

Stati Uniti d’America. Per milioni di italiani una seconda patria. Il fenomeno dell’emigrazione ha coinvolto l’Italia soprattutto nei secoli XIX e XX; molte navi con migliaia di persone partivano dai porti in cerca di una migliore qualità di vita. A onor del vero, il sogno americano ha sfornato tanti noti personaggi; tra tutti il regista Martin Scorsese, l’attore Robert De Niro, il politico Fiorello La Guardia, il cantante Frank Sinatra. Ma non solo. Anche la letteratura ha dato luce a scrittori che hanno sperimentato, grazie alle loro esperienze di vita, nuove forme di comunicazione letteraria. Tra questi, ricordiamo Mario Puzo, scrittore e sceneggiatore nato a New York il 15 ottobre del 1920 e cresciuto nel quartiere di Hell’s Kitchen a Manhattan. Settimo di otto fratelli e figlio di emigranti campani, Puzo dopo aver svolto il servizio militare durante la II guerra mondiale, frequenta una scuola di scrittura creativa prima di iscriversi alla Columbia University.

La vita è una vicenda comica e non vi è nulla di più divertente dell’amore che vive nel tempo.

(da I folli muoiono)

Marlon Brando – Il padrino

L’esordio arriva nel 1950, con il libro Ultimo Natale, al quale segue nel 1955 Arena Oscura, un racconto ambientato nella Germania del dopoguerra. Dopo aver lavorato per anni come giornalista freelance, pubblica Mamma Lucia nel 1965, un romanzo che ebbe un buon successo e che descrive la storia di una donna vedova che lotta quotidianamente nell’America degli anni trenta per dare un avvenire migliore ai cinque figli. Tra alti e bassi, nessuno di questi libri ebbe il successo ottenuto con Il padrino che, pubblicato nel 1969, oltre a diventare un best seller, raggiunse in seguito un successo planetario grazie all’adattamento cinematografico del regista Francis Ford Coppola. Famiglia, amicizia, onore. Il padrino narra le vicende di una famiglia mafiosa di origini italiane, con a capo il boss Vito Corleone, interpretato nella pellicola da un leggendario Marlon Brando (per la parte da vecchio) e da Robert De Niro (per la parte da giovane). Con un quadro narrativo di grande impatto e con una crudeltà elegante, Mario Puzo ha dato vita ad un romanzo carico di tensione, ricco di colpi di scena e ben congeniato.

L’amicizia è tutto. L’amicizia è più del talento. È più del governo. È quasi uguale alla famiglia. Non dimenticarlo mai. Se ti fossi costruito una cerchia di amicizie non avresti avuto bisogno di rivolgerti a me per aiuto.

Il padrino

Gli affari illeciti, i rituali, i legami. Mario Puzo descrive accuratamente un mondo violento e corrotto, in cui le ingiustizie sociali e l’inumana efferatezza si fondono con con una morale sterile e invisibile. Non a caso, Il padrino non mancò di suscitare polemiche tra le associazioni della comunità italo-americana che definirono Puzo e Coppola come traditori, per aver descritto gli italiani come un popolo di mafiosi e mangiaspaghetti. Le ultime opere dello scrittore non riscuoteranno un grande successo; Puzo morirà all’età di 78 anni il 2 luglio del 1999, e ancora oggi la sua figura è associata principalmente ad una delle pietre miliari della storia del cinema.

Luigi Affabile per MIfacciodiCultura

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